E l’archivio di Lombardo e dell’Mpa?

E’ questo il quesito che Sonia Alfano si è posta oggi alla conferenza stampa presieduta al Jolly Hotel di Palermo.

E’ da diversi giorni che circola su internet la notizia del ritrovamento, grazie al peer to peer, di files riguardanti il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Si tratterebbe di appunti che riguardano favori, dati personali di persone che avrebbero ricercato l’allora candidato alla presidenza siciliana Raffaele Lombardo Lombardo.

Il file si può scaricare anche dal meetup Palermo3 con il nome “tutto il Lombardo minuto per minuto“.

Del libro dei favori se ne parla anche sul nostro MeeUp

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43 Responses to E l’archivio di Lombardo e dell’Mpa?

  1. Pingback: NO ALLA MAFIA: Sonia Alfano il 5 settembre a Reggio | Associazione Grilli Reggiani

  2. maria says:

    Io non so perché cosi tanta gente non riesce a prendere posizione, io non so perché cosi tanti giovani si lasciano abbindolare da questi lestofanti in giacca e cravatta che girano con le auto blu e la sirena intesta, ma adesso so dove devono andare o meglio rivolgersi gli autori emergenti con poche risorse economiche, infatti finalmente ho completato il mio manoscritto, è diviso in due parti, sono circa 200 pagine , di cui soltanto cento saranno prossimamente pubblicate, navigando su internet ho trovato un sito molto serio : http://www.boopen.it, la casa editrice boopen editore ti da la possibilità di immetterti nel mondo dell’editoria a costo zero, o quasi, il mio capolavoro dopo un anno e mezzo di sacrifici è pronto , naturalmente non potevo che firmatlo “Cleopatra” e chiamarlo “Terra Bruciata” , ci sarà da ridere, in chiave ironica infatti racconto la mia storia personale, le mie vicessitudini giudiziarie, ma non solo, il mal costume della politica locale e non solo.

  3. maria says:

    pensate un po’ cosa ho trovato? ma la cosa piu’ pazzesca è che ho capito chi sono il padre ed il figlio, diciamo al 90%.
    Leggete, leggete e fatevi occhi e orecchie…..
    sabato, 18 luglio 2009
    L’annuncio-sfogo di un uomo siracusano
    Quella di cui parlerò è una storia di vita. Non ho la certezza della veridicità della fonte, dato che è uno sfogo trovato su un famoso sito per annunci. Tuttavia mi ha profondamente colpito. E quegli errori di sintassi e quell’ingenuità manifestata nel far nomi senza provare quanto detto mi fa davvero pensare che sia tutto reale.
    C’è questo ragazzo di età ignota che racconta di sé e di suo padre (il nome del ragazzo appare nel testo, ma non mi va di metterlo qui). Negli anni ottanta, dice, suo padre aveva un bel progetto che avrebbe rinomato la reputazione di Siracusa. Voleva creare un istituto, forse universitario (il testo è confuso al riguardo). Suo padre era molto legato alla politica locale e presentò il progetto all’ex sindaco di Siracusa Marco Fatuzzo. In questo gioco le regole sono semplici: un progetto, la ricerca di finanziamenti per portarlo avanti, il nome e il lavoro del figlio. In pratica, i politici locali o regionali hanno avuto tutta l’intenzione di farsi beffa dei due. Al padre, per renderselo amico, promettevano di dare un lavoro al figlio (il rinomato lavoro in banca a cui “tutti” aspirano”), così magari lui si lasciava suggestionare dando infine concessioni riguardanti il suo istituto, spogliandolo sempre più del proprio nome e sudore.
    Non so com’è andata a finire la questione dell’istituto, ma non penso il progetto sia entrato in porto.
    Dopo di che il padre del ragazzo si fece venire un’idea: ristrutturare un famoso casolare per farlo diventare sede permanente di una mostra, sempre sul suolo siracusano. Il ragazzo avrebbe avuto un posto al museo, come bigliettaio. Comunque il mandato del padre finì (era un assessore?) e decisero di aspettare le elezioni. Il ragazzo nel frattempo fu invitato a candidarsi al Consiglio Comunale. Non venne eletto.
    L’assessore ai beni culturali, tale Giansiracusa, era affascinato dal primo progetto del padre del ragazzo, il famoso istituto. Presentò un protocollo d’intesa in cui si dava la possibilità di grossi finanziamenti in cambio di una piccola concessione: l’istituto non doveva portare il nome del suo creatore. Da qui potete immaginare cosa fece il padre. Non accettò il compromesso.
    Col sindaco Bufardeci non si fece nulla, ci racconta. Allora si sono rivolti all’ex sindaco della provincia Bruno Marziano. Questi spiegò alla coppia padre-figlio che il problema riguardava i fondi del partito, fondi a livello nazionale ed europeo: era tutta una questione di voti. Promise un posto di lavoro al figlio e ancora un buco nell’acqua. Gli aveva anche proposto un lavoro all’aereoporto di Catania nello smistamento dei bagagli, tuttavia gli disse: “però se piove ti bagnerai”. La reazione del ragazzo fu di sgomento e ci regala una scena tipica: Marziano di alza infuriato e grida al ragazzo che lui non sa con chi sta parlando (Marziano lo sa che un politico è sempre dipendente del cittadino e non l’inverso?).
    Insomma, i politici locali avevano capito che in qualche modo quei due erano diventati scomodi e chiusero loro le porte.
    Tutto questo in diciotto anni. Poi venne l’incontro con Pippo Gianni (quello de “le donne non ci devono scassare la minchia”, apparso pure alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi). Ancora una volta la questione dell’istituto e del posto in banca. Tuttavia Gianni si sbilanciò su un posto destinato al ragazzo-ormai-uomo alla Sogeas di Siracusa che, ci racconta, divenne un posto come muratore (tra l’altro non pagato). Ovviamente il ragazzo s’infuriò e non si lasciò ostacolare dal padre che frattanto lo intimava a subire. Andò da Pippo Gianni che col sorrisetto sardonico gli riferì che l’unica cosa che poteva dirgli era un grazie.
    Il ragazzo ci dice di come ogni tanto al lavoro e non solo passavano uomini fedeli a Pippo Gianni e gli consigliavano di lasciar perdere e magari cercare un lavoro altrove, perché a Siracusa non avrebbe trovato buona accoglienza.
    Lo sfogo finisce col progetto del padre “Santa Lucia” che non portò a nulla se non a dei soldi intascati da un certo professor Vinciullo e con la dichiarazione di tutti i sopracitati che raccontano di non aver mai conosciuto padre e figlio.
    Politica locale.
    Ripeto: non do per scontato che tutto questo sia vero. Ma se anche un terzo di quanto esposto lo fosse allora l’Italia avrebbe un grosso problema. Mica è una novità?, mi direte. No, non lo è. Eppure com’è che la gente cammina ancora col prosciutto sugli occhi? Insomma, Pippo Gianni è quello che nell’ottanta è stato arrestato per spaccio di droga ma poi è stato risarcito con centinaia di migliaia di euro per aver scontato ottanta giorni di carcere ingiustamente; è quello che nel 2000 è stato condannato per concussione e lo troviamo indignato in parlamento perché un ministro per le pari opportunità chiede che il cinquanta per cento dei parlamentari sia composto da donne. Tra l’altro se andate sul sito del politico in questione e cliccate sulla sua biografia non si fa certo riferimento ai reati che ha commesso. No, ringrazia solo i cittadini che l’hanno votato alle europee. Sì, perché i cittadini lo hanno votato alle europee.
    nessun commento
    scritto da SebastianoV alle 13:44

  4. maria says:

    Sto raccogliendo firme da portare in tribunale il 10 novembre a.c. , è una questione di principio, provo un certo disgusto per le bugie.
    L’onorevole ha presentato una memoria difensiva disgustosa, bugie, fandonie e calunnie.
    Ebbene lancio un appello , chiunque passasse per questo sito, chiunque naturalmente si ricordasse di me in segreteria nel 2003, fatta eccezione naturalmente per i testimoni da me citati, è pregato qualora lo ritenesse opportuno di mandarmi una mail a questo indirizzo: grecal@simail.it, oppure patrick.miano@hotmail.it, semplicemente dicendo ricordo della signora Greco Maria detta Luisa che nel 2003 lavorava presso la segreteria di via po’ a Siracusa dell’onorevole Gianni Pippo.
    Tutte le mail insieme alle firme che sto raccogliendo personalmente saranno portate dalla scrivente al giudice , non comporteranno prova e nessuno sarà chiamato a testimoniare.
    E’ una cosa seria, prego soltanto chi ricorda veramente di mandarmi la mail.
    Avevo una seicento blu, capelli corti neri , magra, alta, stavo sempre nella stanza di fronte a quella dell’onorevole.
    p.s.: in riferimento allamail in cui parlo della signora xxxxxx che collabborava con me in segreteria e che ha non si capisce per quale motivo , dichiarato un mucchio di bugie, ebbene, ho provveduto a sporgere querela , è stata opportunamente denunciata per falsa testimonianza.
    FARE GIRARE, GRAZIE

  5. vergogna says:

    Maria Luisa Greco parla troppo: licenziata. Ieri è successa una cosa veramente grave, e conto sulla sensibilità di chi legge questo blog e i siti che …
    bennycalasanzio.blogspot.com/2008/08/maria-luisa-greco-parla-troppo.html – 5 minuti fa – Pagine simili

  6. maria says:

