“Palermo non mi piaceva per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”
La citazione sopra enunciata è una delle citazioni più belle di P. Borsellino, un uomo che rappresentò insieme a G. Falcone la lotta alla mafia, insieme rappresentarono l’Italia che voleva cambiare, l’Italia che voleva vivere nella libertà. Uomini morti per noi che volevano cambiare questa società, volevano che non sia più permesso che degli adolescenti muoiano reclutati dalle mafie perché la società non offre loro alcuna alternativa alla malavita, volevano poter respirare a pieni polmoni un aria pulita e ricca di coraggio e cambiamento, sono uomini questi da cui prendere esempio. Tutti sappiamo che niente accade per caso, e dunque anche l’essere nati in un luogo e non in un altro, vuol dire essere stati chiamati a vivere, nel senso più ampio e più bello che questa parola esprime, nella propria terra, cercando di lasciarla un pò migliore di come l’abbiamo trovata.
Ma spesso mi chiedo “Ma siamo sicuri che questa terra voglia proprio cambiare? “Mi guardo intorno e per le strade avverto una sorta di assuefazione ai titoli dei giornali che campeggiano ormai stanchi nelle edicole, vedo la gente assistere stanca e annoiata a tutto ciò che accade. La nostra, purtroppo, è una terra dove è possibile vedere persone accusate di illeciti o condannati per corruzione, mafia, evasione fiscale, abuso d’ufficio, dove molti reati sono depenalizzati come per esempio i falsi in bilancio, molti sono i deputati accusati o condannati definitivamente per vari reati che siedono imperturbati in Parlamento, e mentre i telegiornali e i giornali nazionali occultano le verità, mostrando solo quello che fa più comodo agli uomini di potere, che fa la mia gente? Perché non corre nelle piazze a gridare la legittima voglia di cambiare il presente di questa terra? Oggi è pur vero che il numero delle associazioni, degli attivisti è in aumento perché sempre più numeroso è il numero di persone stanche di questa triste realtà. Anche nelle scuole i progetti di educazione alla legalità, con gran fatica e con sempre meno fondi, cominciano ad essere un immancabile tassello dei programmi formativi. Ma tutto questo può bastare? C’è una città che assiste in maniera troppo distratta a questi piccoli e umili cambiamenti. Il perché? Perché siamo così, siamo nati stanchi e siamo perennemente annoiati. Ingolfati dall’ipotesi del volo, avendo la possibilità di spiccarlo ci accontentiamo nell’immaginarlo. C’è gente convinta del fatto che scendere a patti con il potere sia il modo più comodo e migliore per garantire la sopravvivenza in questa giungla d’interessi economici egoistici. C’è gente che vede le varie associazioni, i gruppi di attivisti dei movimenti ancora troppo elitari, fatti da pochi, scarsamente organizzati, sognatori, paladini della giustizia che credono di cambiare il mondo portando avanti le loro battaglie. Quando invece, questo è un popolo di persone che sebbene ha scarsi riconoscimenti, ha ogni giorno la fortuna di assistere in diretta al cambiamento. Questo privilegio ha la faccia di tanti ragazzi il cui valore più alto è la libertà e che volontariamente lavorano, si impegnano al fine di produrre un cambiamento sociale. Ovviamente questo avviene grazie alla partecipazione delle persone che formano la società e che ne permettono di conseguenza il cambiamento. Delle volte, si tratta di quegli stessi ragazzi di Ballarò e della Vucciria che danzano con i propri coetanei Marocchini e Tamil nelle varie iniziative multietniche (alla faccia di chi li vuole rispedire nei propri paesi) che vengono organizzati all’ombra di quei mercati dipinti da Guttuso. Sono quegli stessi ragazzi che sono cresciuti sgomitando per i propri diritti e che volontariamente si attivano per cambiare concretamente questa realtà e che ti fanno sentire meno “inutile” di quanto tu possa immaginare. Questi sono i ragazzi che ci guideranno in una città giusta e libera dalle mafie e da ogni forma di malgoverno. Impariamo a fare le scelte giuste, senza rimanere risucchiati in quella zona grigia abitata da chi per comodità, ignavia e alcuni anche per paura, si limita a coltivare il proprio orticello, facendo finta di non vedere le azioni illegali che talvolta vengono poste in essere proprio da chi detiene il potere. Apriamo gli occhi e alziamo la testa!
Scritto da Memole














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Mary complimenti davvero per questo articolo…