Istruzione: lettera aperta al presidente Lombardo

Pubblichiamo la lettera aperta di Giacomo Russo, precario ATA in sciopero della fame dal 25 agosto (insieme ad altre 5 persone) interroto solo ieri quando è arrivata la notizia della convocazione da parte del presidente della regione Lombardo in seguito a questa lettera.

 

Gentilissimo Presidente Lombardo,

 

sono Giacomo Russo, tecnico ATA in sciopero della fame presso il Provveditorato di Palermo, da più di 10 giorni, insieme ai miei colleghi.

 

Le scrivo velocemente, perché ancora una notte sta scendendo sul nostro gazebo e, ancora una volta, ci troverà al buio, soli, lontani dai nostri familiari, accompagnati soltanto da quei fastidiosi, vicinissimi squittii e dal sottofondo musicale dei crampi allo stomaco, che sembrano volerci borbottare: SIETE DEI FOLLI!

 

Probabilmente lo siamo davvero, Presidente. Perché noi crediamo fermamente in quello che facciamo. Crediamo di trovarci ancora in un Paese democratico, nel quale le istituzioni debbano tutelare i cittadini, ascoltarli, accogliere le loro richieste di aiuto e le loro grida di dolore.

 

E invece i giorni passano e noi siamo qui, prigionieri di una scelta difficile, intrisa di sofferenza, in attesa di un serio segnale, da parte delle istituzioni, che vada al di là delle pur importanti manifestazioni di solidarietà che in questi giorni abbiamo ricevuto.

 

Non le nascondo di essere scoraggiato: in questi giorni abbiamo appreso della convocazione dellAssessore Leanza, per quanto riguarda lapplicazione dellaccordo MIUR-Regione Sicilia, che dovrebbe servire a recuperare una piccola parte dei posti che si perdono. Ebbene, pur comprendendo limportanza di questo tavolo tecnico, non posso fare a meno di dirle che il problema dei precari resta. Se anche, grazie allaccordo, si riuscisse a recuperare 900 posti, quale sarebbe il destino degli altri 6300 precari della scuola siciliana, rimasti senza lavoro?

 

Vorremmo sapere cosa sarà di noi e delle famiglie di tutti i precari siciliani. Vorremmo sapere se i nostri rappresentanti hanno intenzione di prendersi carico in toto delle conseguenze di questa annunciata tragedia occupazionale. Vorremmo sapere se Lei, Signor Presidente, è disponibile ad incontrarci ufficialmente e ad aprire un tavolo di trattative, finalizzato a trovare soluzioni serie, per tutti i precari rimasti a casa a causa dei tagli operati dal Governo Nazionale. Perché fino ad allora continueremo, anche a costo di gravi conseguenze per la nostra salute, a digiunare.

 

Non so dirle se arriverà prima la sua visita, o la fine delle nostre forze, ma una cosa la so con certezza: ed è che se anche non avesse risposte immediate per noi, non basterà ignorarci, per renderci invisibili, inesistenti.

 

Noi CI SIAMO, e nell’attesa di poterla incontrare, continueremo a coltivare il sogno di una scuola di qualità, di una Regione virtuosa, di un Paese democratico, nel quale il diritto all’istruzione dei figli si coniughi indissolubilmente col diritto al lavoro dei padri.

 

Giacomo Russo

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.


Non hai gradito (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>