    Carcere di Opera (MI): Antonio Stabile, Giuseppe Salvo, Gaetano Sangiorgi, Antonino Melodia, Roberto Cannavò, Francesco Pilato, Giovanni Montefrancesco, Mario Buda, Angelo Salvatore Vacca, Rocco Ferrara, Salvatore Cascino, Rosario Cascina, Emanuele Zuppardo, Carmine Trabucco, Domenico Branca, Antonio Sinagra, Vincenzo Sinagra, Francesco Pataria, Orazio Nicolosi, Salvatore Giuliano, Giuseppe Sorrentino, Generoso De Martino, Angelo Morabito, Antonio Presta, Orazio Giuffrida, Leonardo Bolandin, Alessandro Crisafulli, Angelo Carvelli, Vincenzo Scandale, Salvatore Salamone, Giuseppe Ferito, Vincenzo Di Pasquale, Giovanni Salesi, Francesco La Rocca, Carmine Oliviero, Pietro Vernengo, Mario Martello, Giuseppe Rancadore, Orazio Bonanno, Domenico Papale, Filippo Veneruso, Placido Tommasello, Salvatore Busco, Francesco Squillaci, Salvatore Alcamo, Saverio Mammoliti, Antonio Romeo.
    8/18/2008 11:58 AM
    Anonimo ha detto…
    1. la mafia concedeva licenze matrimoniali… che, per consentire al boss Pietro Vernengo il ricovero al Civico, … Per esempio, un altro medico col pallino della politica, Pippo Gianni, …archiviostorico.corriere.it/1994/febbraio/03/mafia_concedeva_licenze_matrimoniali_co_0_9402038764.shtml – 69k – Copia cache – Pagine simili
    8/18/2008 12:07 PM
    Anonimo ha detto…
    Palermo, l’ operazione ” Golden Market ” rivela che occorreva il permesso dei boss per sposare una ragazza ” fuori famiglia “la mafia concedeva licenze matrimonialigiudici, legali, medici, bancari, poliziotti: retata di insospettabili in Sicilia, lo Stato invia consistenti rinforzi in Calabria. tra gli indagati Cordaro Carmelo, Clementi Carlo, Zarcone Gaetano, Mattina Antonino, Guttadauro Giuseppe, Romano Maurizio, Gianni Pippo, Boscia Donato, Bocina Antonino, Cuccia Salvatore————————- PUBBLICATO —————————— Palermo, l’ operazione “Golden Market” rivela che occorreva il permesso dei boss per sposare una ragazza “fuori famiglia” TITOLO: La mafia concedeva licenze matrimoniali Giudici, legali, medici, bancari, poliziotti erano diventati fiancheggiatori dei padrini “Status symbol e un modo per fare soldi” Retata di insospettabili in Sicilia, lo Stato invia consistenti rinforzi in Calabria – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – DAL NOSTRO INVIATO PALERMO . E il turno dei mafiosi al di sopra di ogni sospetto. Tocca ad avvocati, medici e bancari. Durante il terrorismo li chiamavano “fiancheggiatori”. E il pool di Giancarlo Caselli usa lo stesso termine nei due tomi di un dossier di 600 pagine che apre le porte dell’ Ucciardone a insospettabili personaggi del ventre molle di Palermo, tutti nello stesso calderone con Riina e compagni: 76 ordini di cattura, 34 dei quali notificati in carcere a boss come i Madonia, Bernardo Brusca, o Pippo Calo’ , mentre 18 restano latitanti, compresi i registi delle stragi del ‘ 92, Pietro Aglieri e Mariano Tullio Troia. Parla Gaspare Mutolo, che con le sue iniziali da’ nome al blitz “Golden Market”. Parlano altri pentiti e, soprattutto, Giovanni Drago, che svela gli orrori di bestie chiamate “uomini d’ onore”, pronti a strangolare i nemici e scioglierli nell’ acido: 36 omicidi, la storia del gruppo di fuoco che vaga come uno squadrone della morte, ricevendo ordini con le ricetrasmittenti ed eseguendoli con i kalashnikov. Su tutti l’ ombra di Riina, ma non quella del suo braccio destro Bernardo Provenzano, ancora una volta estraneo a un inchiesta, come e’ accaduto per quelle sul delitto Lima, o sui grandi appalti. E non c’ e’ traccia nemmeno del cognato, del “dittatore”, Leoluca Bagarella. Ma figura, fra i 76, il suo avvocato, Carmelo Cordaro, un omone che, per cambiare una perizia e salvare un boss, avrebbe fatto pressioni sul medico legale Paolo Giaccone poi punito a colpi di “38″. I pentiti lo indicano come “uomo d’ onore”, parlano di liste di giudici popolari passate ai mafiosi per intimidire le corti e puntano il dito contro diversi penalisti: uno arrestato, Marco Clementi, uno latitante, Gaetano Zarcone, e altri senza nome perche’ l’ inchiesta continua, come succede per un magistrato dall’ identita’ top secret. Proprio per “avvicinare” questo giudice, il boss Bernardo Brusca avrebbe utilizzato il colonnello medico del distretto militare Antonino Mattina, l’ uomo che collaborava con la corte durante il maxiprocesso, arrestato ieri con i colleghi Giuseppe Guttadauro e Maurizio Romano, chirurghi “a disposizione” quando c’ era da curare i boss feriti negli scontri a fuoco o quando bisognava simulare improvvise malattie facendo ingerire pillole di ferro, o iniettando camomilla nelle vene dei detenuti. Come avrebbe fatto anche Giocchino Pennino, il medico che con la sua latitanza cominciata ieri ha chiuso la carriera politica avviata all’ ombra di Ciancimino e proseguita sotto la benedizione dell’ onorevole Piccoli, quando, in fase di “rinnovamento”, fu nominato commissario della sezione Dc di Ciaculli. Un potente con amici in Questura dove faceva e riceveva favori da un ispettore di Ps e dal dirigente dell’ ufficio Stranieri. Romano aveva addirittura allestito una sala operatoria nel suo villino di Mondello e in cambio dei favori si accontentava di 10 grammi di cocaina, al contrario di Mattina, che, per consentire al boss Pietro Vernengo il ricovero al Civico, avrebbe intascato 50 milioni e ricevuto in dono un’ Alfa 75. E un’ inchiesta aperta, perche’ spiccano tanti personaggi per il momento non perseguiti. Per esempio, un altro medico col pallino della politica, Pippo Gianni, ex sindaco di Priolo, ora deputato regionale della Dc. Ne viene fuori una radiografia della Palermo che ha tollerato e allevato la malapianta, consentendo ai “corleonesi” di dare l’ assalto ai gangli vitali delle istituzioni e della vita economica. E il caso della carneficina di imprenditori come Donato Boscia della Ferrocemento. Pagare o morire. Emblematico il ruolo dei due impiegati della Cassa di Risparmio Antonino Bocina e Salvatore Cuccia, pronti a riciclare 200 milioni di narcodollari in titoli di Stato, o a consigliare come usare i bottini delle rapine. Perche’ lo facevano? La risposta sta nei due tomi a tratti simili a un saggio giuridico, o a una introspezione psicoanalitica nella quale si coglie il tocco di uno dei sostituti di Caselli, Roberto Scarpinato: “Entrare a far parte di Cosa nostra non significava solo la possibilita’ di arricchirsi, ma, anche acquisire uno “status” circondato da considerazione sociale, da “rispetto”, trovando una scorciatoia per divenire membri di una classe dirigente occulta in rapporto di scambio con settori della classe dirigente ufficiale”. Ma i “fiancheggiatori” si ritrovano cosi’ in un mondo dominato da regole che “non risparmiano neppure gli spazi esistenziali piu’ intimi legati alla dimensione affettiva”, come scrivono i giudici, scoprendo che un uomo d’ onore finisce per chiedere al boss perfino il nulla osta, o il gradimento, per sposare una donna estranea alle “famiglie”.Cavallaro FelicePagina 10(3 febbraio 1994) – Corriere della Sera
    8/18/2008 12:08 PM

  7. maria says:

    RISULTANO ASSUNZIONI ALLA SACCECAV , NEL POSIZIONARE I CONTATORI DELL’ACQUA, MA, NON DOVEVANO PASSARE I DIPENDENTI COMUNALE DEGLI ACQUEDOTTI CON LA SOCIETA SOGEAS- SACCECAV? LA SOGEAS RISULTA AVER AFFIDATO ALLA SACCECAV TALE SERVIZIO, MA, NON ERANO UNICA IMPRESA? COSA SONO QUESTE PORCHERIE? QUELLI DI ACQUASALATA MI POSSONO DIRE QUALCOSA? O SE QUALCUNO SA’ POTREBBE DARE DELLE SPIEGAZIONI? E’ VERO CHE LA FIGLIASTRA DEL PRESIDENTE DI SOGEAS-ATO 8 SIRACUSA , LO MONACO DEL PDL SI SIA LICENZIATA DALLA RIT SOCIETA’ IN CONVENZIONE CON IL COMUNE DI SIRACUSA E POI ASSUNTA ALLA SACCECAV? MA CHI TUTELA I DISOCCUPATI CHE NON CONOSCONO NESSUNO?
    L’ONOREVOLE BONO CHE DICEVA PESTE E CORNA DI QUESTO APPALTO, COME MAI STA IN SILENZIO SU QUESTE COSE? PARE CHE CIRCA 4 CONSIGLIERI COMUNALI ELETTI, SONO DIPENDENTI DELLA SOGEAS, QUINDI LA SOCIETA’ ADESSO E TUTELATA, MA, VISTO CHE IL COMUNE HA IL 60% IN SOGEAS, NON SONO INCOMPATIBILI? ANCHE IL COGNATO DI PIPPO GIANNI E’ STATO ASSUNTO, E MANGIAFICO IL NIPOTE PARE SIA DIPENDENTE DI UNA SOCIETA’ SEMPRE NEL SETTORE.
    Di Cittadino non informato (inviato il 11/08/2008 @ 15:34:16)
    E’ vero , mi risulta che sono state fatte delle asunzioni,alcuni sono sati candidati alle elezioni ultime amministrative e poi assunti, così come alcuni eletti al consiglio comunale sono stati assunti prima della loro candidatura. La ragazza non è figlia di Lomonaco, ma la figlia della compagna attuale del Dott. loMonaco, ma non è l’unica ad essere stata assunta. Il Cognato di Pippo Gianni è stato assunto!
    Di cittadino informato (inviato il 12/08/2008 @ 00:05:31)
    Cari cittadini, questa è musica! Mi sembra che il primo passo per smuovere le acque sia proprio questo: dire chi è stato assunto o ha ricevuto favori dove e perchè senza preamboli o peli sulla lingua, non c’è nulla di male in questo. Il silenzio è a favore loro.
    Noto può diventare la capofila del risveglio siciliano, nel rispetto della sua antica tradizione e della sua intelligenza.
    E noi non vogliamo fare la fine dei napoletani che zitto tu e zitto io si sono trovati letteralmente travolti dalla cacca…
    Di Grande Noto! (inviato il 12/08/2008 @ 11:08:19)
    Ragazzi, è assurdo leggere queste cose, sembra che ci sia un ragazzo, carlo, che e’ stato candidato dal centrosinistra al Comune ed assunto subito dopo le elezioni Comunali a Siracusa, addirittura anche un Consigliere di Quartiere grottasanta dell’ U.D.C. ( Gianni). voglio segnalare la assunzione a costa Gigia nella discarica, di un Consigliere di quartiere dell’U.D.C. Racioppo Massimo( GIANNI) , IAS è entrato Coco figlio del Consigliere PD della Provincia Regionale di Siracusa Coco, mentre all’Inda è entrato il fratello di un ex Consigliere di Quartiere Akradina e candidato nel centrodestra, certo parentignoti. All’ATO rifiuti è stato inserito un amico del Segretario UDC e il figlio di un Consigliere di Quartiere UDC certo Pennisi. La moglie di Edi Bandiera Presidente del Consiglio Comunale di Siracusa è Tutor in un corso di formazione del CIAPI di Priolo, inserita dall’area UDC , visto che il coordinatore Provinciale era la segretaria di Cappadona e il Coordinatore del Ciapi per i corsi è Marullo, compare di Luicano Gianni figlio di Pippo Gianni. Luciano Gianni risulta incaricato o che ha lavorato come consulenta presso l’area Marina Protetta del PLEMMIRIO. POI CONTINUO!
    Di CITTADINO INFORMATO (inviato il 14/08/2008 @ 15:22:29)
    MARONNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ma e’ bellissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Grazie Cittadino informato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    MA IN PROCURA LO SANNO??? BOH! ORA SICURO….

