E’ arrivata la notte, sono già dentro la tenda da un po’ di ore, il buio e il freddo non mi permettono di stare fuori fino a tardi, il silenzio inizia ad accompagnare il tempo, mi seggo sulla mia brandina ed osservo le altre persone presenti nella mia tenda.
Non conosco nessuno di loro, forse qualche volta ho visto di sfuggita qualcuno, ma nulla di che, nessun genitore, nessuna compagna, nessuna sorella…d’altronde non sono più qui, sono morti tutti schiacciati.
Il solo vedere qualche sopravvissuto parlare con un proprio parente mi fa sentire ancor più solo, così come mi sento ancor più sfortunato quando qualcuno mi chiede a quale famiglia appartengo, la mia risposta ora è: nessuna.
Decido di dormire, o almeno provarci, sono stanco anche se oggi non ho lavorato, anche se oggi non ho pulito la mia camera, mi hanno detto che è un bel po’ “impolverata”.Dentro il sacco a pelo mi distendo e guardo accanto a me, vedo il nero della notte e inizio a piangere in silenzio, sento che potrei allagare il mio sacco a pelo per quante lacrime ho, penso a quando ero piccolo e litigavo con mia sorella , lei dicendolo a mia madre mi faceva ingiustamente rimproverare e io accrescevo astio e senso di vendetta nei suoi confronti, per poi poco dopo riabbracciarla e rigiocare con lei, come vorrei poterci litigare e poi farci pace…
L’ unico gioco dove non mi seguiva era il calcetto al quale mio papà mi portava per seguirmi negli allenamenti, mi ricordo quando mi teneva per mano e dopo la partita mi dava qualcosa sia se perdevo sia se vincevo, solo perchè avevo giocato e mi ero divertito, ce la mettevo sempre tutta…ricordo ancora il suo sorriso e mentre lo ricordo scoppio nuovamente a piangere, mi metto la mano dinanzi la bocca per attutire il rumore e non suscitare l’ attenzione degli altri, ma le lacrime bagnano la mia mano e scendono lungo il tremolio delle mie guance.
Domattina quando al risveglio inizierò a sentire le prime parole cercherò quelle della mia mamma, e pensare che quando mi chiamava quasi mi infastidivano perchè mi svegliavano e io volevo continuare a dormire, ora starei sveglio tutta la vita per poterle risentire…….sono costretto a coprirmi il viso con entrambe le mani ed a tremare insieme ad esse, non voglio disturbare chi ha già il suo dolore.
Ricordo che questa cosa del non disturbare la diceva anche la ragazza insieme alla quale ci scambiavamo le nostre vite giorno dopo giorno, un giorno addirittura per un bacio che le diedi d’ improvviso in piazza fecimo una discussione lunghissima perchè lei sosteneva di disturbare il gusto dei passanti, dopo quella discussione decidemmo di esprimerci liberamente perchè non c’era gesto più bello.Ricordo la sua voce, i suoi sguardi, le sue mani……d’ improvviso ripenso alla sua mano tesa ma morta che ho visto fuoriuscire dalle macerie….mi manca il respiro, è interrotto a tratti dal mio interminabile pianto.
Non ce la faccio più dentro questo sacco a pelo, esco fuori a prendere un po’ d’aria…oggi da qui è passato il Presidente Berlusconi ha detto che non ci manca nulla e di prenderla come un week-end in campeggio, allora mi sono illuso per un attimo che era tutto un incubo e che finito il week-end tutto sarebbe tornato meravigliosamente bello, illuso appunto.
L’ ho sentito dire anche di andare al mare e mettersi la crema per proteggersi dal sole, ho pensato che avrei voluto avere una crema per difendere i miei dal muro crollato, a scuola mi dicevano che si chiama “prevenzione” ma mi sa che qui in pochi la conoscono questa crema, però ho l’ impressione che a mare i costruttori di molte case ci sono andati veramente e per testimoniare ciò hanno anche portato pure un bel po’ di sabbia, con la quale da piccolo io facevo il castello, loro da grandi le case e anche gli ospedali.
Era così bello l’ ospedale al punto che secondo l’ ex ministro De Lorenzo all’ ospedale ci “mangiavano” tutti, peccato che ora dicano che sia inutilizzabile.
Oggi ci cono stati i funerali (ma molti ancora mi sa che non li hanno cercati, sembra siano invisibli), non ci sono andato, non mi andava di vedere chi negli anni ha costruito con tangenti e mancati controlli un terremoto lungo una vita.
Torno in tenda sperando che nessuno dei “giornalisti” mi svegli per chiedermi perchè sono in tenda.
Uno che ha pensato a chi è solo nel nulla.
Riccardo














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Buongiorno!
Perdonatemi per l’assenza di ieri, ma è stata una giornata intensa. Di emozioni, tutte molto forti. Prima di iniziare il mio resoconto, vorrei cercare di far comprendere a quanti di voi mi invitano a scrivere di più, a rispondere ai numerosissimi commenti e ad accettare le amicizie su facebook quali sono le mie condizioni.La carica della batteria del pc dura meno di due ore e la possibilità di ricarica mi è data nel campo non più di una volta al giorno.[...]http://miskappa.blogspot.com/2009/04/buongiorno-perdonatemi-per-lassenza-di.html
Inimmaginabilmente vero, triste, insopportabile. Vicini a chi è solo nel nulla, indignignati e increduli per chi si è macchiato del sangue di chi pensava di essere al sicuro, paura di essere tutti inesorabilmente soli e senza protezione.
Grazie Kirghy
http://www.youtube.com/watch?v=VwlUXroLmhE&feature=related
grande ricca!!!
Bellissima riccardo…stupenda…
davvero molto toccante, la parte sul presidente poi descritta così è tremendamente da brivido…che dura prova si ritrovano ad affrontare, spero trovino la forza e fiducia in se stessi sufficienti a rialzarsi, avranno bisogno di sostegno dall’esterno ma il grosso toccherà a loro inesorabilmente.