dall’iniziativa “Mi oppongo all’opposizione” di Luciano Crimi
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Chiediamo ai 32 dipendenti infedeli perchè erano assenti al voto di fiducia sullo Scudo Fiscale.
Con la sua assenza ho avuto modo di rendermi conto che strada ha scelto il PD.
La strada dell’accondiscendenza del potere mafioso e corrotto di questa maggioranza.
Complimenti a Lei per la sua assenza al voto di qualche giorno fà sullo scudo fiscale.
Saluti
Un ex elettore di sinistra
Risponde:
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CAPODICASA
Mi complimento con lei per la velocita’ con cui ha capito tutto.ma come ha fatto a scoprirmi?e io che per aiutare il governo e i mafiosi senza farmi scoprire mi ero beccato un ricovero in terapia intensiva,mi ero fatto venire uno choc anafilattico da intossicazione alimentare,quindi mi sono fatto scendere il ritmo cardiaco a 27 battiti al minuto e la pressione a59,e sono rimasto in queste condizioni x 12 lunghe ore e per evitare che qualcuno si insospettisse mi ero fatto attaccare due flebo…tutto inutile!sono stato scoperto lo stesso.pazienza.capodicasa
Non risulta dai dati che ho.
Se le fosse successo questo e se è vero mi scuso.
Resta il fatto che il suo partito parla parla ma non si oppone. Inutili.
Io non so che dati ha lei. so quelli che ho io e la pregherei di non dubitare di quanto affermo.in ogni caso puo’ rivolgersi all’ospedale della mia citta’.puo’ darsi che le dicano che mi hanno visto passare di la’ in questi giorni.diversamente se le interessa le faro’ avere la relazione di dimissione dall’ospedale.quanto poi al tenore della nostra opposizione mi dica cos’e’ che per lei non va equal’e’ l’opposizione che preferisce e che considera più’ utile e le rispondero’.capodicasa
Ma scusi lei non è il parlamentare siciliano in aria di mafia?
Si legge su internet………..
Al Capodicasa veniva invece attribuita la solare responsabilità nella sfacciata copertura politica fornita dal medesimo e dagli altri esponenti della sua corrente ai sindaci diessini arrestati per mafia in provincia di Agrigento”. Nell’atto viene citato in primo luogo l’onorevole Calogero Gueli, sindaco di Campobello di Licata, sodale di lungo corso dell’onorevole Capodicasa, “le cui attività di natura paramafiosa erano note già da tempo, ben prima dell’arresto suo, del figlio e del genero, avvenuti nel 2005” (i tre sono già stati condannati in primo grado, per 416 bis, a vent’anni complessivi di reclusione)”
Mi scuso di essermi scusato e di averla considerata una persona onesta.
D’altra parte un provvedimento del governo come lo scudo fiscale non poteva che essere sostenuto da gente in odore di mafia. Tutto si spiega.
Mi segnali per favore in quale sito si trovano le cose che lei riporta.e mi spieghi perche’ lei crede alle cose che li sono scritte.poi se vuole le daro’ le risposte che vuole,ovviamente assumendosi ognuno le responsabilita’ delle cose che dice.detto questo ritirando le scuse intende dire che mi sono fatto venire lo choc anafilattico apposta?ma lei si e’fatto visitare?
Il sito è il giornale di Padellaro, l’unico giornale libero in Italia. Il fatto
Cmq il giorno dopo è uscita anche la notizia del suo problema di salute. Ci devo credere visto che Fioroni era contemporaneamente malato e presente ad una Conferenza stampa?
Ho il beneficio del dubbio anche se dovrei credere alla parola di un politico coinvolto in amicizie mafiose.
