scitto da Memole

Venerdì 8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto si è tenuta la commemorazione di Beppe Alfano barbaramente ucciso dalla mafia l’ 08 gennaio 1993.
Chi era Beppe Alfano? Beppe Alfano era un insegnante che per passione faceva il giornalista d’inchiesta. Aveva una scrittura molto particolare, asciutta, diretta, affilata.
Nel ’91 lavorava per “La Sicilia” ma prima aveva fatto un sacco di radio privata. Era un marito ma soprattutto un padre presente, per le sue inchieste, per il partito o sindacato, non aveva mai trascurato la famiglia. Era un uomo che metteva il cuore nelle cose che faceva, un uomo testardo,determinato,coerente fino alla fine. Avrebbe potuto ritirarsi dalla partita in qualsiasi momento, ma non l’ha fatto. Aveva la sua missione di verità da compiere. Beppe Alfano era uno di noi,un uomo giusto e onesto!
Accanto alla famiglia Alfano un gruppo di ragazzi arrivati da Roma, Napoli,Matera che hanno affrontato un lungo viaggio in pullman pur di essere lì presenti.
E i Barcellonesi? Loro non c’erano!! Sui cittadini di Barcellona, ribattezzata come la Corleone del 2000, da 17anni è calato il silenzio, un silenzio omertoso. Ma chi proteggono queste persone?
Subito dopo la morte di Beppe Alfano nel paese girava voce che lui fosse stato ucciso per debiti di gioco, che forse aveva violentato una delle sue alunne. La solita strategia di mafia che uccide due volte, prima il cuore e poi la memoria.
Alle 15.30 è partito da via Marconi, dove si trova la targa commemorativa, un corteo diretto verso i locali della vecchia stazione ferroviaria dove su un grande striscione attaccato al muro della sala conferenza vi era scritto: ” A Barcellona il silenzio e l’indifferenza uccidono più del piombo”.
Hanno partecipato al convegno, organizzato dalla famiglia Alfano, Gioacchino Genchi, On. Antonio Di Pietro, l’Eurodeputata Sonia Alfano, il Senatore Lumia. Sono stati interventi forti,rivolti ai giovani che sono stati esortati a non mollare,a continuare a combattere e a credere nel cambiamento.
Genchi nel suo intervento dice:” Il ricordo fa paura, la rete fa paura.” Anche l’On. Antonio Di Pietro ha detto:” Non è più tempo di dividere la destra dalla sinistra, ma dividere le persone oneste da quelle disoneste! “.
La giornata si è conclusa con i ringraziamenti di Sonia Alfano che commossa ha ancora una volta ringraziato tutti i ragazzi presenti e tutti coloro che l’hanno contattatta tramite facebook.
Sonia Alfano è una donna che ha sofferto molto, una donna che ha ancora delle ferite aperte ma che nonostante tutto non chiede vendetta, comprende le paure delle persone e il loro silenzio, lei si arrabbia con gli uomini di mafia e non con la gente che definisce vittime di mafia.
All’accusa di aver usato il nome del padre per entrare in politica ha risposto :” Non ho usato il nome di mio padre perchè è anche il mio. E poi la politica è di tutti”.
Già, la politica dovrebbe riempire gli uffici di gente onesta capace di guardare il bene comune e non solo i propri interessi.
Fortunatamente le cose stanno cambiando, le idee si muovono e il coraggio pure, i giovani si informano e si indignano. Hanno una nuova coscienza civile e soprattutto non hanno perso la speranza!














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