di Gianluca Abbate
Osservandoli da lontano non daresti loro due lire. Li vedo in piazza con un cartellone fatto a mano e ritagliato con le forbici, armati di cavalletto e macchina fotografica, per ritrarre la gente che vuole sostenere liberamente la propria idea di solidarietà ad un incauto magistrato.
Chiedo loro un bigliettino da visita e mi vedo consegnare un pezzo di carta con su, scritto a penna, un indirizzo internet. Ma come? A penna? Nell’era dei graphic designers , del visual concept, del marketing? Beh, a quanto pare per qualcuno a questo mondo è la sostanza delle azioni e non quella delle immagini a prevalere su tutto. Se poi le idee e le azioni sono sostenute da giovani che vogliono essere giovani dalla testa ai piedi, accomunati da uno spirito di non rassegnazione alla rassegnazione, la ricetta è veramente efficace. Il sito in questione è “ilgrillodipalermo.it” e loro sono i ragazzi del “meet up di Beppe Grillo”, il famoso e simpatico comico genovese che negli ultimi tempi ha fatto tanto parlare di sé e che ha organizzato il suo blog in maniera semplice quanto produttiva: in ogni città d’Italia un gruppo di gente con idee e proposte in comune si mette in moto per il loro compimento.
Questi ragazzi non sono barbuti (o almeno non tutti), né genovesi, né vanno in giro per i teatri di tutta Italia. Girano per Palermo. Liberi, senza nessuno schieramento preconcetto,ma soprattutto senza né capi né responsabili: “tutti siamo della stessa importanza,organizzati in maniera orizzontale” dice Giovanni. “E soprattutto”, continua, “siamo anche liberi di dissentire, quando se ne presenta il caso, dallo stesso Grillo”.
Li vedi dappertutto in città, o almeno, quando in città ci si sveglia dal torpore del “mi faccio i fatti miei”. E allora eccoli radunarsi ancora una volta; chi arriva con una macchina sgangherata, chi con lo scooter e chi a piedi: per una manifestazione contro la casta, oppure alla presentazione di un libro di Travaglio. Ancora eccoli affaccendarsi con una ramazza e una paletta per la pulizia di una strada o di un arenile di periferia. Ultimamente si sono visti sotto Palazzo dei Normanni, sede dell’ARS, per raccogliere firme e far presentare ai deputati regionali un emendamento da aggiungere alla finanziaria 2008 , per richiedere un risarcimento a Cosa Nostra e agli amministratori pubblici collusi per danni finanziari e morali alla nostra terra. Tutto questo in risposta all’assurda querela arrivata dalla moglie del boss Riina, che a suo modo si è sentita diffamata dall’immagine diffusa in una ormai celebre fiction sulle malefatte del marito. Una cosa che ricorda la favola del lupo e dell’agnello più o meno.
Per la cronaca, l’emendamento è passato ed è diventato legge regionale. E anche se adesso con lo scioglimento del Parlamento Regionale, l’iter diventa più complicato, potete stare certi del fatto che ci sono dei ragazzi che vigileranno o se ne rifaranno portatori se è il caso. Insomma chi ha parlato di gioventù apatica?
Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. Giovanni Falcone
NOV
26th
GIOVANI CON “GRILLO” PER LA TESTA
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