  8. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    E’ PIU’ FORTE DI ME NON POSSO FARCI NULLA . . . SE VERO è CHE IL PM ALIFFI NON SEGUI’ L’ITER GIUSTO, SE VERO è CHE IN QUEL MOMENTO ESSENDO DEPUTATO NAZIONALE AVEVA L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE, SE VERO è CHE LA CAMERA DI APPARTENENZA RIGETTO’ LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERRE NEI SUOI CONFRONTI E VERO PURE CHE ESISTONO IN MERITO DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE …. MA CHE FINE HANNO FATTO???? E POI NON ESISTENDO PIU’ LA CONDIZIONE DI IMMUNITA’ PARLAMENTARE IN QUANTO NON E’ PIU’ DEPUTATO NAZIONALE MA SOLTANTO DEPUTATO REGIONALE….. COME MAI NON SI E’ PROCEDUTO… DOVE E’ QUESTO FASCICOLO….. ?????????? SONO TROPPO CURIOSA…. E’ PIU’ FORTE DI ME…. TROPPI SPAZI VUOTI… TROPPE VERITA’ OCCULTATA…. TROPPI SILENZI…. TROPPI….. ????? QUESTO UDC E’ UN PARTITO TROPPO AMBIGUO, MA CERTO CHE A CASINI VORREI PROPRIO FARGLI QUESTA DOMANDA : CASINI MA DOVE E’ FINITO IL FASCICOLO DEL TUO NEO ASSESSORE ALL’INDUSTRIA SICILIANA ONOREVOLE PIPPO GIANNI… SENZA CATTIVERIA E’ SOLO E SEMPLICE CURIOSITA’….CREDIMI!!!

  9. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    ok! GRAZIE , CIAO

  10. Amelia says:

    Ciao MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO!
    Sono molto interessanti le cose che ci racconti, temo però che inserendole come commenti tral’altro così lunghi siano poco efficaci, dubito che qualcuno li legga o cmq li trovi facilmente.
    Perchè non provi a farne un sunto più o meno completo e lo invii alla casella email del sito ilgrillodipalermo@gmail.com ?
    Potremmo farne direttamente un articolo e aggiungerlo nel sito.
    Che ne dici?

    A presto

  11. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    EH NO … CHE NON FINISCE QUA PERCHE’ IL DOTTORE SCATA’ MI INVITA PER AMORE DELLA PACE , ED ERA SINCERO A NON RENDERE DI DOMINIO PUBBLICO TUTTA QUESTA VICENDA, LUI E’ STATO MOLTO GARBATO, MI HAMESSA IN CONTATTO SUBITO CON UN AVVOCATO , IL QUALE MI HA SCRITTO E PRESENTATO IL RICORSO ALL’UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO DI SIRACUSA, NON SI E’ PRESO UN CENTESIMO, E’ STATO UN SIGNORE, ANZI DUE SIGNORI , UNO IL DOTTORE SCATA’ VINCENZO, L’ALTRO L’AVVOCATO ITALO BASSO DI SIRACUSA…….

    PERO’ IO MI ASPETTAVO DELLE SCUSE …. E DELLE RISPOSTE CHE NON SONO MAI ARRIVATE… EH SI! SONO STATA UMILIATA, AGGREDITA VERBALMENTE E MORTIFICATA DA CHI INNALZA LA BANDIERA A TUTELA DEI LAVORATORI, NO, NO, NON E’ POSSIBILE…. E POI PERCHE’ NON MI E’ STATO COMUNICATO IL NOMINATIVO DI QUESTO AVVOCATO SU CUI A SEGUITO DI REGOLARE MANDATO SI POGGIA LA FISASCAT, E POI … E’ VERO CHE QUESTO AVVOCATO HA RIGETTATO LA MIA PRATICA PER NON METTERSI CONTRO L’ONNIPOTENTE PIPPO GIANNI, QUALE E DOVE E’ LA VERITA’, IO LA PRETENDEVO E LA PRETENDO….. LA PROCURA NON PUO’ PERMETTERE UNA SITUAZIONE DEL GENERE, OGNUNO DOVRA’ ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ IN MERITO A QUESTA VICENDA.

    IO HO LETTERE , TELEFONATE, TESTIMONI E NUERI DI TELEFONO DALLA MIA , NON SOLO CI SONO LE LETTERE DA INVIATE AI RESPONSABILI REGIONALI FISASCATE C.I.S.L., SU RICHIESTA DELLO STESSO SEGRETARIOGENERALE C.I.S.L. DI SIRACUSA DOTTOR VINCENZO SCATA’.

    LA PROCURA CERTAMENTE SAPRA’ CHIARIRE E FAR LUCE A FRONTE DEGLI ESPOSTI DA ME IN MERITO PRESENTATI.

    GRECO MARIA LUISA DI PRIOLO GARGALLO

  12. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    E CERTO CARI AMICI E CARISSIMO BENNY CHE NON FINISCE QUA L’ORRORE….. Il Dr. Enzo Scatà mi dice io devo andare in pensione a testa alta e voglio vederci chiaro, telefona al segretario regionale FISASCAT, al segretario regionale C.I.S.L., mi invita a scrivere una lettera dettagliata ad entrambi intestata, telefona alla responsabile fisascat ( la signora di prima quella ben vestita e garbata) la quale mortificata per ‘laccaduto, essendo assente in quel momento , declina ogni responsabilità sull’accaduto, dice mi passi la signora Greco, io rifiuto di prendere il telefono, basta con le falsità, 1 il dr. Scatà dice non possono cercare soldi , no, e lei era presente quando la sua subalterna mi ha chiesto i trecento euro, 2 come è mai possibile che in qualità di responsabile non sappia cosa accade all’interno del suo ufficio, 3 chi ha autorizzato la signora ???? (meno garbata) a rigettare la mia pratica , 4al telefono la signora “garbata” dice a SCATA’ la butto fuori gli faccio finire il mese e la mando, e VOI , VOI che leggete ci credete??????

    MA NON FINISCE QUA…….

  13. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    LA DOTTORESSA RASO ROSETTA (CHE PENSO NN SI DIMENTICHERà PRESTO DI MEVISTE LE MIE URLA E PIANTI AL TELEFONO) MI DICE ADESSO CHIAMOIO LA SIGNORA??????? , MASONO IMPAZZITI IN SICILIA, IO HO FATTO GUERRA A PERSONE E PERSONAGGI, AD AZIENDE E MULTINAZIONALI, MA CHI E’ QUESTO PIPPO GIANNI, E CHE MI FREGA CHIA MAI SIA, NOI SIAMO PER LA TUTELA DEL LAVORATORE, ECC…., ECC…., CI E’ RIMASTA PROPRIO MALE, FORSE PEGGIO DI ME,UNA DONNA CON LE P….E !!! DIREI.

    Mi dice lei domani ci và , io li chiamo, ma quando arriva li’ dica che la mando io, e che pretendo chiarimenti, la pratica và avanti e dice di richiamarmi subito a questo numero appena e li’, mi detta il numero che ho dato alla Procura della Repubblica di Siracusa , naturalmente come tutto il resto.

    Arrivo, saluto, una Signora c’era , l’altra no, per mia sfortuna c’era quella diciamo meno garbata, non alza neanche lo sguardo, mi butta la carpetta sul tavolo con sufficienza mi dice io non chiamo nessuno, chi è questa raso rosetta, ma chi è questa e cosa vuole da me,maleducata quanto mai,io dico mi ha detto di non prendermi i documenti, questa si alza comincia a gridare e mi sbatte fuori sgarbatamente, nel corridoio tutti guardano sconvolti , esco di corsa e piangendo chiamo Roma, la Dottoressa Raso mi dice vada da Enzo Scatà subito e riferisca subito , il portone dopo infatti era quello della C.I.S.L. e li’ giunta sono stata colta da un malore per l’agitazione, il ragazzo della portineria mi ha assistita gentilissimo e poi ha chiamato il DR. ENZO SCATA’ , appena ha sentito è rimasto sconvolto , ha chiamto subito la fisascat ma la signora in questione aveva chiuso la porta a chiave, aveva abbandonato l’ufficio e si rendeva irreperibile……….

    Ma non finisce qua…

  14. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    qualcuno mi ha detto luisa ma cosa …. i sindacati….. ??????

    allora…..

    METTETEVI SEDUTI, VI PREGO DI NON VOMITARE , GRAZIE!!!

    Decido di presentare regolare vertenza /ricorso nei confronti dell’Onorevole Pippo Gianni, dico non sasà certo un crimine o un peccato capitale, ritengo di essere nel giusto e mi reco su consiglio di un’amica nella “casa del lavoratore” , scherzo per sdrammatizzare, vado alla C.I.S.L. di Priolo.

    Apro e chiudo subito una parentesi in questa missiva saranno citati solo i nomi veri dei buoni che hanno preso parte a questa vicenda, infatti i nomi dei cattivi non li faro’, li ho fatti a suo tempo alla Procura della Repubblica di Siracusa tramite ESPOSTO.

    Mi reco alla C.I.S.L. e parlo con un signore perbene, molto distinto, gentile e ben educato, disponibile da subito ad ascoltarmi, gli accenno la situazione e mi risponde subito che lui da Priolo non puo’ gestire questa cosa, è solo una piccola sezione, pero’ mi dà un nominativo, un indirizzo e mi mette in contatto telefonico subito con una signora di Siracusa che lavora alla FISASCAT. (PER IL NOME RIVOLGERSI ALLA PROCURA”.

    MI VIENE DATO UN APPUNTAMENTO , MI RECO SUL POSTO E VENGO ACCOLTA GENTILMENTE DA DUE “SIGNORE” UNABEN VESTITA, DAI MODI GARBATI, ED ERA LA RESPONSABILE, L’ALTRA UN PO’ MENO GARBATA E UN PO’ MENO BEN VESTITA, MI ASCOLTANO E MI INVITANO A PORTARE TUTTI I DOCUMENTI IN MIO POSSESSO IN MERITO ALLA VICENDA, BUSTE PAGHE E QUANT’ALTRO , SI DEVONO FARE I CALCOLI DICE LA SECONDA SIGNORA , QUELLA MENO GARBATA, MI DICE PURE CHE VUOLE SUBITO 300 EURO IN CONTANTI, RISPONDO CHE DIETRO NON LI HO, MI DICE LI PORTA LA PROSSIMA VOLTA.

    A MEZZO FAX GLI INVIO IL CARTACEO CHE MI AVEVANO CHIESTO E ATTENDO CHE MI CHIAMINO PER COMUNICARMI COME STABILITO IL DA FARSI E L’IMPORTO DEI CALCOLI EFFETTUATI.

    PASSANO I GIORNI E TUTTO TACE, CHIAMO IO, MI RISPONDE LA MENO GARBATA E MI DICE , INUTILE CHE PORTA I SOLDI , I CALCOLI NON LI HO FATTI, SI VENGA A PRENDERE I DOCUMENTI, L’AVVOCATO DELLA FISASCAT CONTRO GIANNNI NON SI CI METTE.

    ????????? MI VIENE UNA CRISI DI PIANTO , MI SENTO UMILIATA, MA REAGISCO E DICO BENE, OK, CHIUDO.

    CHIAMO ROMA E PARLO CON LA DOTTORESSA RASO ROSETTA (FA’ PARTE DEI BUONI) SEGRETARIO NAZIONALE FISASCAT C.I.S.L., SALTA IN ARIA, NON E’ POSSIBILE DICE UN ATTEGGIAMENTO DEL GENERE………………..

