Capisco perchè i Dieci Comandamenti sono tanto chiari e privi di ambiguità: non furono redatti da un'assemblea. Konrad Adenauer

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FEB
26th

In risposta a “Sulle contestazioni a Sgarbi e Dove manca la dialettica albergano gli insulti”

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Gentile Patrizia Paganelli,
ho recentemente letto i sui articoli (Sulle contestazioni a Sgarbi e Dove
manca la dialettica albergano gli insulti
) e non posso esimenrmi nel
manifestare il mio punto di vista.

Premetto che non sono nè un gionalista, nè uno scrittore e neanche uno
studioso della nostra meravigliosa lingua italiana. Per questo motivo mi scuso
anticipatamente se la mia dialettica non sarà ai suoi livelli ma ciò nonostante
cercherò di essere “preciso e circostanziato pensando ai risvolti che ciò
produce”.

Partiamo dal primo articolo: “Sulle contestazioni a Sgarbi”

Lei definisce “Contrari per partito preso, contrari per necessità politiche,
contrari per antipatia”,una categoria di persone, già solo con questa
introduzione provocatoria lei mostra una scarsa idea e concezione del mestiere
di giornalista.
Mi permetto di non catalogarla nel ruolo di giornalista perche penso che chi
ha tale arte nel proprio animo, prima di provocare, etichettare e schierarsi in
una direzione (vedi il resto dell’articolo) dovrebbe informarsi e seguire dei
comportamenti etici,e astenersi da sentimentalismi personali.

Lei non può scrivere frasi come questa: ” L’invidia è una malattia contagiosa
come la varicella e fa male come la parotite fa con gli uomini, molti ne
soffrono, troppi se ne avvalgono.”, perchè qualsiasi cittadino libero ed onesto
non ha nulla da invidiare al Primo cittadino di Salemi.

Sopratutto un primo cittadino condannato per truffa allo stato, che dichiara
e conferma che Caselli, oltre che servo dei comunisti, è il mandante morale
dell’omicidio di don Puglisi, che il piemme milanese De Pasquale è un
“assassino”, e che il giudice che l’ha condannato è un “criminale”. Già che c’
era ha accusato - lui - la buonanima di Montanelli di aver “preso i soldi da
Berlusconi”. (se vuole ad onor di cronaca trova tutte queste informazione dal
sito www.pieroricca.org)
Come fa Lei a dare un taglio al suo articolo in difesa di un uomo che non può
essere che un pessimo esempio di educazione alla legalità e alla giustizia per
molti giovani Italiani?
Nel suo articolo dichiara “quei giovani maleducati e provocatori che hanno
invaso con prepotenza uno spazio non loro”, Bene!come possono essere maleducati
dei giovani che nn hanno invaso nessuno spazio essendo questo luogo pubblico?,
e allora mi chiedo lei era presente quel giorno? E poi provocatori perchè? per
aver detto la verità sui fatti del Sindaco di Salemi o per aver gridato “W
Caselli W il pool antimafia”.

“denigrare Sgarbi e le forze di Polizia Municipale, l’invasione calcolata,
irrompere, prendersi uno spazio non stabilito per creare caos, violenza
criminale, politicamente scorretto, penalmente rilevante”, queste sono tutte le
parole e frasi che leggiamo allibiti e sconcertati e che sono contenute nel suo
articolo.

Anche io ad oggi mi indigno nei suoi confronti per quello che dice e
sostiene… non ci sono parole, modi, attegiamenti o luoghi per fare
informazione e denunciare un condannato o far sapere che gente come Lei lo
sostiene.
Le ricordo che spesso oramai bisogna alzare i toni e metterci la faccia per
fare una corretta informazione Le dico questo perchè se realmente le cose
fossero andate come sostiene lei i ragazzi in questione sarebbero stati come
minimo querelati.

Per quanto riguarda il secondo articolo: Dove manca la dialettica albergano
gli insulti
Che dire… il primo artcolo sà talmente poco di gioralismo, che i commenti,
con più o meno dialettica, nei siti d’informazione, sono fioccati come neve.
Quindi Lei ha avuto la fortuna di ritrovarsi in rete non per la maestria
giornalistica dei suoi articoli ma proprio per le critiche che Le sono state
mosse. Per questo motivo forse dovrebbe fare una rettifica e ringraziare tali
blog che in qualche modo hanno parlato di Lei.
Ad oggi, come Lei giustamente sottolineava, tutti possono scrivere… ma
avere classe, avere il giornalismo nel sangue, fare una informazione corretta
non è da tutti. Molta gente lancia i sassi e ritrae la mano… sta a noi
imparare a saperci comportare.
Distinti saluti

Giorgio Ciaccio

6 Commenti a “In risposta a “Sulle contestazioni a Sgarbi e Dove manca la dialettica albergano gli insulti””

  1. paola |

    Complimentissimi!!e al giornale l’avete mandata?