Se il fatto dice le cose che le mi riporta provvedero’ a querelarlo appena mi rimetto in piedi.anche a lei consiglio di non usare, su di me questo linguaggio:dopo più’ di 40 anni di impegno politico nessuno puo’affermare impunemente che io abbia,o abbia avute, amicizie con mafiosi. Puo’ capitare ed e’ capitato che persone insospettabili da me conosciute,siano state coinvolte in vicende giudiziarie per favoreggiamento alla mafia,ma non pretendera’ che risponda io della condotta di altri.se cosi fosse,(visto che lei legge il fatto),anche di marco travaglio si potrebbe dire che avendo avuto rapporti di conoscenza e di amicizia con Ciuro e’ amico di mafiosi e la stessa cosa si potrebbe dire d tanti altri che vivono in sicilia;credo che possa convenire con me sull’assurdita’ di questa tesi.il caso gueli e’ uno di questi.non e’ vero che prima dell’arresto gueli fosse stato coinvolto in vicende di mafia.sarebbe lungo parlarne,ma ,se lei vuole,sono pronto a farlo magari sul cartaceo che mi viene più’ semplice.per quanto attiene alla mia malattia vedo che dubita ancora;mi dia un indirizzo postale e le inviero’copia della relazione medica di dimissione dall’ospedale.cosi,spero, che finalmente si potra’ convincere.solo oggi,dopo 1o giorni la mia pressione e’tornata intorno a 100 e i battiti intorno a 50.fioroni da ammalato e’ andato ad una conferenza stampa,io dopo non so quanti decenni,oggi non ho potuto partecipare ad una iniziativa del mio partito.saluti
Le avevo già detto che Il fatto aveva specificato, nel numero successivo a quello in cui forniva l’elenco degli assenti, il suo problema di salute. Ci crediamo col beneficio del dubbio.
Le consiglio però di leggere l’articolo nel numero del 3 ottobre a pagina 10, l’articolo che le riguarda….
L’AVVOCATO ANTIMAFIA ESTROMESSO DAL PD
nell’articolo si confermano i suoi rapporti mafiosi.
Saluti
Vedo che vuole mantenere il dubbio sul mio stato di salute.faccia lei,cosa vuole che le dica.per quanto riguarda l’articolo del fatto quotidiano me lo procurero’ e se fa quelle affermazioni lo querelero’.quell’articolo,glielo ribadisco non puo’”confermare”i miei rapporti mafiosi perche’ non solo non ne ho,ma io la mafia l’ho sempre combattuta,puo’solo tentare di diffamarmi,e dal titolo che lei mi riporta ho capito quale ne e’ l’origine.penseremo anche a questo,al momento vedo come prioritario ristabilirmi.saluti.
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MADIA
Sono stata assente dal voto finale sullo scudo fiscale. Non da quello sulle dalle pregiudiziali, al quale ho partecipato. Sono stata lontana da Roma per degli importanti accertamenti medici. Accertamenti legati a qualcosa di serio e doloroso: altro che “la febbre a 39″ come ha scritto Repubblica. Questo impegno era inderogabile e ha rappresentato una necessità per la mia vita, che non potevo posticipare. Mi da fastidio parlarne ma sono stata chiamata, da tanti cittadini delusi, in causa. Ho cercato di rimanere a Roma fin quando mi è stato possibile. Ho avvertito con largo anticipo il gruppo di questa necessità. Ho un altissimo numero di presenze e interventi in Parlamento. Sia in commissione lavoro che in aula, con provvedimenti e interrogazioni. Non mi piace sbandierarlo ma sono i numeri a dirlo. Seguo i provvedimenti e considero ogni voto importante. Ho seguito lo scudo fiscale, che ritengo una misura vergognosa, sin dal suo approdo in aula, . Ho scritto e presentato degli emendamenti al decreto legge, sono intervenuta in discussione generale, ho votato per cercare di dichiararlo incostituzionale. Quando il mio corpo non ha retto più ho dovuto assentarmi. Questa non è una giustificazione. Non si esaurisce la mia responsabilità. La mia assenza, insieme a quella di altri, ha certamente contribuito a non battere la maggioranza nella mattinata di venerdi’. E’ stato un incidente con una conseguenza politica, la cui responsabilità accetto fino in fondo. Chiedo profondamente scusa ai cittadini e al mio gruppo parlamentare.