  15. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    ciao amico mio mi giungono da circa un mese a questa parte notizie di commenti poco carini riguardo la mia persona, di denunce a me fatte ma ad oggi ancora non notificate , è chiaro che io avendo tutte le mie ragioni non posso che prenderne atto , ebbene il vulcano che è in me continua , anzi aumenta, la mia preoccupazione principale essendo io molto altruista non è per quello che a me possa accadere ma bensi’ per quello che la lava di questo vulcano che è dentro di me possa combinare, purtroppo in questa occasione nomi non posso farne ma raccomando di fare attenzione prima di aprire la bocca poichè poi partono le querele.

    grazie Benny per la tuadisponibilità

    la segreteria della signora greco maria luisa
    8/01/2008 3:38 PM

  16. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    mi giunge notizia telefonica che salvo sparatore che scrive per l’aretuseo ne e’ in possesso , se qualcuno lo conosce prego contattarlo.

    grazie

  17. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    NOI COMUNI MORTALI POTREMMO PRENDERE VISIONE DELLA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE “RECENTE” CHE LA LEGA HA RIVOLTO AL PRESIDENTE UDC CASINI RIGUARDO LE INTERCETTAZIONI…????

    PER FAVORE LEGGERE E DIVULGARE , e’ un documento pubblico, ed in quanto tale abbiamo il diritto di poter visionarlo tutti.

    se conoscete qualcuno della lega che puo’ produrlo vi sarei infinitamente grata.

    grazie

  18. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    i nodi cominciano a venire tutti al pettine pian , pianino ……

    Distribuzione, depuratori e rete fognaria: così Cosa Nostra riorganizza un business ad alta redditività – AFFARI DI FAMIGLIA Il pentito Francesco Campanella racconta il sistema di spartizione politico-mafiosa della gestione idrica che aveva ottenuto l’avallo del boss Bernardo Provenzano.
    ACQUEDOTTI CON INFILTRAZIONI, MAFIOSE“, pubblicato su IL SOLE 24 ORE del 30 Luglio 2008. Tutte le immagini sono tratte dalla stessa pagina del quotidiano.
    ACQUA E CRIMINALITÀ IL CASO SICILIA
    L’opposizione politica alla privatizzazione è trasversale. Fabrizio Ardita, consigliere indipendente della Provincia di Siracusa, s’è schierato contro il suo ex partito, l’Udc. «L’affidamento – afferma – è stata una burla. Ha vinto l’unico soggetto che ha partecipato. Questo ambito è sempre stato gestito in modo anomalo. Sogeas, che già gestiva il servizio idrico, era presieduta fino a poco tempo fa da Franca Gianni, sorella di Pippo Gianni, ex deputato nazionale e regionale, attuale assessore regionale all’Industria. Oggi alla presidenza di Sogeas c’è Franco Risicato, ex segretario cittadino dell’Udc. Le anomalie nell’affidamento e altre stranezze amministrative, nonché il tentativo di costituire una società ad hoc per lucrare sulla privatizzazione, sono state denunciate all’autorità giudiziaria».
    Pentito Francesco Campanella, 36 anni, ex cassiere della cosca di Villabate, nell’unica foto disponibile. Ha rivelato gli interessi mafiosi per la distribuzione dell’acqua, individuata come area di nuovo business
    ________________________________________
    noooooooo………siiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  19. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    1. CARI AMICI DEL BLOG VI INVITO ALLA LETTURA DEL TESTO SOTTO RIPORTATO, VI CHIEDERETE IL PERCHE’ CERTAMENTE, APPARENTEMENTE NON SI SPOSA CON GLI ALTRI COMMENTI DA ME RILASCIATI , MA VI GARANTISCO CHE “LE APPARENZE INGANNANO”, LEGGETE CON CURA E POI VI SPIEGHERO’, RIMARRETE SCIOCCATI DI CERTO………

    TUTELA DEI DIRITTI SINDACALI DEL LAVORATORE IN AZIENDA
    La fonte normativa più importante dopo la Costituzione (art. 39), in materia di libertà sindacale è la legge 20 maggio 1970 n. 300, (c.d. Statuto dei Lavoratori). Questa, recependo i principi fissati dalla Costituzione, non ha regolamentato la liberta’ sindacale, bensi’ l’ha garantita e resa piu’ incisiva all’interno delle unità produttive.
    Tutto il I Titolo dello Statuto (articoli da 1 a 13) detta diverse norme in tema di libertà e dignità del lavoratore. Si tratta di disposizioni che “scolpiscono”, al massimo livello, la posizione garantita al lavoratore nello svolgimento del rapporto di lavoro.
    In tale ambito, l’attività dell’ufficio si concretizza particolarmente: nell’attività di istruttoria dei ricorsi avverso i provvedimenti delle Direzioni Provinciali del Lavoro concernenti l’installazione – per le finalità consentite – di impianti automatici di controllo da cui derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori e nella predisposizione delle relative decisioni (art. 4); nell’attività di istruttoria dei ricorsi avverso i provvedimenti delle Direzioni Provinciali del Lavoro concernenti l’effettuazione – nei casi consentiti – delle visite personali di controllo sui lavoratori e nella predisposizione delle relative decisioni (art. 6).
    Il II Titolo dello Statuto (articoli da 14 a 18) è dedicato più specificamente alla libertà sindacale a livello individuale.
    In tale quadro si riconosce al singolo la piena possibilità di attivarsi sindacalmente, ferma l’obbligazione di lavoro (art. 14), mentre è fatto divieto ai datori di lavoro di intervenire nella vicenda sindacale dei lavoratori, creando dei “sindacati di comodo” (art. 17).
    E’ fatto, altresì, divieto di trattamenti economici collettivi discriminatori (art. 16) che, in buona sostanza, è un’applicazione del più ampio divieto previsto dall’art. 15.
    Quest’ultimo pone il principio di non discriminazione per ragioni politiche, religiose, sindacali, di razza, di lingua e di sesso. In qualsiasi provvedimento aziendale, il lavoratore non deve subire pregiudizio in ragione delle situazioni indicate. In particolare, è vietato condizionare l’assunzione all’adesione o meno ad un’organizzazione sindacale.
    L’attività amministrativa in tale settore si sostanzia essenzialmente in risposta a quesiti, formulazioni di pareri, risoluzioni di questioni interpretative. La tutela contro la violazione delle predette disposizioni è assicurata invece dall’autorità giudiziaria.
    Al riguardo occorre ricordare che l’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori prevede una particolare forma di tutela della libertà sindacale che va sotto il nome di “repressione della condotta antisindacale” e che è stata estesa anche nel settore del pubblico impiego.
    L’art. 28 stabilisce che, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il giudice deve istruire e provvedere nel termine (ordinatorio) di due giorni, dopo aver sentito le parti ed assunto “sommarie informazioni”. Il giudice, che abbia ritenuta l’antisindacabilità della condotta, deve – con decreto motivato ed immediatamente esecutivo – ordinarne la cessazione e disporre la rimozione degli effetti già verificatisi.
    Avverso il decreto – la cui inosservanza comporta responsabilita’ penale ex art. 650 e p. – è proponibile l’opposizione nel termine di 15 giorni.

  20. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    CONTROREPLICA SETTIMANALE SIRACUSANO, QUESTA SETTIMANA PARLA DELLA DIATRIBA APERTA NEL BLOG TRA PIPPO GIANNI E MARIA LUISA GRECO, SE QUALCUNO E’ INTERESSATO O CONOSCE LA SIGNORA, IL GIORNALE VORREBBE INTERVISTARLA PER CONOSCERE BENE LA VICENDA.
    TEL. 0931- 453901
    7/30/2008 6:10 PM
    Anonimo ha detto…
    PER QUANTO RIGUARDA LA VERTENZA LAVORATIVA IL RICORSO E’ GIAì STATO DEPOSITATO.

    PER QUANTO RIGUARDA IL PENALE E’ TUTTO NELLE MANI DELLA PROCURA DI SIRACUSA , IO NON HO MISTERI, SE L’ABUSO D’UFFICIO, LE MINACCE (GRATUITE) E GLI INSULTI, LA VIOLENZA PRIVATA E IL VOTO DI SCAMBIO NON SONO REATI PUNIBILI DALLA LEGGE CHIEDERO’ PERSONALMENTE UMILMENTE SCUSA ALL’ONOREVOLE GIUSEPPE GIANNI, “SUBITO”.

    QUALCUNO CONOSCE LA SIGNORA??? SI! IO, DA QUANDO E’ NATA , E VI POSSO GARANTIRE CHE TRA ALTI E BASSI E’ SEMPRE IN PIEDI, UN VULCANO PRONTO AD ESPLODERE DI FRONTE ALLE ANGHERIE, ABUSI DI POTERE, SOPRUSI E ARROGANZA.

    TEL. 333/7456007

    grecal@simail.it

    in fede

    maria greco

  21. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Quali sono i problemi che potrebbe comportare un rigassificatore qui?

    Le navi metaniere hanno un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici. Il gas freddissimo, a contatto con l’acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell’aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente, la nube comincerebbe a mescolarsi con l’aria. Una miscela fra il 5% e il 15% di metano con l’aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube.
    Figuriamoci in una zona altamente industrializzata dove le torcie sono sempre accese, giorno e notte.
    La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, questa volta nell’ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall’esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in “piccole dosi”, dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell’arco di 80 anni.
    LEGGI E DIFFONDI QUESTA NOTIZIA…..

  22. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    e’ fondamentale… LEGGI E DIFFONDI….

    giovedì 3 luglio 2008
    Autonomismo vero o di facciata?
    Calato il vento teso del clima elettorale, sembrano essersi afflosciate le bandiere dell’autonomismo siciliano. Il primo segnale di “afflosciamento” ci viene proprio da Raffaele Lombardo che, durante il governo Prodi, inscenò una clamorosa protesta incatenandosi davanti a Palazzo Chigi con altri presidenti delle province siciliane per condannare lo scippo dei fondi statali destinati alle infrastrutture siciliane. Mentre, allo stesso scippo effettuato dal governo Berlusconi, Lombardo non ha saputo opporre una analoga protesta anche se il gruppo dell’MPA alla Camera aveva preannunciato voto contrario, rientrato subito dopo, come affermano gli autonomisti siciliani, dietro la promessa di Tremonti che a breve ripristinerà i finanziamenti.
    Vogliamo credere a Lombardo come vogliamo credere all’assessore regionale all’industria, Pippo Gianni, che ha vivamente stigmatizzato il comportamento di Enel e di Terna di Flavio Cattaneo che hanno minacciato il black-out energertico in Sicilia per protesta dopo alcuni provvedimenti cautelari sulla centrale elettrica di Termini Imerese.
    Questi signori arroganti si permettono anche la spocchia di ricattare la Sicilia, mentre non fanno niente per rinnovare la nostra rete di distribuzione elettrica che è un colabrodo e che va in tilt per un temporale estivo appena appena più forte degli altri. Altro che compensazioni per gli impianti industriali impattanti che le lobbies del Nord vogliono imporre alla Sicilia con l’alibi delle emergenze, ieri della monnezza oggi dell’energia.
    Gianni ha affermato: “ In Sicilia vento e musica sono cambiati. Il nostro obiettivo è quello di creare condizioni idonee affinché le aziende investano nell’isola, ma pretendiamo anche un ritorno in termini occupazionali, di risorse e di tutela dell’ambiente”.
    Attendiamo Lombardo e Gianni all’opera, quando le lobbies busseranno per costruire (e lo faranno presto) impianti industriali impattanti a casa nostra. Attendiamo soprattutto l’assessore all’industria Gianni, il cui dante causa politico è proprio quel Totò Cuffaro padrino del rigassificatore dell’Enel.
    Come attendiamo all’opera l’ assessore regionale dell’MPA, Sorbello, che fino all’altro ieri cavalcava la protesta contro il rigassificatore di Priolo. Vorremo vedere cosa risponderà alla Erg-Shell quando si presenteranno con le ruspe a Priolo.
    Cracolici, Crisafulli e Capodicasa, che sembrano avere recepito i consigli di abbandonare la svolta affaristica di D’Alema, Bersani e Consorte, hanno accusato Lombardo di “autonomismo di facciata”. Ben venga il nuovo corso del Pd siciliano, ma aspettiamo al varco, maggioranza e opposizione, al momento in cui dovranno contrastare effettivamente (e non solo a parole) la strategia neocolonialista del Nord e di Confindustria. Lì si misurerà realmente il tasso di ascarismo degli uni e degli altri. E sarà un giudizio inappellabile!
    Gaetano Gaziano
    Pubblicato da Caterina Busetta a 0.16

  23. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    leggi e diffondi….

