Oggi 3 Dicembre 2008 è la Giornata Mondiale della Disabilità “Dignità e Giustizia per tutti noi” che cade a circa una settimana dall’anniversario dell’adozione della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Infatti proprio il 13 Dicembre del 2006, data storica, l’Onu firmava l’adozione del trattato approvato nell’ Agosto dello stesso anno dopo 4 anni di trattative: 192 Paesi membri dell’Onu adottano quello che viene definito il primo grande trattato sui diritti umani del XXI secolo, il quale si propone di proteggere e garantire il rispetto completo dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone disabili, tutelando al contempo la loro dignità.
Fa, comunque, notizia in questa giornata l’ennesimo rifiuto da parte del Vaticano di porre la propria firma per la Convenzione, alla cui realizzazione ha tra l’altro contribuito, in quanto mancano diretti riferimenti al divieto di abortire.
Nessuna novità, si tratta di una decisione già presa almeno due anni fa e tuttora evidentemente confermata, in particolare la Santa Sede critica l’espressione «salute sessuale e riproduttività» collegata alla disabilità per la nota preoccupazione che in molti paesi i servizi sanitari implichino anche l’aborto.
Mons. Celestino Migliore a suo tempo infatti affermò: “La Santa Sede intende l’accesso alla salute riproduttiva come un concetto generale del quale non fa parte integrante l’aborto o l’accesso all’aborto”, e che dunque, anche se “la Convenzione contiene molti articoli utili” alla protezione dei diritti e della dignità delle persone con disabilità, essa non poteva essere firmata, per una questione di coerenza, dalla Santa Sede.
Differente, come noto, la posizione della Fish, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che fa notare al Vaticano come il riferimento all’accesso ai servizi sanitari, compresi quelli relativi alla sfera sessuale e riproduttiva (riferimenti che stanno alla base della decisione vaticana in quanto non escludono l’aborto) “stanno a significare che finalmente viene ad essere riconosciuto che le persone con disabilità possano avere una vita affettiva e riproduttiva“: l’intero documento e l’art.25 in partcolare infatti “sono dedicati alle persone con disabilità, uomini e donne, che non possono accedere, prima ancora che all’aborto, ai basilari servizi sanitari di prevenzione e cura delle patologie, anche quelle riguardanti la sfera riproduttiva“.
Inoltre la Fish critica pesantemente i mezzi di comunicazione che hanno dato risalto alla notizia peraltro già da tempo nota del rifiuto vaticano dopo aver “ignorato la scorsa settimana la notizia che il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica della Convenzione, aprendo la strada alla sua adozione da parte del Parlamento“(ricordiamo infatti che la Convenzione sarà ufficialmente adottata quando almeno 20 Paesi l’avranno ratificata).
“Per il sistema delle comunicazioni del nostro paese – è il duro commento – le persone con disabilità continuano ad essere cittadini invisibili, a meno che loro malgrado non siano protagonisti di episodi di cronaca, di gesta ai limiti del superomismo, oppure che i temi della disabilità non siano in grado di generare come in questo caso una polemica: un rilancio pigro di superati stereotipi, quello che generalmente accade, che non contribuisce a diffondere una immagine corretta della disabilità nell’opinione pubblica”.
“C’è da sperare – è l’auspicio finale – che la meritata attenzione di cui sta godendo la Convenzione possa permettere una maggiore presa di coscienza del sistema dei media, che dovrebbe essere in prima fila nel combattere gli stereotipi, i pregiudizi e le pratiche dannose relative alle persone con disabilità”. “Occorre incoraggiare – conclude la nota – tutti i mezzi di comunicazione a rappresentare le persone con disabilità in modo coerente con gli obiettivi della Convenzione: se ne sente davvero il bisogno”.
A tal proposito pubblichiamo l’intervento di Alessandro Capriccioli, rappresentante del Comitato Siblings durante l’intervista andata in onda oggi su Rainews24 ed un articolo pubblicato su Liberazione, entrambi i documenti mettono in luce il punto di vista, le critiche e le necessità manifestate dai diretti interessati della Giornata Mondiale della Disabilità.
Intervista Alessandro Capriccioli
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Beh, la posizione del Vaticano mi sembra assolutamente coerente e, per tale ragione, da rispettare anche da parte dei non credenti.