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D’ANTONI
Egregio signor Crimi,
Mi chiamo Alessandro Potenza e sono l’assistente di Sergio D’Antoni. La sua delusione è ben comprensibile nel contesto di ciò che e’ accaduto venerdi’. Tuttavia credo sia sbagliato e ingiusto lanciare “sentenze” preventive e individuali o accuse pesanti come quelle che ha avanzato senza prima verificare la versione dei singoli. Sono a informarla che D’Antoni non è stato in grado di votare a causa della necessita’ di sottoporsi a ricovero urgente presso la clinica univeritaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Per farle capire quale sia il suo pensiero su questo decreto-scandalo le allego a un articolo pubblicato questo lunedì su Europa
Con cordialità,
Alessandro Potenza
3294253282
ufficiostampa@sergiodantoni.it![]()
Avrei preferito che mi mandasse un documento provante il suo ricovero piuttosto che articoli che tutti gli oppositori assenti al condono hanno fatto. Mi avrebbe di certo convinto.
Mi rimane però il dubbio visto che un suo collega, Fioroni, era contemporaneamente malato e presente ad una conferenza stampa a Torino.
Saluti
Se vorrà contattarmi potremmo prendere un appuntamento in cui sarò felice di darle le “prove”di quanto affermo. Quanto a Fioroni, si rivolga a lui. Ripeto ancora una volta che, personalmente, comprendo alla perfezione il suo stato d’animo. Il dato politico generale è sotto gli occhi di tutti. Però, sul piano individuale, non credo sia corretto dare colpe o giudizi senza prima verificare la versione dei singoli.
Molto cordialmente,
Alessandro Potenza
Sarò felice di verificare la sua documentazione.
Volevo approfittarne anche per chiedere se nel suo ufficio stampa il personale è tutto regolarizzato.
Spero non abbia problemi a dimostrare anche questo.
Io abito a Palermo
Il mio numero è 347********.
Saluti
Guardi che l’addetto stampa di D’Antoni sono io. Mi faccia capire: vuole vedere il mio contratto di lavoro? Non si crucci, ho regolare contratto giornalistico, peraltro non pagato dalle sue tasche. O magari vuole il numero del mio tesserino professionale, con tanto di riferimenti dell’iscrizione all’Inpgi?
Non le sembra di essere andato un poco fuori tema? Ho l’impressione che lei cerchi solo un pretesto per far polemica.
Saluti,
A.P.
Lei ha risposto in prima persona come se fosse D’Antoni. Io ho pensato di rispondere ad una sua dichiarazione.
No no, non voglio fare polemica. Siccome ho visto un bel servizio delle iene dove il 62% dei portaborse e dipendenti vari dei nostri politici sono pagati in nero, nonostante loro abbiano una bella indennità a proposito, mi è venuto normale chiedere anche questo.
Non ne sono sicuro ma se il parlamentare riceve indennità accessoria per assumere portaborse e/o altro personale allora credo di pagarla io.
Quindi se volesse togliermi questo dubbio ne sarei felice. Inoltre anche se non la pagassi io, mi farebbe piacere che un parlamentare fosse trasparente e dimostrasse carte alla mano che rispetta le regole.
Ecco il servizio. http://www.youtube.co…![]()
Cordiali saluti
Egregio signor Crimi,
Le rispondo senza alcun problema: l’indennità di cui lei parla scatta solo se il collaboratore è “inquadrato” come assistente parlamentare. Io lavoro invece come addetto stampa, e dunque non vengo pagato dalla Camera dei deputati (se così fosse, lei avrebbe ragione a pensare che che a pagarmi sia il contribuente!). Sono giornalista professionista (n.tessera professionale 068479) con regolare contratto giornalistico a progetto.
Saluti cordiali,
Alessandro Potenza
Possiamo dire che la pago indirettamente? Buona parte dei soldi che le arrivano forse sono miei. Se D’Antoni fosse stato un semplice cittadino invece che parlamentare lei avrebbe lavorato per lui ugualmente? In caso di risposta positiva allora faccio un passo indietro.