    A proposito di accise e difesa dell’ambiente…
    Le recenti dichiarazioni del Presidente della Regione, Lombardo, e degli assessori all’Industria, Gianni, e all’Ambiente, Sorbello, – con le quali si rivendica l’incameramento delle accise sui prodotti petroliferi lavorati in Sicilia, royalties sulle estrazioni (quali? anche quelle in Val di Noto?), sconti alla pompa per i carburanti e altre simili amenità – appare come la riproposizione, in salsa di federalismo anti-garibaldino, delle già viste velleitarie e strumentali richieste di ricompense che da qualche decennio i vari governi regionali – da Drago a Cuffaro – avanzano nei confronti delle industrie siciliane e dello Stato. Eppure la storia dovrebbe ormai aver insegnato che l’utilizzo di tali logori arnesi produce solo brutte figure per il Governo siciliano e procura ulteriori danni all’ambiente ed ai cittadini. È ciò che è avvenuto nei primi anni 2000 con la cosiddetta “Tassa sul Tubo”, con la “benzina a 1000 lire” e con la richiesta di incamerare l’astronomica cifra di 80.000 miliardi di lire l’anno (oggi addirittura rivalutata a 30 miliardi di euro, quanto una manovra finanziaria!) delle accise petrolifere di cui si fecero paladini Cuffaro e qualche suo impareggiabile assessore. Le conseguenze, purtroppo, furono le leggi “vergogna” con le quali si consentì di incrementare le emissioni inquinanti delle centrali termoelettriche, di continuare ad utilizzare il pet-coke a Gela e di trivellare i siti del barocco siciliano. Ora come allora, chiedere la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi perché la Sicilia subisce le negative conseguenze ambientali della presenza di numerose raffinerie è non solo pericolosa demagogia ma palese accettazione di uno scambio tra vantaggio economico e salute, tra bassa e immediata convenienza e svendita del proprio territorio. Non basta affermare che la Sicilia è sovrapproduttrice di energia elettrica; ciò non è di per sé un problema, ma un possibile vantaggio: occorre però che le fonti rinnovabili vengano pensate e realizzate per sostituire le fonti fossili inquinanti e non per essere sommate a queste. Ecco perché è indispensabile ed urgente che la Regione ponga fine ad equivoci e nefasti ritardi e vari un sensato Piano Energetico ed Ambientale. Quanto ai rigassificatori, piuttosto che guardare alle elemosine o farne un oggetto di scambio con gli industriali, bisogna che essi siano realmente ammissibili: sia dal punto di vista dei rischi a cui sarebbero sottoposte le popolazioni, sia sotto il profilo strategico del fabbisogno energetico del Paese e – non ultimo – degli impatti ambientali, compreso quello prodotto da un ulteriore metanodotto di oltre 100 km che occorrerebbe realizzare per collegare Melilli con Bronte. Per ciò che attiene la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini, è indifferibile la rigorosa applicazione della normativa già esistente e la sua implementazione, la bonifica dei siti inquinati (compresi i fondali dei porti di Augusta, Gela e Milazzo), il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (con i fondi già a disposizione da decenni), l’adozione del piano di risanamento dell’aria, la rielaborazione del Piano di Gestione dei Rifiuti ed altre simili misure che non abbisognano di demagogiche pretese di denaro ma di volontà politica, buon senso e buon funzionamento dell’apparato burocratico della Regione.
    Enzo Parisi
    Dipartimento Industria Rifiuti Energia
    Legambiente Sicilia
    16.07.2008
    15:00 Scritto in COMUNICATI STAMPA

  24. maria greco says:

    A Brindisi qualcuno voleva a tutti i costi il rigassificatore. Fregandosene di tutto e di tutti. Firmando permessi e, forse, intascando bustarelle. In attesa che la giustizia faccia luce su tutta la faccenda, e sperando che la stessa storia non si ripeta anche a Priolo, è il caso di augurarsi che ciò che è successo in Puglia serva da esempio. Perchè nel Siracusano, sia chiaro, in fatto di corruzione non siamo secondi a nessuno.

  25. maria greco says:

    Con un ritardo di quasi 17 anni arriva il P.E.R. – Piano Energetico Regionale
    18/07/2008
    Lo scorso fine settimana, il presidente della Regione Raffaele Lombardo, insieme allo stesso assessore Gianni e all’assessore al Territorio Giuseppe Sorbello, si sono riuniti con vari esponenti della produzione industriale siciliana per mettere a punto la linea politica del governo regionale in materia di energia, tutela ambientale e sviluppo industriale. E da una parte hanno analizzato sia le informazioni raccolte durante gli incontri, sia i dati sulla produzione e l’esportazione di energia.

    “La Sicilia produce un surplus di energia elettrica che viene messa a disposizione di altre regioni – ha affermato Pippo Gianni -. E nell’Isola viene raffinato oltre il 50 per cento degli idrocarburi destinati al consumo in tutto il Paese”.
    In materia di rigassificatori, invece l’idea “è quella di concedere le autorizzazioni solo a chi sarà in grado di fornire le massime garanzie di sicurezza e convenienza economica, con precedenza ai progetti che prevedano realizzazioni offshore, a distanza di sicurezza cioè dalle coste e dai centri abitati”.

  26. atto dovuto says:

    Una “nuova filosofia oligarchica” sembra emergere dai primi atti del governo regionale Lombardo. A dare il via a questo nuovo corso sembra concorrere l’esternazione del neo assessore all’Industria, on. Pippo Gianni, sulle linee programmatiche del proprio assessorato. In un comunicato stampa, diffuso poco dopo il suo insediamento, l’assessore all’Industria ha indicato tra le scelte prioritarie, necessarie a far decollare l’economia isolana, il rilancio del settore estrattivo oltre che di quello manifatturiero, con la previsione di incentivi, anche fiscali, alle imprese. Il potenziamento delle attività nel settore estrattivo, insieme alle energie rinnovabili e ai rigassificatori, costituirebbe l’ossatura strategica del settore energetico. Ciò che sorprende è la reiterazione di un modello di sviluppo energetico, ancorato alle fonti fossili (petrolio e metano). Ci saremmo aspettati dal neo assessore l’avvio di una riflessione e di un impegno per la definizione ed il varo del Piano energetico regionale (che non riesce a venire alla luce da oltre 16 anni), in grado di fornire ai cittadini siciliani un quadro esatto delle risorse energetiche esistenti nella regione, delle materie prime disponibili e parzialmente utilizzate (gas algerino), dei programmi per un pieno sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare termodinamico, biomasse, eolico ed altro). Invece l’on. Gianni, sceglie di incentivare le ricerche di idrocarburi, anche se nel pieno rispetto (non si capisce come) dell’ambiente e dei beni culturali.
    Con un’inversione repentina, lo stesso esponente politico che aveva duramente condannato la decisione, assunta dall’assessore all’industria Marina Noè il 22 marzo 2004, del rilascio alla Panther Eureka dei permessi per la ricerca di idrocarburi nel bacino del Tellaro e nell’area degli iblei, diventa il fautore di una proliferazione delle trivellazioni nel territorio siciliano. Una scelta che smentisce clamorosamente le sue nette dichiarazioni del 2 aprile del 2005, quando definì la decisione del governo Cuffaro “un disegno irresponsabile che va bloccato per i danni irreversibili che recherebbe ad un territorio di incomparabile bellezza e per lo snaturamento della sua vocazione, incardinata su uno sviluppo agricolo di qualità, turistico e culturale. La concessione deve essere revocata”. Una posizione inequivocabile che riconosceva il diritto dei cittadini e delle istituzioni locali di essere artefici del loro destino, senza soccombere agli interessi delle società petrolifere; un orientamento che mirava alla salvaguardia dello straordinario territorio del Val di Noto e alla tutela di una realtà geografica ed economica come quella siciliana – ricca di intarsi paesaggistici, culturali e artistici unici, di processi si sviluppo innovativi e di qualità -incompatibile con le logiche predatorie dei cercatori di idrocarburi.
    Una consapevolezza ribadita senza ambiguità al Forum contro le trivellazioni e per uno sviluppo compatibile, svoltosi a Noto il 9 aprile 2005, di fronte a decine di amministratori locali dei comuni dell’area di sud est, di esponenti di associazioni e di numerosi cittadini; una critica generale alle scelte del governo di centrodestra, ma anche del precedente governo di centrosinistra, che con la legge regionale 14/2000 aveva dato “libertà d’azione per le ricerche di idrocarburi” consentendo i successivi accordi con le società petrolifere e le autorizzazioni. Oggi l’on Gianni, ripudia queste posizioni e non tiene in alcun conto la tenace battaglia delle comunità locali, alimentando nuove fibrillazioni tra le lobbies del petrolio (quelle imprenditoriali e quelle trasversali della politica, del mondo sindacale, di alcuni organi di informazione). Rilancia le quotazioni di quella parte dell’apparato dell’assessorato all’industria (che ha dovuto mordere il freno per l’imposizione delle procedure VIA e VAS nelle aree delle concessioni), che nel corso di questa lunga e tormentata vicenda, è stato sordo ad ogni richiesta, sollevata dalla comunità locali, di verifica della liceità delle procedure utilizzate per l’avvio delle concessioni. Con disgustoso cinismo, da queste componenti dell’assessorato, sono subito giunte dichiarazioni, figlie di una cultura del territorio e della realtà dei processi produttivi approssimativa e utilitaristica.
    Così, sfiorando delirio e malafede, l’inquinamento sarebbe solo il prodotto delle emissioni delle raffinerie e le estrazioni di greggio e il gas sarebbero innocue e forse farebbero bene all’ambiente. Secondo questi dissennati “soloni” dell’assessorato si tratterebbe solo di trovare un giusto equilibrio tra sviluppo industriale e l’immenso patrimonio artistico siciliano (dimenticando che quest’ultimo non è avulso dall’ambiente in cui è collocato e che nel territorio esistono altre realtà economiche, produttive e sociali) e si considera una pretesa il richiamo dell’Unesco a non deturpare (con la scelta devastante delle trivellazioni) l’ambiente. Una chiara manifestazione, dunque, di un profondo disprezzo verso le comunità che non vogliono subire il saccheggio dei loro territori, sacrificando la loro storia, i sacrifici, il lavoro di tante categorie produttive, all’altare di un business che non serve alla Sicilia e ai siciliani. Sono le stesse logiche che hanno ispirato l’on. Pagano, deputato nazionale del Pdl ed ex assessore ai Beni culturali del defunto governo Cuffaro, che, nel 2006, mentre si discuteva all’Ars della revoca delle concessioni gas-petrolifere in Val di Noto, affermò che beni culturali, oasi naturalistiche e beni ambientali potevano tranquillamente convivere con impianti di estrazioni di idrocarburi.

