Scritto da Fabio.
Si trovano sempre più impressionanti analogie tra il regime di Berlusconi e quello di Mussolini. Come nel 1925 il parlamento è ormai quasi del tutto esautorato, completamente in balìa dalla Casa del fascio e ridotto a sfornare a comando le leggi decise dal neoduce e dalla sua cricca fascista, razzista, secessionista e mafiosa. Come allora l’opposizione di cartone si è ridotta a implorare gli interventi al Capo dello Stato per fermarlo, senza capire che esso è il nuovo Vittorio Emanuele III, che gli firma tutti i provvedimenti.
La magistratura sta per essere imbavagliata e assoggettata al governo, esattamente come nel ventennio fascista, mentre la stragrande maggioranza dei mezzi di informazione lo è già da tempo, anzi è addirittura in gran parte di proprietà o direttamente controllata dal neoduce. Cosa manca ancora? La persecuzione razzista?
Per il momento si accontentano dei ROM, esattamente come avvenne per il regime nazista, bisogna prima saggiare il terreno con una minoranza, meglio se non è ben voluta. A questo punto non c’é più neanche bisogno di manganelli e olio di ricino; che comunque sono sempre pronti, come hanno già sperimentato sulla loro pelle i manifestanti no-global massacrati dalla polizia a Genova.
Ma la “sinistra” borghese non ha imparato nulla dalla lezione della storia, e continua a ripetere gli stessi sciagurati errori. Come allora ha paura di mobilitare le piazze per buttare giù il nuovo Mussolini, per non infrangere la sacra legalità borghese. Si è illusa assai spesso su un Berlusconi ormai in “declino”, se non addirittura “finito”, per poi inventarsi qualcosa in grado di risuscitarlo. E punta tutte le sue carte sulla prossima tornata elettorale per mandarlo a casa, dimenticando che egli non solo è al governo e perciò ha il coltello dalla parte del manico, ma controlla tutto il sistema dell’informazione e dispone di fondi illimitati, cosa che gli ha già fruttato tre vittorie elettorali. E pensare che c’è ancora un sacco di gente che crede che in fondo, le televisioni contano poco, in fondo in trasmissione ci vanno anche quelli di sinistra. Ma a discutere di che, dico io?
In un altro paese si vomiterebbe ogni giorno sulle porcate di Berlusconi, nei nostri TG siamo intrappolati tra un commento di destra ed uno di sinistra, senza mai un giornalista che ti enunci il fatto per quello che è in modo da far capire chi ha ragione e chi dice il falso. Se poi tutti questi spot politici televisivi non servono a niente, perché le aziende pagano milioni di euro per pubblicità incomprensibili?
L’unica differenza tra allora ed oggi è la Costituzione, e grazie a Dio per cambiarla ci vogliono due terzi del Parlamento, ed è l’unico motivo per cui Truffolo ha, a fasi alterne, a cuore il dialogo. Ha bisogno del PD per le riforme che contano, che l’aiuterebbe volentieri ancora se non fosse per il fatto che si suiciderebbe come partito da solo.
Tutte le nostre manifestazioni non sono quindi rivolte semplicemente a questa maggioranza, lo sappiamo che se ne frega, ma piuttosto devono essere un freno a chi già fin troppo spesso si è dichiarato favorevole al dialogo con il “nemico”.
Ma per quanto mi riguarda, con il nemico si può trattare solo la resa.
Speriamo che sia la loro!

















“Ma la “sinistra” borghese non ha imparato nulla dalla lezione della storia, e continua a [b]ripetere gli stessi sciagurati errori.”
Sbagliare è umano perserverare è diabolico quindi la parola “errori” è inappropiata in questo discorso.
p.s. bell’ articolo.[;)]