scritto da Memole

Totò Cuffaro ex governatore della Regione Sicilia, Senatore dell’UDC e membro del consiglio di amministrazione Rai, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo a sette anni, nell’ambito del processo sulle talpe alla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano.
I giudici hanno riconosciuto l’aggravante del favoreggiamento a Cosa Nostra.La sentenza è giunta dopo 25 ore di Camera di Consiglio. Cuffaro non è amico di qualche mafioso, ma è amico e sostenitore della mafia in quanto tale, infatti l’attuale Senatore dell’UDC avrebbe messo il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro in condizione di scoprire una microspia nel salotto di casa e questo è un fatto che, secondo l’accusa e secondo la terza della Corte d’Appello, presieduta da Giancarlo Trizzino, ha favorito l’intera associazione mafiosa.
Cuffaro ha fatto sapere che tra una preghiera e l’altra lascerà ogni incarico nel partito, ma che manterrà saldo il suo sedere sulla poltrona da Senatore.
Crocetta, eurodeputato del partito democratico,a tal riguardo ha detto :” E’ giusto tutelare i politici nell’esercizio del proprio ruolo, ma sicuramente non lo è più quando compiono reati che possono essere considerati comuni, in questo caso con l’aggravante di aver favorito singoli mafiosi. Spero che questo messaggio, riguardo al risultato del processo – continua Crocetta- serva ad aprire gli occhi ai siciliani e italiani che in buona fede continuano a credere in una certa classe dirigente e che si abbia quel rinnovamento morale che il paese deve avere.
Sonia Alfano Eurodeputato dell’Idv e presidente dell’Associazione nazionale familiari vittime di mafia, ha affermato: “Credo che per Cuffaro sia arrivata l’ora di dimettersi dalla sua carica di senatore e di lasciare la sua poltrona in commissione di Vigilanza Rai . Ritengo - prosegue - che non sia lui a dover vigilare, viste le condanne riportate. Cuffaro stesso ha affermato di rispettare la sentenza, ma le parole non bastano, ed è arrivato il momento di dimostrarlo, lasciando spazio alle persone oneste». «Questa condanna - conclude - conferma il sistema politico clientelare e mafioso su cui l’ex governatore ha basato la sua carriera politica e che ha contribuito a ridurre in schiavitù il popolo siciliano».
