  2. Anonimo |

    Grazie, si inviata anche a loro… avrei voluto inviarla anche all’autrice degli articoli ma non sono riuscito a trovare al sua email

  3. Patty |

    Salve solo oggi ho letto il suo articolo e gli invio la risposta della Signora Paganelli chissa’ mai lei nn l’avesse letta:

    Dove manca la dialettica albergano gli insulti
    Mercoledì 18 Febbraio 2009 12:14
    Navigando in internet trovi di tutto e finisci per imbatterti con i blog fai da te che si ispirano a questo o a quell’altro comico, o comunicatore.
    Casualmente mi “incontro” con un blog, sembrerebbe gestito da giovani, di seguaci di Beppe Grillo, ma, se sbaglio chiedo venia.
    Leggo Patrizia Paganelli e vado a ricercare come il mio nome sia finito in quel portale, trovo quattro righe, per giunta scritte malissimo, dove si attacca Vittorio Sgarbi che rifiuta la cittadinanza onoraria di Agrigento e il mio articolo sull’avvenimento sgradevole che colpì Sgarbi, proprio in quella città mesi orsono.
    La persona che scrive parla di pseudo giornalisti e di lecchini, riferendosi a me, al mio modo di fare il mestiere di giornalista, voglio capire e vado avanti, ma oltre alle invettive non trovo altro.
    Non si può liquidare con due termini impropri una questione più complessa, con offese gratuite senza che ci sia un articolato intervento che giustifichi tanto livore e superficialità nel giudizio, che nulla ha a che vedere con il termine perentorio e marchiante di: pseudo giornalismo.
    Scrivere per offendere qualcuno non richiede né cultura né stile, per questo farlo lascia il tempo che trova, credo, invece, che quando si decide di etichettare qualcuno si debba essere preciso e circostanziato pensando ai risvolti che ciò produce.
    Intanto, intendo diffidare per mezzo stampa, quanti pensano di giocare con le illazioni e le maldicenze inventate sul mio conto perché non sono affatto disposta a tollerarlo.
    Sono una persona aperta a tutte le critiche, anche a quelle meno costruttive, sono pronta a farmi uccidere pur di concedere a chi la pensa diversamente da me di potersi esprimere, di dire la propria, di portare avanti le proprie ragioni e tensioni.
    Sono tornata a Marsala da due giorni, ero andata a Roma per testimoniare in una causa molto delicata, proprio in questa occasione ho rivendicato con forza il diritto ad un interrogatorio serio, dove le risposte non si limitino in un insignificante vero o falso, ma siano articolate da più spiegazioni che possano consentire una più idonea ricerca della verità.
    Il principio che muove tutte le mie azioni è legato a questo bisogno profondo della ricerca della verità, sono, infatti convinta e consapevole che si possa fare giustizia solo se e quando si riesce a fare emergere la verità, ciò che è realmente accaduto e perché.
    Liquidare la mia persona con quattro maldicenze lo trovo eticamente, moralmente, ideologicamente, superficiale, scorretto ed ingiusto.
    Chi mi conosce sa molto bene, che sono una persona sanamente irriverente, allergica alle posizioni di potere, ai potentati e a quanti si sentono irraggiungibili ed invincibili, per tale ragione quando e se decido di difendere qualcosa o qualcuno, non lo faccio per lui ma per un fine più alto, più nobile, per ripristinare la verità e/o commentare un comportamento che non mi è o mi è piaciuto.
    Vittorio Sgarbi, tra le altre cose è molto più capace di me, dialetticamente parlando e non solo, a difendersi e non ha certamente bisogno di una giornalista qualsiasi per esistere.
    Penso che, il limite del blog “dei ragazzi di Beppe Grillo” sia l’assolutismo delle loro idee, dove i buoni sono i loro amici e i cattivi i loro nemici, proprio nemici, non avversari.
    Ho dovuto imparare, come sempre a mie spese, dovendo persino riassettare le mie antiche certezze, che ormai vacillano sempre più frequentemente, con un doloroso travaglio dell’anima, che non esistono i buoni e i cattivi come le favole ci hanno illuso.
    Nell’immenso mondo ci sono persone un po’ buone e un po’ cattive, che pensano, vivono, sognano, amano, odiano, sbagliano, indovinano, come tutti .
    Ho dovuto imparare ad accettare che la persona giusta, totalmente saggia, spiritualmente elevata, indiscutibilmente indiscussa, non esiste, …ma puoi trovarla nell’Isola che non c’è…” la mia era solo un’illusione, una speranza, una ricerca, una tensione, era soltanto il frutto di una follia della mente, che aveva bisogno di certezze per continuare a credere e sperare che qualche eletto ci fosse nel mondo cattivo e criminale e che il principe azzurro uscisse dalle favole e si materializzasse per me, mi rapisse e mi portasse via con un …Bianco Cavallo Fatato…
    Un principe, un messia che arrivasse a salvarmi da tutti i malvagi, malfattori, approfittatori, violentatori, ladri ed assassini dello spirito.
    Proteggendomi dagli uomini cattivi, che non sono quei buoni, che tanto ameremmo pensarli come tali, buoni a nostro modo, buoni con noi a nostro uso e consumo.
    Vivere con questo delirio, induce chi ne soffre a convincersi, come è accaduto in quel blog che mi ha schernita, che i buoni siano solo quelli che la pensano come la pensano loro, al contrario i cattivi tutti gli altri soprattutto se osano prendere le difese, non richieste, di un “perfido” Vittorio Sgarbi.
    “Pseudo giornalisti” lecchini per scelta, magari, per ricevere la considerazione e l’amore di un uomo di potere che con un sorriso e una carezza conquista la giornalista “sprovveduta” felicemente innamorata del suo idolo.
    Una giornalista da odiare e disprezzare da chi, invece, ha deciso di innamorarsi di un altro idolo e che non può tollerare di credere che l’amore e il servilismo siano il frutto di una mente che vede negli altri ciò che non riconosce in se stesso.
    Patrizia Paganelli