Tengo a precisare però che, al di là della giustificazione di malattia, debbo citarle diversi casi in cui ho visto cittadini normali andare a votare nonostante problemi di salute, anche su sedia a rotelle. Come vede quando si vuole si puote. Non conosco la gravità della malattia e non posso scendere nei particolari ma siamo proprio sicuri che non si “puoteva”.
Saluti
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GRASSI
L’on. Gero Grassi, venerdì 2 ottobre 2009 è stato assente per motivi di
salute.
Cordiali saluti.
Anna Dicanio
Segreteria On. Gero Grassi
Dott.ssa Anna Dicanio
Piazza Moro, 22 – Bari
Tel/Fax: 080.57.39.701
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MELANDRI
Caro Luciano, cari Amici,
comprendo bene la rabbia che avete provato e che provate ed il legittimo desiderio di esprimere anche con durezza tanta delusione. Sono dispiaciuta e rammaricata come voi per ciò che è successo. Anzi sono profondamente turbata. Consentitemi, però, di spiegare la mia personale situazione.
La mia assenza dall’aula venerdì scorso non era dovuta a disinteressamento o superficialità. Il giorno precedente, infatti, in occasione del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità al provvedimento sullo scudo, c’ero ed ho, ovviamente, votato contro. Venerdì non ero in aula perché, come già ho detto, sono stata mandata dal mio partito a Madrid ad un congresso internazionale di progressisti europei ed americani, promosso dalla Fondazione Ideas del Premier Zapatero e dall’Obamiano Center for Progressive America.
La mia partecipazione era stata decisa e comunicata dal Partito Democratico (a nome e per conto del quale partecipavo!) già da oltre un mese. Giovedì pomeriggio, comunque, dopo aver votato e prima di partire, ho chiesto nuovamente alla Segreteria del Gruppo parlamentare del PD se fossi ancora autorizzata alla missione ed ho ottenuto un rinnovo del consenso e della giustificazione per la mia assenza del giorno successivo. Del resto ciò non mi ha stupito – considerando che il Pdl può, purtroppo, vantare quasi 100 deputati in più di noi- ed è comprensibile che il Gruppo ritenga ininfluente, nei quotidiani equilibri dell’aula la presenza fisica di 3 Deputati (erano a Madrid anche Linda Lanzillotta e Lapo Pistelli) e li autorizzi ad andare in missione per il partito.
Altra cosa sono gli assenteisti cronici e i finti malati.
E’ ovvio d’altra parte che se mi avessero chiesto di non partire non sarei andata. Nessuno poteva immaginare che il giorno seguente ci sarebbe stato, in modo del tutto insolito, uno scarto così ridotto.
Lo ripeto: mi dispiace infinitamente per ciò che è successo e ne sono fortemente rammaricata come tutti voi. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto l’onestà di chiedermi il perché della mia assenza e, soprattutto, quelli che lo hanno fatto con spirito critico, ma con volontà di comprendere (ed eventualmente di non giustificare) senza, però, condannare a priori.
Un caro saluto.
Giovanna
Se il suo partito l’ha messa in queste condizioni e ha fatto harakiri ne pagherà le conseguenze. Molti sono delusi e non dimenticheranno questa ennesima caduta di stile.
Io ho perso la fiducia in voi diversi anni fa e adesso credo in IDV solo se naturalmente Di Pietro dovesse presentarsi da solo. In una coalizione con altre forze non andrò neppure a votare.