  27. atto dovuto says:

    EH SI !!!! DOMENICA SERA IL CENTRODESTRA E ALCUNI ESPONENTI DEL COMITATO CAPEGGIATI DA PIPPO GIANNI, HANNO BUTTATO GIU’ LA MASCHERA. COME I SANFEDISTI HANNO PUBBLICAMENTE DICHIARATO LA LORO CROCIATA ELETTORALE STRUMENTALIZZANDO LA BATTAGLIA CONTRO IL RIGASSIFICATORE, USANDO LA BATTAGLIA CONDOTTA DA TUTTI SOLO PER IL LORO INTERESSE ELETTORALE E PERSONALE, PER LE PROSSIME CONSULTAZIONI ELETTORALI DEL 2008. CI VENGANO A SPIEGARE PIPPO GIANNI, MARGAGLIOTTI, MUSUMECI E COLORO CHE HANNO SPARLATO DAL PALCO IN PIAZZA QUALI RISULTATI HA PORTATO LA LORO “BATTAGLIA” FINO AD OGGI. E LASCIAMO STARE POI LE PAROLE DEL SINDACO DI MELILLI, CHE QUANDO I RAPPRESENTANTI DEL COMITATO SONO ANDATI A MELILLI, HA ACCUSATO I PRIOLESI DI VOLER CREARE SOLO ALLARMISMO NEL SUO COMUNE, ED ORA VIENE A FARCI LA PREDICA NELLA PIAZZA DI PRIOLO. LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE EGREGI SIGNORI, E VEDREMO DA QUALE PARTE STARA’ LA RAGIONE. CONTRO IL RIGASSIFICATORE SIAMO TUTTI A PRIOLO, MA CHI SPENDE SOLO PAROLE O PORTA AVANTI STRATEGIE PERSE DAL PRIMO MOMENTO O VOLTE A CREARE VANTAGGI PERSONALI E MIRE ELETTORALISTICHE INGANNANDO LA BUONA FEDE DEI CITTADINI, BENE LE VOTRE PAROLE IN PIAZZA LO DIMOSTRANO PIENAMENTE. IL TEMPO E’ GALANTUOMO EGREGI SIGNORI, E VOI SPARGETE SOLO VENTO. IL TEMPO CI DIRA’…E SONO CONVINTO RACCOGLIERETE SOLO TEMPESTA, ED I CITTADINI STIAMO PERDENDO LA POSSIBILITA’ DI FARE IL REFERENDUM GRAZIE ALLA VOSTRA “PRESCIA” COME SI DICE IN PAESE, ED ALLA ARROGANZA CHE VI CONTRADDISTINGUE. SPERIAMO NELLA RAGIONEVOLEZZA, PERCHE’ SOLO QUELLA POTRA’ FARCI FARE IL REFERENDUM E DI EVITARE LA COSTRUZIONE DEL RIGASSIFICATORE. SPERIAMO PROPRIO IN SCELTE E TEMPI MIGLIORI, CERTAMENTE NON GRAZIE A VOI!!!!
    »

  28. atto dovuto says:

    Teniamo alta l’attenzione sui nuovi impianti nella zona industriale siracusana. E’ proprio in estate, quando tutto sembra fermo, che partono le autorizzazioni, che si firmano gli atti che per anni hanno condannato questo territorio. Di danni ne sono stati già fatti molti ma non dobbiamo arrenderci

  29. atto dovuto says:

    Il lato oscuro della Forza sta lavorando sublilmente per realizzare il suo progetto. L’impianto rigassificatore si farà nonostante sia contro la legge, nonostante le popolazioni di Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa siano costrette a sottostare ad un nuovo rischio. Dark Fenner “Garrone” ha già deciso ed in mezzo ci sono tanti soldi, quelli della Shell che non vuole rinunciare al business. Nonostante tutto e tutti…

  30. atto dovuto says:

    Ecco le “prescrizioni” che il ministero dell’Ambiente impose per il rigassificatore di Brindisi, osteggiato tanto quanto quello di Priolo. Nonostante l’ottenimento della Valutazione di impatto ambientale, anche in quel caso non è stata rispettata la legge. Ovvero, come il decreto 334/99 prevede, occorre obbligatoriamente la consultazione della popolazione. Quindi, senza referendum anche a Melilli, tutto va bloccato. Per legge

    3. VIZI DEL PROVVEDIMENTO IN OGGETTO
    3.1 Erronea applicazione della procedura semplificata di cui all’art. 8, legge 340/2000
    Ovvero, l’art.8 è utilizzabile “solo in caso di riutilizzazione di siti industriali”.
    Ma “il rigassificatore in oggetto è invece previsto in un sito marino” scrive il Ministero.
    3.2 Mancata rimessione al Consiglio dei Ministri.
    “Va evidenziato che nel caso in esame si è fatto ricorso, come detto, ILLEGITTIMAMENTE, allo strumento della procedura semplificata dell’art.8, legge 340/2000 o della conferenza dei servizi decisoria”.
    Siccome, nell’ultima conferenza dei servizi del 14 aprile 2005 il ministero dell’Ambiente aveva espresso il proprio dissenso la decisione doveva essere attribuita al Consiglio dei Ministri.
    3. 3 Omessa consultazione delle popolazioni interessate: violazione dell’art. 23 , d. lgs. 334/1999
    “E’ tuttavia mancata in occasione della VIA (Valutazione d’impatto ambientale) la consultazione delle popolazioni interessate e l’acquisizione del loro parere (art. 23, comma 2, d. lgs. 334/1999)”.
    Da notare che questa affermazione è un autogol perché la VIA è “di esclusiva competenza del Ministero dell’Ambiente” ed è proprio il Ministero dell’Ambiente, nella figura del Capo dell’Ufficio legislativo, che denuncia in pratica i propri uffici ministeriali.
    3.4 Mancato rilascio della concessione demaniale
    “E’ ancora da acquisire la concessione demaniale per la realizzazione della costruzione in mare territoriale”
    3.5 Mancata consultazione degli Stati firmatari dell’Accordo internazionale del 25 novembre 1999
    Il rigassificatore offshore è stato autorizzato all’interno del Santuario dei Cetacei e l’accordo internazionale è quello firmato da Italia, Francia e Principato di Monaco, ratificato dall’Italia con la legge n. 391 dell’11 ottobre 2001.
    Tale accordo prevede l’obbligo di consultazione con gli altri Stati contraenti per interventi così invasivi come quello di un rigassificatore nell’area marina protetta.
    L’argomento “Santuario dei Cetacei” è stato oggetto del ricorso al Tar del Lazio da parte di Greenpeace Italia che ha denunciato lo Stato italiano per avere autorizzato un impianto industriale in un’area marina altamente protetta considerata, negli atti autorizzatori, “sito industriale”.
    3.6 Violazione dell’art. 4, DPR 420/1994
    In pratica mancano i pareri del Ministero delle Finanze per gli aspetti fiscali.
    “Dunque tale concessione (autorizzazione ministeriale DM 23 febbraio 2006) dovrebbe ritenersi ILLEGITTIMA”
    3.7 Soggetti pretermessi
    Mancano le valutazioni di alcuni soggetti pubblici titolari di un interesse qualificato come l’Ente Parco Regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli coinvolto nel progetto e l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.
    “Si rammenta che il procedimento amministrativo che si concluda SENZA AVER ACQUISITO IL PARERE DI TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE deve ritenersi ILLEGITTIMO (Cons. Stato, sez. V, n. 3451/2004) per violazione procedimentale nella realizzazione dell’istruttoria”.
    “La politica deve agire nel rispetto delle leggi dello Stato” sottolinea il Comitato che si dichiara fin da ora disponibile a far conoscere il documento a tutti, specialmente alle amministrazioni locali e regionali che continuano a sostenere il progetto OLT.

  31. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    AVVISO IMPORTANTE….
    18/02/2008
    Attacchi Diffamatori da alcuni BLOG
    Apprendiamo, con amarezza, che alcuni BLOG, con attacchi la cui violenza verbale è assolutamente ingiustificata, cercano di sporcare l’immagine di un uomo che da anni dedica interamente le proprie energie al servizio dei siciliani, come medico e come politico: l’On. Pippo Gianni.
    Siamo fermamente convinti che le libertà di parola e di espressione di tutti debbano essere garantite e difese, soprattutto quando ciò che viene detto o scritto è contro di noi.
    È facile atteggiarsi a paladini e garanti delle libertà di chi la pensa come noi. Piuttosto, è difficile il contrario, ed infatti non accade spesso.
    L’On. Gianni e noi, suoi collaboratori, siamo da sempre in prima linea quando si tratta di difendere il diritto di pensarla diversamente da noi; tuttavia, spesso, in Italia, ci si dimentica che il diritto alla critica può essere esercitato utilizzando toni civili e garantendo il contraddittorio, senza urlare, insultare, mentire o strumentalizzare.
    Il web è uno strumento prezioso per l’informazione e rappresenta uno spazio in cui tutte le voci possono trovare diffusione; tuttavia, riteniamo che sia dovere di chi affida ad internet le proprie parole divulgare affermazioni basate su fatti concreti e verificabili, sempre nel rispetto della dignità della persona.
    Noi siamo aperti al confronto e invitiamo chiunque abbia desiderio di confrontarsi con noi a contattarci, evitando, però, toni e parole non consone ad una conversazione civile.

    La Segreteria dell’On. Pippo Gianni

  32. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    NON SU INTERNET MA QUALCOSA POTREI FARVELA VEDERE ANCHE IO, TUTTO A TEMPO DEBITO, UN ELENCO COMPLETO DI RACCOMANDATI CON NOMI COGNOMI , INDIRIZZI E NUMERI TELEFONO………

  33. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    morale della favola questo pippo gianni proprio come raffaelel lombardo e compagnia bella è una vittima, un povero Cristo, MISCHINOOOO
    tutti contro di lui, che è cosi’ buono, disponibile con le famigghie bidognose e soprattutto con i picciotti che spesso aiuta perchè lui è per la riabilitazione.
    UN ENCOMIO CI VUOLE…. SI , SI CI VUOLE PRORPIO PER LA SUA BONTA’ D’ANIMO E DISPONIBILITA’ VERSO LE “FAMIGGHIE”