  4. Amelia |

    ma…questa lettera è proprio la risposta sia al primo articolo sulle contestazioni a Sgarbi sia sull’ultimo articolo del “dove manca la dialettica albergano gli insulti”, insomma due in uno, e poi la lettera è di oggi, quindi si poteva leggere solo oggi…

  5. Paola |

    Premetto che alla Paganelli preferisco la Gabbanelli. Volevo solo solidarizzare con chi reagisce, anche emozionalmente e porre alla vostra attenzione questo post. Mi piacerebbe sapere che ne pensa la Paganelli.
    ————————

    Sgarbi, “cittadinanza cafè” (fonte: http://www.500firme.it)

    Pare che le cittadinanze onorarie siano diventate ormai una moda in Sicilia. Da quando c’è in giro Sgarbi sono come il caffè: possono essere offerte per farsi ben volere, per dimenticare un litigio, oppure per farsi perdonare.
    Sgarbi ha offerto la cittadinanza onoraria di Salemi alla moglie di Paolo Borsellino e a Tina Montinaro, vedova di uno degli agenti di scorta morti con Falcone, forse per riscuotere consenso agli occhi della vera antimafia. Poi, dopo aver consigliato agli amministratori della città di Gela di non lasciare la città accesa anche di notte, e di (citiamo testualmente) “accendersi il buco del culo” fa partire una riparatoria offerta di cittadinanza anche per il sindaco di Gela, Rosario Crocetta. E per finire, prepara in due tazzine la cittadinanza anche per Rita e Salvatore Borsellino, a patto però che riconoscano di avere offeso l’intera città consigliando alla cognata Agnese, moglie del giudice Paolo, di rifiutare la cittadinanza onoraria propostale da Sgarbi sotto Natale. È probabile che il capitolo di Agrigento abbia seguito lo stesso copione.