Saluti
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Ode al Catone Girgintano
Fino ad ora all’età di oltre sessant‘ anni
inerme fu ogni delazione dei sicofanti interni ed esterni
solo il mio candore fu l’artefice della mia rovina
Pochi e sozzi vermi hanno impedito che io mantenessi
il vanto della purezza
che ho tenuto nel reggere la cosa pubblica per oltre un quarantennio
Chiunque essi siano,
non ne farò il nome,
mi costringono a scrivere versi inconsueti
alla mia penna di poeta erotico e civile
Essi hanno voluto che io vivessi relegato nel gelido carcere
dell’Ucciardone
e il mio nome, ferito nell’orgoglio,
fosse messo alla gogna con l’ausilio dei mass-media
con l’accusa di appartenere alla famigerata ‘cosa nostra’
Avanti negli anni sopportai di mangiare le cibarie
che distribuivano in quella torre lugubre
come il canto dell’upupa
Renderò grazie ai miei che vollero portarmi conforto
per andare avanti
a loro rivolgerò un sorriso tutte le volte che mi sarà permesso
per l’indulgenza mostrata
varcando quel luogo indicibile
I giudici forse alla fine sapranno discernere
che è tutta un’impostura
e faranno si che io ritorni in mezzo alla mia gente con onore
Ma voi, spietati, nemico per sempre mi avrete come è giusto
Soprattutto con te, empio, nemmeno se l’acqua e il fuoco
l’oriente e l’occidente, primavera ed autunno
saranno una cosa sola
tornerà l’amicizia che frangesti con il tuo agire
Finché vita mi resti tra noi non ci sarà pace
guerra ti dichiaro e ti costringerò a fare la fine
di Licambe suocero di Archiloco
Allo stesso modo in cui Giobbe maledisse
il giorno della sua nascita
io maledico il giorno in cui nascesti e quello in cui nacquero
tutti coloro che parteciparono alla congiura
dal sicofante nostrano
ai due graduati che si sono inventati
“il corpo del delitto” dopo lunghi mesi
Non ci fu una sola stella favorevole e mite
nell’ora del tuo parto
né rifulsero la stella di Venere,
la costellazione maggiore o minore
in quell’ora gli astri non furono benigni con te
se ti diedero un cuore di tenebra
Il giorno in cui nascesti fu sgradevole per tutti,
il cielo era coperto da nubi tempestose come se fosse notte,
un gufo dalla famelica gola emise suoni macabri
Maledico tutti quelli che, trovandosi più in alto,
avrebbero dovuto avere prudenza
ed, invece, con assoluto disprezzo della dignità umana,
hanno permesso lo scempio che ha colpito l’intera mia famiglia
Dimenticando la scelta di vita decisa cinquant’anni fa
invoco il fato!
buia sia la tua vita finché avrai la fortuna di vivere
da vermo qual sei
e nei compleanni dei tuoi figli non gusterai più la torta
che mangiavi per la loro gioia
Qualcuno canterà i miei versi che,
come dardi avvelenati,
penetreranno le tue carni
come l’ira e il dolore trafiggono le mie carni
Possa tu soffrire quelle pene alle quali sono sfuggito
la tua vita sia infelice oltre ciò che possa essere immaginato
trafitto da piaghe purulente
e da dolori lancinanti alle ossa
per melanoma maligno
comparso all’improvviso
Io ti maledico e tu sai di meritare le mie imprecazioni
Ti neghi la terra rifugio,
il vento il suo soffio,
siano ciechi i tuoi occhi sicché non possano mai più avere la luce del sole
della luna degli astri celesti
Non abbiano cura di te i tuoi figli,
le tue labbra incapaci siano di ricevere cibo
la tua mente sconvolta sia come quella di Riccardo III
il gobbo e infido Re
che per un cavallo avrebbe ceduto il suo regno
Possa tu trascorrere notti insonni e giorni senza luce
esulti chi ti conosce per i mali che soffri
e preghi che ne abbia di più gravi
Al momento della morte il respiro abbandoni
il tuo corpo
straziato da una lenta agonia
o per avere due cavalli galoppanti in direzione opposta
scisso le tue carni come due mensili di porco quale tu sei
Il tempo non lenirà il mio odio per te
e la speranza di una tua morte atroce
nutrirà per sempre la mia vita