  34. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Requisitoria di pm
    va in Parlamento
    La requisitoria pronunciata dal Pubblico Ministero Francesco Aliffi nel corso del processo a carico del boss di Lentini Nello Nardo, è approdata in Parlamento. A trentaquattro deputati, tutti appartenenti alla Casa delle libertà, non è andata giù la requisitoria del giovane sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Siracusa. Da parte dei parlamentari si contesta la parte della requisitoria, nella quale Aliffi ha indicato una causale di perverso intreccio tra «mafia e politica» per spiegare l’uccisione dell’imprenditore-malavitoso Mimmo Gala, ed ha insinuato, sulla base delle dichiarazioni dei pentiti Francesco Pattarino, Paolo Bottaro e Antonio Dell’Arte, una presunta corresponsabilità nella vicenda omicidiaria del deputato priolese Pippo Gianni.
    Già prima della scesa in campo dei 34 parlamentari della maggioranza, che hanno sottoscritto e presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia, era intervenuto nella querelle tra la Procura della Repubblica di Siracusa e l’onorevole Gianni il presidente della Commissione nazionale antimafia, senatore Roberto Centaro, che aveva manifestato le sue perplessità sui contenuti della requisitoria del piemme Aliffi. A suo dire, non essendo Pippo Gianni nè imputato nè sottoposto ad indagini per l’omicidio di Mimmo Gala, il Pubblico Ministero non avrebbe dovuto in alcun modo tirarlo in ballo.
    Sulla stessa falsariga il contenuto della interrogazione inviata dai 34 parlamentari al Ministro della Giustizia, Castelli. I firmatari della interrogazione chiedono di sapere: «Premesso che nelle edizioni dei giornali «La Sicilia» e «Il Diario doc» è apparsa notizia che il Pubblico Ministero Aliffi, nel processo in fase dibattimentale nei confronti di Nardo ed altri avanti alla Corte di Assise di Siracusa, ha affermato che la causale dell’omicidio del priolese Mimmo Gala non è da ricercarsi in uno scontro tra clan opposti per il dominio territoriale bensì nel deprecabile e perverso rapporto instauratori tra l’onorevole Pippo Gianni e il boss lentinese Nardo; l’onorevole Pippo Gianni, deputato nazionale in carica espressamente indicato come corresponsabile e/o mandante diretto o indiretto, insieme ad altri imputati dell’omicidio Gala nel corso della requisitoria del dottor Aliffi nel processo anzidetto; se il medesimo parlamentare sia imputato nel processo in questione o risulti esservi indagato; se nel caso dovesse risultare l’assenza nel processo dell’onorevole Gianni se il pubblico ministero possa parlarne in termini di responsabilità od in qualsivoglia modo nel corso della requisitoria, per di più in assenza di riscontri o indagini; ove anche tali indagini siano state avviate, se il Pubblico ministero che ne sia a conoscenza possa accennare all’ipotesi accusatoria nei confronti dell’onorevole Gianni e come verrebbe consentita in tal caso la difesa al parlamentare a causa della sua assenza dal processo; se le affermazioni del dottor Aliffi fossero state rese in assenza di indagini e conseguenti riscontri come sarebbero da ritenere sotto il profilo processuale; se il diritto alla difesa ed alla reputazione, sanciti e tutelati dalla Costituzione, non debbano trovare applicazione per tutti i cittadini; quale cautela debba comunque essere osservata nei confronti di chi riveste ruoli pubblici, ancor più in quanto espressione della sovranità popolare, per il disdoro e la fiducia nelle istituzioni che ne conseguono; quali iniziative di propria competenza intenda adottare ove sia accertata la veridicità delle affermazioni attribuite dagli organi di stampa in premessa».
    Sull’interrogazione parlamentare nessun commento è stato rilasciato nè dal capo della Procura della Repubblica, Roberto Campisi, nè dal Pubblico Ministero Francesco Aliffi. «Al momento opportuno, quando cioè ci verrà notificata la copia della interrogazione, risponderemo a tutti i rilievi», si è limitato a dire il procuratore capo Roberto Campisi.
    Pino Guastella
    Sei il visitatore n.

    ________________________________________
    Cronaca
    La Pagina delle Novità

    Articolo tratto da: http://www.maccarrone.da.ru

  35. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Onorevole medico o medico d’onore?
    Fa il dottore. Il vicesegretario del Cdu. E il segretario della Commissione vigilanza Rai. Ma adesso un pentito lo accusa di aver ordinato un omicidio
    di Marco Damilano Chi è Pippo Gianni? Il medico cattolico praticante che nelle lettere agli elettori si presenta come «uno di quelli vecchia maniera che crede ancora che essere medico implica prima di ogni altra cosa amore verso il prossimo»? Oppure il mandante di un omicidio, come denuncia un pentito nel processo Santa Panagia contro le cosche siracusane?

    In attesa di scoprirlo, diciamo che l’onorevole Giuseppe Gianni detto Pippo, siracusano, 54 anni, è un potente senza volto. Uno dei 61-eletti-su-61 del 13 maggio in Sicilia, che ha permesso al Polo di conquistare il resto d’Italia. Un caterpillar capace di raccogliere preferenze a valanga. Aggiungiamo che è il vicesegretario del Cdu di Rocco Buttiglione e segretario della Commissione vigilanza Rai. E che ha alle spalle una carriera a dir poco travagliata.

    Il primo arresto risale al 1980, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Assolto per insufficienza di prove. Le seconde manette arrivano nel marzo 1994, con l’accusa di concussione. Gianni è deputato regionale Ppi e presidente della commissione Sanità. In primo grado gli danno tre anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici, poi lo assolvono. Grazie anche al buon operato del suo difensore, l’avvocato Carlo Taormina. Nel ’94 il pentito Francesco Marino Mannoia lo inserisce tra i medici amici dei mafiosi: «Ci insegnava a simulare false malattie per ottenere ricoveri d’urgenza. Per esempio mangiando banane e pillole di ferro effetti simili all’ulcera perforata. Un’iniezione di camomilla provoca febbre e convulsioni». In mezzo ci sono impiccetti, per così dire, minori: indagini per voto di scambio o sul polo petrolchimico siracusano. E amicizie pericolose: nel ’90 è testimone di nozze della figlia di un pregiudicato insieme al boss Nello Nardo.

    Ora arriva l’accusa più pesante. Il pentito Francesco Pattarino lo indica come il mandante dell’omicidio di Mimmo Gala, imprenditore di Priolo, il paese dove Gianni è stato sindaco per anni. Un regolamento di conti: Gala, dichiara il pentito, voleva far uccidere Gianni per una questione di appalti. Ma uno dei killer avvertì Nello Nardo e lo stesso Pattarino che ne parlò con il deputato: «Lui non si è assolutamente scomposto in faccia, ma mi ha chiesto di prendere drastiche decisioni».

    «Pretestuose difficoltà createmi ad hoc», replica il deputato. È sempre stato assolto, in fondo, ed è pure fortunato: ha giocato al lotto i numeri dei suoi guai giudiziari e ha vinto 23 milioni con un terno. «Aiuto chi soffre. Sono come madre Teresa di Calcutta», dice. Un motivo di commozione per Buttiglione che lo vuole al suo fianco. Pessimi, invece, sono i rapporti con Calogero Mannino, di nuovo uomo forte dello scudocrociato sull’isola. E anche per questo, ora, Pippuzzu vorrebbe cambiare aria.
    L’Espresso
    3 gennaio 2002
    Postato da Trogylos – Permalink – commenti – commenti (popup)

    In —> politica, mafia, priolo, pippo gianni
    Pippo Gianni, capitolo 1
    venerdì, 17 novembre 2006 – 23:05
    LE CONVERSAZIONI PROIBITE DEL “PADRINO”
    Il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, come emerge dalle intercettazioni effettuate dai Ros, non era, per sua stessa ammissione, esperto di politica, ma aveva un pallino…
    di michele cimino
    PALERMO – Il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, come emerge dalle intercettazioni effettuate dai Ros, non era, per sua stessa ammissione, esperto di politica, ma aveva un pallino: piazzare un suo fedelissimo, il dottor Domenico Miceli, sulla plancia di comando della politica regionale. Il vero esperto era il fratello Carlo, che nel ’99, sempre secondo le intercettazioni, si sarebbe adoperato per la campagna elettorale di Totò Cuffaro alle europee, facendogli ottenere un risultato migliore di quello di Clemente Mastella, risultato, però, eletto per il gioco dei resti. L’altro fratello, Filippo, quello che gli ha consentito la scalata in Cosa Nostra, tanto da preoccupare il boss di Caccamo Antonino Giuffrè, è invece cognato del boss di Trapani Matteo Messina Denaro. L’intercettazione dei Ros è riferita al febbraio del ’91, quando Cuffaro aveva già lanciato la sua candidatura per la presidenza della Regione, ma nel Polo si registravano ancora delle incertezze, tanto che il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché ha dichiarato di essere lui il candidato del Polo. Miceli va a trovare Guttadauro e lui gli chiede: politicamente come è finita? no ? si ?.
    Miceli : ma. vediamo che succede. Ieri sono stato da Totò. E potrebbe essere a Totò ci fanno. Dichiareranno di fare il candidato alla Presidenza della Regione.
    Guttadauro :lui è il candidato al Presidente, andiamo. è inutile che mi vieni a dire. Tu non è che ti pare. È vero che ha sette anni che manco, però io so che sarà lui. Questo Micciché si tirerà fuori e lui…
    Miceli : E va bè, dipenderà molto dalle elezioni, perché….
    Guttadauro : Micciché perde con Orlando.
    Miceli : si però, riteneva che se riusciva a far slittare le elezioni a novembre, questa cosa logorasse Orlando cosi tanto da…
    Guttadauro :l’unico che può fottere Orlando alla Presidenza della Regione è Totò Cuffaro. Quindi non è che c’è bisogno di avere. della penna, giusto ?. Però. come è combinato? Con questo come siamo combinati? ci dobbiamo parlare non ci dobbiamo parlare, si ci può parlare, perché…. Miceli
    : con Totò ?.
    Guttadauro :uhm.
    Miceli : penso di si.
    Guttaduaro :no, penso di si. dico, io. Lui aveva rapporti, con…io lo conosco bene, non è che non lo conosco.
    Miceli :lo so appunto.
    Guttadauro :è chiaro che non ci vado. per esempio a me occorrerebbe che mettesse, che gli facesse entrare… mettere in lista un avvocato. O alle nazionali. O onorevole o senatore. Non è che tu sei in condizioni di chiederglielo questo discorso ?.
    Miceli : il gioco è già fatto.
    Guttadauro : come ?.
    Miceli : il gioco è già fatto. tra l’altro è già fatto su Bagheria.
    Guttadauro :e a chi gli deve mettere?.
    Miceli : a Saverio Romano.
    Guttadauro : quello di Mezzagno.
    Miceli : eh.
    Guttadauro : poi chi ci discute. se si trova qualche altro contro, poi. Più a questo, più a quello.
    Miceli :io purtroppo su questo non. dico, sto parlando di me, questo non… Totò subisce, alcune cose da Saverio ed anche da altri, non senza particolari. Io nel novantatré quando mi candidai alle Comunali, io mi candidai nell’altra lista, proprio perché lui all’epoca preferì il parente di Saverio Romano». A Guttadauro però interessa soprattutto la presidenza della Regione. E spiega a Miceli anche il perché: nella prossima legislatura c’è in vista la gestione dei fondi di Agenda 2000. Miceli replica che della materia se n’è occupato l’assessore Nicolò Nicolosi. Guttadauro risponde che Nicolosi non gli serve, anche perché è candidato alle «Politiche»: sarà Cuffaro ad occuparsene direttamente. Da un’altra intercettazione effettuata verso la metà di aprile emerge anche l’interesse nei confronti di «un altro personaggio che può dare una grossa mano d’aiuto».