    Tutto comincia nella biblioteca comunale della città, dove Sgarbi è stato invitato per presentare il suo ultimo libro. La conferenza non riesce benissimo perché tra il pubblico un ragazzo di 22 anni, Giuseppe Gatì, con tanto di volantini e videocamera, comincia ad informare platealmente gli astanti sui trascorsi giudiziari del noto polemista ferrarese, quando viene fisicamente censurato dai vigili e rinchiuso in una stanza per quasi due ore. Dopo essersi resi conto che la videocamera era stata portata via dall’amica del ragazzo, lo lasciano andare dicendogli di aver commesso un grosso errore a mettersi contro Sgarbi “che è stato parlamentare e ministro”.
    Il video della contestazione ad Agrigento però finisce su internet, dove comincia a diffondersi fino ad arrivare sul blog di Beppe Grillo e addirittura viene mandato in onda da “Striscia la notizia”.
    Purtroppo, dopo poche settimane, Giuseppe Gatì muore folgorato in un brutto incidente e il video della sua contestazione si diffonde ulteriormente, mentre migliaia di persone, incuriosite, si informano se davvero Sgarbi, come dice Giuseppe nel video, sia stato condannato in via definitiva per truffa allo Stato e, in primo grado, per aver offeso il giudice Caselli e il pool antimafia. Neanche a dirlo: emerge che è tutto vero.
    Dopo qualche giorno, il giovane sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, consapevole del pasticcio creatosi, pensa di offrire a Sgarbi la cittadinanza onoraria di Agrigento, forse per rimediare allo spiacevole accaduto. E organizza la cerimonia di conferimento per l’11 febbraio scorso, nella sicurezza che stavolta non ci saranno contestazioni.

    In rete però molti vengono a sapere di questa scelta, l’indignazione cresce e alcuni ragazzi, comunicando attraverso il web, decidono di presentarsi all’incontro con una videocamera, distribuendo gli stessi volantini informativi di Giuseppe Gatì.
    Il giorno prima però, Sgarbi rinuncia dichiarando che il sindaco Zambuto gli ha comunicato di aver saputo da informative delle forze dell’ordine, che “un gruppo di provocatori, sotto il pretesto di una malintesa moralizzazione e della lotta alla mafia, ha preparato un’imboscata”. Sembrerebbero parole uscite da una gag di Braida , ma Sgarbi spiega di non avere intenzione di esporsi al rischio di agguati o di insensate contestazioni e, in barba alla sua teoria che “la mafia non esiste”, parla della sua azione a Salemi come di “un’attiva esperienza antimafia”. Neanche a farlo apposta la magistratura controlla il barattolo di marmellata eolica siciliana e, oltre ad essere arrestati mafiosi e imprenditori, vengono coinvolti anche alcuni politici, a dimostrazione del fatto che invece i rapporti mafia e politica sono ancora molto vitali, checché ne dica Sgarbi. E si è trattato soltanto di uno dei barattoli di conserva, tutto sommato, meno succulenta. In Sicilia, c’è da aspettarsi che la dispensa sia ancora molto nutrita.

    Ad Agrigento invece, che le forze dell’ordine si fossero messe ad indagare, scoprendo il gruppo di contestatori, è davvero difficile da credere. Soprattutto perché i ragazzi si stavano organizzando in internet con tanto di messaggi visibili a chiunque e il giovane sindaco di Agrigento aveva già ricevuto alcune e-mail, regolarmente firmate, da ragazzi che lo invitavano a riflettere prima di offrire la cittadinanza onoraria ad un personaggio così discutibile.

    Insomma, per il timore di contestazioni, Sgarbi ha rinunciato alla cittadinanza onoraria di Agrigento. Ma non era uno dei pochi a non temere il confronto?
    Le cose sono davvero cambiate.
    In mancanza di terroristi coi loro volantini eversivi, oggi alcuni politici combattono gli studenti informati che diffondono copie di sentenze della magistratura.

    Pubblicato da Egidio Morici

  6. Lizzie |

    La Paganelli risponde con un giro di parole e una dialettica quasi accattivante. Però insomma…..i contenuti…..Ha messo tutti noi in un unico calderone: gli idealisti senza senso critico, gli schierati in maniera cieca solo da una parte, così in modo pedissequo, insiste sulla nostra netta distinzione tra buoni e cattivi. Io penso che una persona libera non possa venirne fuori in maniera così semplicistica e inveire con chi riesce ad essere intelligentemente e criticamente idealista. Chi ha detto che tutti i magistrati sono buoni? Chi ha detto che la giustizia fa sempre giustizia?….Bisogna avere capacità di inferenza e saper distinguere, non giudicare tutti allo stesso modo. Il fatto che lei abbia perso i suoi moti ideali mi dispiace molto, cioè lo ritengo un problema! è quello che ha ridotto l’Italia in questo modo è il cancro che ha travolto la classe politica, la stampa, la gente.

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