la tua morte e quella di coloro che ti stanno vicino,
come vespe velenose ed avvelenate dall’invidia
senza escludere i militi che si adornano del fregio
come il miles gloriosus di Plauto
La mia stessa morte non metterà fine alla mia ira
ma se morirai dopo mi vedrai
ed anche allora quando le mie membra cremate saranno disperse
in contrada fata
l’ombra mia come quella di Banquo perseguiterà
la tua carogna
abbandonata al ludibrio di iene sciacalli ed avvoltoi
Nelle veglie e nelle silenziose notti
ti apparirò
bagnando di sudore freddo la tua fronte per paura
di essere strangolato
In nessun luogo troverai pace, agitato vivrai
Anche se non hai mai avuto emozioni
da morto ti rifiuteranno il rito funebre
e nessuno piangerà la tua morte
La tua breve vita possa subire i mali subiti
dai mitici eroi del passato,
evocati da Ovidio per il suo nemico Ibis
mali che debbono colpire non solo te,
ma tutti quelli che parteciparono all’impostura
Se l’inferno esistesse,
lasciata questa dimora,
arderai tra le fiamme
o sarai collocato nella landa desolata
dove il ghiaccio pietrifica i dannati
o li costringe a battere i denti per l’eternità
questo è tutto il bene che ti auguro sciagurato
illustrissimi giacobini da strapazzo, vi siete divertiti a dare del mafioso a capodicasa perchè aveva delle frequentazioni con me, calogero gueli, condannanto in primo grado per concorso esterno con l’organizzazione delinquenziale di stampo mafioso e perchè l’avvocato arnone lo diceva da tempo che io avevo frequentazioni con la mafia. Ora si da il caso che il 25 novembre 2009 la quarta sezione della corte di appello di palermo mi abbia assolto del reato di concorso esterno perchè il fatto non sussiste, come la mettete con le notizie che contiunuate atenere sul blog senza dare la notizia della mia ssoluzione? Pretendo che pubblichiate subito un commento di scuse per le infamie che avete riferite su suggerimento del sicofante arnore che risponderà di tutto quello che ha detto e scritto su di me dinanzi ad un tribunale penale e civile, mentre voi avete solo l’obbligo di dare ampia notizia del mia assoluzione. E cercate di essere meno giacobini perchè la vita degli uomini onesti è ben diversa da come la rappresenta un essere spregevole come arnone. Grazie Calogeor gueli
Scrvi per dovere di cronaca e per riportare una notizia che smentisce le vostre affermazioni in merito ai rapporti tra Capodicasa e Calogero Gueli.
L’ex sindaco di Campobello di Licata, Calogero Gueli, il 25 novembre 2009 è stato assolto dalla quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo per non avere commesso il fatto, cioè il reato di concorso esterno in associazione delinquenziale di stampo mafioso. Non vorrei che i giudici sono persone straordinarie quando condannano e egreggi falsari quando assolvono. Unutile ricordare che una persona è innocente sino a quando l’eventuale sentenza di condanna non passa in giudicato. Sono le elementari regole di uno Stato di diritto. Le scuse sarebbero ben accette
Ringrazio tutti coloro che lottano per questa povera italia,tutto il resto molto presto paghera un conto salato ,che non sara’per mano mia o di chiunque altro, ma semplicemente per mano loro ,un implosione del partito democratico…. Presto quei signori sopra citati avranno l’Italia che si meritano e pultroppo anche noi p.s.madonna santa anche la Melandri noooohhhh
fate proprio SCHIFO VERGOGNATEVI C’è UNA VOTAZIONE IMPORTANTE E LORO VANNO A SPASSO PERl’EUROPA andreste presi tutti a caLCI IN CULO ed in quanto al sig. addetto stampa di D’ANTONI farebbe meglio a starsene zitto invece di leccare il culo al suo padrone.ma forse c’è ancora una speranza di avere 1 paese migliore :scendere in strada e fare come la rivoluzione francese,re LUIGI SILVIO 1.FUORI DAI COGLIONI ,ma si sa lui rimbambisce la gente con GF E TRASMISSIONI DOVE L’UNICO filo conduttore è il filo del perizoma che indossano