    Afferma Miceli: «Questo … è Pippo Gianni… è un medico di Siracusa… grandissimo amico mio… che era deputato regionale. È stato presidente della Commissione Sanità… è stato arrestato… ».
    Guttadauro : eh… li noi altri…

  36. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Depositate agli atti del processo per la strage di Capaci le dichiarazioni di Francesco Marino Mannoia, rese nel 1994. Mannoia parla di un incontro con Giovanni Falcone, nel corso del quale il giudice avrebbe detto che molti suoi amici lo volevano morto perché era depositario di segreti riguardanti episodi di collusione con Cosa Nostra. Il pentito parla anche di professionisti legati alla mafia, in particolare di alcuni medici, tra cui l’ex deputato regionale dc Pippo Gianni, che smentisce.

  37. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    ELEZIONI REGIONALI VINCIULLO CONTRO MARZIANO.VINCE MARZIANO.VI RICORDATE PER CASO DI QUEL FINANZIERE CANDIDATO NELL’UDC, RIPETO “FINANZIERE”…. FORSE SI CHIAMAVA NUNZIO DOLCE… SI,SI CHIAMA PROPRIO COSI’…. VI RICORDATE COS’E’ IL VOTO DI SCAMBIO, VE LO DICO IO E’ UN REATO PENALE, EBBENE LOR SIGNORI DELL’UDC (LOCALE) NE HANNO FATTO UN SIMBOLO, IL SIMBOLO DELLA LORO BANDIERA E’” IL VOTO DI SCAMBIO”.UNA BELLA LISTA DI RACCOMANDATI DA RACCOMANDARE ALL’ONOREVOLE PIPPO GIANNI AFFINCHE’ PROVVEDESSE ALLE DOVUTE ASSUNZIONI ALLìAUCHAN DI MELILLI IN CAMBIO DI VOTI PER GLI UOMINI GIUSTI DA METTERE AL POSTO GIUSTO.E’ UNA CATENA DI S. ANTONIO, NE PIU’ E NE MENO, L’ONOREVOLE RAFFORZA IL SUO POTERE-DOMINIO SUL TERRITORIO PROMUOVENDO E SOSTENDO CON MEZZI NON PROPRIO LECITI COME QUELLO DEL VOTO DI SCAMBIO I SUOI UOMINI MIGLIORI, MA CERTO CHE PERO’ DA UN FINANZIERE NON CI POTEVAMO PROPRIO ASPETTARE UNA COSA DEL GENERE— NUNZIO O NUNZIO….FIDATEVI HO LE PROVE E NON SOLO IO ANCHE LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SIRACUSA, HO PROVVEDUTO A DEPOSITARNE COPIA VEN CHIARA E LEGGIBILE… SCOOP? QUESTO VI SEMBRA UNO SCOOP? NO , LO SANNO TUTTI!
    Rispondere al messaggio

  38. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    sono stati cancellati i miei ultimi commenti, mi è dispiaciuto molto ma a certe cose ormai mi sono quasi abituata, non tutti hanno il coraggio di esporsi, di essere schietti e diretti-ho denunciato un povero parlamentare, ho presentato le mie denunce presso la PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SIRACUSA, non ne faccio un mistero e non ne vedo i motivi per farne un mistero.il FANGO e la poltica vanno a braccietto lo sanno tutti, lo dicono tutti ma nessuno ha il coraggio di esporsi-L’ONOREVOLE PIPPO GIANNI AL QUALE HO RIVOLTO LE MIE DENUNCE PRIMA MI HA MINACCIATA E POI MI HA PROSPETTATO UNA TREGUA GIUDIZIARIA IN CAMBIO DI UN POSTO COME TUTOR IN UN CORSO DI FORMAZIONE REGIONALE, NATURALMENTE MI SONO PRESTATA E POI RACCOLTO MATERIALE A SUFFICIENZA PER POTER DIMOSTRARE ” IL BARATTO” MI SONO NUOVAMENTE RECATA IN PROCURA-IL FANGO PAGA! MA IO NON CI STO! RITRATTARE IL CONTENUTO DELLE MIE DENUNCE SAREBBE STATA UN’UMILIAZIONE , PRETENDERE CHE IO DICHIRASSI IL FALSO E’ SCANDALOSO, MI ASSUMO PERSONALMENTE LA RESPONSABILITA’ DELLE MIE DICHIARAZIONI NEI CONFRONTI DI QUESTO “POVERO PARLAMENTARE”
    Rispondere al messaggio

  39. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Gianni Giuseppe (Pippo) UDC
    Deputato ed ex segretario della commissione di vigilanza Rai. Ritenuto negli anni Ottanta uno di quei medici a “disposizione” dei detenuti mafiosi, Pippo Gianni era stato rinviato a giudizio nel ’95 dalla Procura di Siracusa per associazione a delinquere per finalizzata alla commissione di turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio e voto di scambio. Nel ’98 anche la Procura di Catania lo rinviava per voto di scambio con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. In entrambi i procedimenti Pippo Gianni è stato definitivamente assolto.

  40. MARIA GRECO DI PRIOLO GARGALLO says:

    Il coraggio delle parole

    Una fedele lettrice di Riciard’s, che aveva già in passato lasciato commenti importanti, ha lasciato oggi una traccia che mi ha lasciato a bocca aperta. La cito testualmente, perchè merita divulgazione, del più ampio raggio possibile.

    ” HO SCRITTO A CUFFARO TEMPO FA, IN QUALITA’ DI GOVERNATORE DELLA SICILIA E VICE SEGRETARIO DELL’UDC, L’HO MESSO AL CORRENTE DI AMBIGUI COMPORTAMENTI E ATTEGGIAMENTI DI UN SUO ADEPTO , L’ONOREVOLE PIPPO GIANNI , INDISCUSSO DOMINATORE DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA, NONCHE’ PRINCIPALE RAPPRESENTANTE NELLA PROVINCIA DELL’UDC SICILIANO. EBBENE AVENDO POSTO DEI QUESITI, CHE RITENGO, SENZA PECCARE DI PRESUNZIONE, MERITEVOLI DI RISPOSTA, MI ASPETTAVO QUANTO MENO UNA RISPOSTA DA CUFFARO.
    INVECE MI SONO BECCATA UNA TELEFONATA IN MODALITA’ ANONIMA DAL DEPUTATO SOPRA CITATO, NONCHE’ PRESIDENTE DELLA QUINTA COMMISSIONE: LO STESSO MI INSULTAVA, INGIURIAVA E MINACCIAVA TELEFONICAMENTE.
    APPARE EVIDENTE CHE CUFFARO HA RITENUTO OPPORTUNO PIUTTOSTO CHE RISPONDERMI, FARMI RISPONDERE, SONO STATA AGGREDITA TELEFONICAMENTE IN MANIERA “BRUSCA” E IRRUENTE , NATURALMENTE DI CUFFARO NESSUNA TRACCIA, AVEVA ALTRO DA FARE ED HA PENSATO BENE DI RISOLVERE IL TUTTO AVVERTENDO TEMPESTIVAMENTE IL SUO ADEPTO CHE HA PROVVEDUTO ALTRETTANTO TEMPESTIVAMENTE A LANCIARE UN MESSAGGIO CHIARO E FORTE. SONO STATA MALE, 3 GIORNI DI INCUBO, NATURALMENTE NON NASCONDO LA MIA PEPLESSITA’, SCONFORTO E ANCHE PAURA, MA POI MI SONO DETTA NON SI PUO’ ANDARE AVANTI COSI’, CON L’OMERTA’ E LA PAURA, L’HO DENUNCIATO ALLA POLIZIA DI STATO COMPETENTE, SO BENE CHE NON GLI FARANNO UN BEL NIENTE, PER COSI’ POCO, MA ALMENO MI SONO TOLTA UNA SODDISFAZIONE”

    Un nobilissimo gesto di coraggio, e di coscienza civile, direi. Difendere se stessi e gli altri da uomini dalle belle cravatte e parole insensate, è la cosa più giusta che si possa fare. Nella Sicilia di Cuffaro & C. S.p.a. questo gesto assume connotati ancora più forti, e per questo, dico semplicemente:
    Grazie, e di cuore.

    Per chi si chiedesse chi sia mai Pippo Gianni, ecco alcuni links e informazioni:
    il sito ufficiale di Pippo Gianni
    L’isola dei cani, articolo su Pippo Gianni (molto interessante)
    Pippo Gianni, dal 26-07-2006 Presidente Commissione V – Cultura, Formazione e Lavoro. Il Tribunale di Siracusa lo ha indagato per voto di scambio in Sicilia e intercettato quando non era ancora parlamentare. Nel 1999, il pentito Francesco Marino Mannoia aveva dichiarato che Pippo Gianni era uno dei medici amici di Cosa nostra e aiutava i picciotti in carcere a simulare false malattie. Gianni è stato arrestato per droga all’inizio degli anni Ottanta insieme a uomini della cosca di Raffadali e poi prosciolto. Dopo una condanna a tre anni per concussione ( una mazzetta di 25 milioni per l’appalto di lavori nella pineta cittadina) è stato assolto dalla Cassazione.
    Non basta. E’ un uomo di citazioni colte e pertinenti. Quando in parlamento si parlò di quote rosa, l’onorevolissimo deputato commentò così:
    “le donne non ci devono scassare la minchia”
    e per fortuna Daria Bignardi, in una delle sue puntate de “Le invasioni barbariche” riuscì, costringendolo davanti ad alcune storie di vita vissuta e difficile, a fargli dire: “Sono gli uomini che scassano la minchia alle donne” (comunque l’eleganza c’è sempre, non c’è che dire)
    e come dimenticare l’intervento riguardo alle critiche ricevute da Cuffaro:
    “Ci hanno scassato la minchia”

    inoltre, come se fosse poco, il sig. Pippo ha richiesto la pensione in quanto non abilitato a lavorare, e, colmo dei colmi, lo ha fatto non a carriera politica conclusa, ma a “lavori in corso”. Gli spetterebbero arretrati per settantamila euro e una pensione vitalizia di almeno milletrecento euro al mese.

    spazio agli intellettuali di tal rango… ah… mi aspetto una sua telefonata, sig. Gianni, ore pasti, mi raccomando!

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    Pubblicato da Riccardo a 18.49
    Etichette: Pippo Gianni, Udc

    Naturalmente la domanda che io mi pongo, e non solo io è SECONDO QUALE CRITERIO RAFFAELE LOMBARDO HA SCELTO I NOMINATIVI DEGLI ASSESSORI REGIONALI????????
    IN ATTESA DI RISCONTRO , ANCHE SE HO QUALCHE DUBBIO IN MERITO, NON CI RESTA CHE FARGLI UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO ……. PRESIDENTE!!!!!

  41. IRRIVERENTE says:

    CONFERMO I DATI SUL FILE DI LOMBARDO.
    HO VERIFICATO I NOMINATIVI NELLA CARTELLA “POSTA” (SONO UN DIPENDENTE POSTE ITALIANE) E VI POSSO CONFERMARE CHE NON SONO INVENTATI.

  42. giogi says:

    Che il neopresidente della regione Sicilia non fosse uno stinco di santo si sapeva. Raf (simpatico diminutivo di Raffaele) è citato anche nell’ultimo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez “Se li conosci li eviti” (e si vitte come i sicliani lu scansaro). Gli sono state dedicate due belle paginette in cui viene raccontata in breve la sua vita politica.
    Raffaele Lombardo è stato arrestato due volte, ed è stato sotto processo per aver preso tangenti…
    Insomma, questo uomo indipendentista dal cognome nordico mi sembra davvero il degno successore di Totò Cuffaro, ahh quest’ultimo…che Dio ops il senato lo abbia in gloria.

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