Ride bene chi ride insieme

Ride bene chi ride ultimo, ma da ultimi non si ride mai.

E quando un giorno gli ultimi saranno i primi, neanche allora rideranno.

Dicono che i bimbi Down ridano sempre, pare siano felici, così felici da ridere, ridere sempre.

Dei ragazzi e degli adulti Down non si dice poi molto, forse loro non ridono così tanto, forse non sono abbastanza felici.

E invece no, quando li incontri ridono ancora, ti salutano e ridono, ti parlano e ridono, anche quando ti devono rimproverare, se fai attenzione, ti accorgi che ridono.

“Ma che ci ridono?”

Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.

Li vedi ridere dopo ogni caduta, quando prontamente si rialzano, mettono punto e vanno a capo;

le ferite della caduta, quelle se le curano da soli, tra le quattro mura della loro intimità, per non disturbare nessuno anche perché nessuno se ne accorge, e poi quando stanno meglio ridono;

ridono ancora dopo aver attutito l’ennesimo colpo, rigorosamente in silenzio, decisi a metterci un’altra pietra sopra;

e ridono quando finalmente capiscono di essere di troppo anche se attorno c’è così poco;

e poi quando ci provano e non ci riescono, allora ci riprovano e ci riprovano e ci riprovano…

e ridono davanti alla sconfitta, se c’è una sconfitta significa che c’è stata una battaglia, allora hai combattuto, hai vissuto, e loro sono dei soldati affermati.

Il riso abbonda sulla bocca degli stolti. Ma ci insegnano che “stupido è chi lo stupido fa”.

I Down ridono sempre e il loro non è il riso degli stolti, piuttosto è un riso troppo spesso amaro, il riso della solitudine.

Si parla di lei, proprio di lei: la persona con sindrome di Down, il “mongoloide”, tanto per usare una pessima espressione comunemente usata come sinonimo di “stupido, idiota”.

Ma si sa, si sa, chi ancora utilizza questo termine non tenta nessun riferimento particolare, è solo un brutto vizio, come quello delle parolacce e niente di più.

La società ha fatto progressi.

A Sparta li gettavano, appena nati, dal monte Taigeto, ma parliamo di migliaia di anni fa;

Oggi il massimo che può succedere è che ne prendano due come “kamikaze non volontari” per farli saltare in aria, insieme a quel terrificante ossimoro, in un attentato terroristico a Baghdad, ma mica in Europa;

Qui il massimo che è successo risale a Hitler e al suo “T4”, il piano di sterminio dei disabili, bambini e adulti.

Ma qui, oggi, il massimo che può capitare sono i soliti soprusi di cui sono vittime generalmente i più deboli, e se è Down il ragazzino picchiato dai compagni di scuola “fa più notizia”, così come per gli abusi sessuali, le segregazioni forzate, gli scandali di strutture mediche, e così via….

Noi ci scandalizziamo, per pochi istanti siamo invasi dall’orrore di scoprire quanto l’animo umano possa cadere in basso, poi tocca alla compassione, ci chiediamo perché esista tanta ingiustizia, alla fine un mix di ottimismo e speranza corre in nostro aiuto, le cose miglioreranno, poi cambiamo canale e a tavola, la cena è pronta.

Ma ci siamo mai chiesti cosa succede tra una notizia cruenta e l’altra?

La risposta è semplice: quello che succede è che ridono, sempre di quel loro riso amaro.

Forse vorrebbero ridere come Fernanda, la bellissima giornalista Down brasiliana, o come Chris, attore e scrittore Down americano, o come Riccardo, giovane atleta Down napoletano, ma forse in realtà l’unica cosa che vorrebbero è potere ridere, anche amaramente, ma non più da soli, come infondo piacerebbe ad ognuno di noi, se il riso è contagioso a chi lo contagi se accanto non hai nessuno?

Gli ostacoli da superare sono molti, una persona Down lo sa bene e sa pure che conquistare una vittoria da soli riempie di orgoglio, di fiducia in se stessi e di nuova energia;

ma sa anche che, se non hai con chi condividerla, la gioia finisce presto insieme alle risate, e, se per caso fallisci, dovrai imparare a consolarti da solo perché non avrai nessuno con cui riderci su.

A tal proposito alcuni professionisti locali della risata, da Gianni Nanfa a Toti e Totino, da Ernesto Maria Ponte a Franco Zappalà, ci offrono una possibilità:

potremo ridere tutti insieme,

con l’ Associazione Famiglie Persone Down

mercoledì 27 Febbraio 2008 alle 21 al Teatro Zappala’ di via Autonomia Siciliana

(ingresso su prenotazione, rivolgersi all’Associazione Famiglie Persone Down,

v. Maltese 92 Palermo – 091 6882717 – afpdpa@libero.itwww.afpdpalermo.org ).

L’intero ricavato della serata aiuterà a finanziare i progetti dell’ A. F. P. D. – Associazione Famiglie Persone Down onlus di Palermo, sulla quale verranno distribuite informazioni durante lo spettacolo.

L’ associazione è da sempre aperta a tutti coloro che vogliano conoscerla, insieme ai suoi ragazzi, alle sue attività, alla sua storia e alla sua gente.

Questo appuntamento sarà la prosecuzione di un cammino già intrapreso da molti, ma si spera che sia l’inizio di un nuovo cammino per moltissimi altri.

Potrete visitare la sede, conoscere i progetti portati a termine e quelli in corso, imparare a muovervi in un nuovo mondo, aprire nuovi orizzonti e ridere, non importa se di un riso di gioia, o un riso amaro, basta che sia un riso di partecipazione. Perché la verità è che ride bene chi ride insieme.

Giulia Di Vita

 

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2 Responses to Ride bene chi ride insieme

  1. Pingback: A.F.P.D.

  2. lor3nzo says:

    Toti e Totino troppo forti!!!!

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