Parliamo di Plastica

scritto da Clay 

Sono certa che qualcuno di voi si sarà chiesto…

“Cosa sono quegli strani simboli e numerini, impressi sugli oggetti in plastica che comunemente usiamo?”

Ecco qualche informazione per i curiosi:

Sono simbologie denominate come International Universal Recycling Codes (Codici universali internazionali di riciclaggio), che indicano informazioni sul materiale in questione.

Proprio da questi simboli, quindi, possiamo chiarirci le idee su cosa si possa differenziare e cosa no.

Ad esempio, sono al momento riciclabili solo le plastiche in PET, PVC, PE (es. alcune bottiglie e flaconi).

Questo significa che sacchetti, bicchieri, posate, piatti e alcune bottiglie di plastica (praticamente oggetti che purtroppo fanno parte della nostra quotidianità) non sono riciclabili, poiché sono fatti in PS (polistirolo)…ovvero il triangolino con il numero 6 all’interno. Questo comporta un grave problema ambientale poiché la plastica occupa in discarica, a parità di peso con gli altri rifiuti, uno spazio molto maggiore, pari a circa il 25% del volume e praticamente non si decompone. Le alternative, oltre i classici bicchieri di vetro, possono essere diverse, ad esempio quelli di carta (proprio come quelli che vediamo nei film americani) o le stoviglie in  Mater-bi. Purtroppo, realisticamente parlando, se ordini un caffè dal bar è difficile attualmente che lo portino in un bicchierino di carta o che, se  vai ad una festa, non trovi piatti e posate di plastica…La nostra realtà è ancora da educare in tal senso e sono le aziende per prime che dovrebbero riorganizzarsi. L’ usa e getta, nato per andare incontro alle esigenze di una società che va sempre di fretta, è rischiosamente dannoso a lungo andare, quindi da cercare di evitare il più possibile, ma se davvero necessario, sarebbe almeno opportuno che questi oggetti siano fatti con materiali biodegradabili e riciclabili, in modo da poter  affievolire il problema. Sicuramente il primo passo consiste nell’essere informati e consapevoli, ma è anche vero che si deve pur cominciare da qualche parte, anche nel nostro piccolo, iniziando a modificare qualche abitudine. Ad esempio, a casa mia, tipica famiglia dove tutti  lavorano e si corre a destra e manca, tornando a casa tardi per i pasti e in orari diversi, si usavano ormai quasi esclusivamente stoviglie di plastica, cosa che negli ultimi mesi ho del tutto abolito… Infatti, visto che sono la prima a rientrare a casa, quando sistemo la tavola, apparecchio direttamente per tutti, rigorosamente con piatti e bicchieri di vetro!Insomma con un po’ di volontà ed interesse per l’ambiente che ci circonda, che alla fine riguarda noi, possiamo provare a fare qualche passo avanti verso il cambiamento, in un contesto sociale che ancora non è del tutto pronto. Infine, ecco la risposta ad un’altra curiosità, che spesso ci si pone, riguardante il numerino che leggiamo sotto le bottiglie di plastica. Erroneamente molti pensano che indichi il numero di volte in cui si può utilizzare una bottiglia,in realtà, almeno in Italia, indica lo stabilimento in cui è stata prodotta, quindi la rintracciabilità. In bacheca ne stiamo parlando QUI Fonte: http://www.wwfroma11.it/stili%20di%20vita/raccodiff/raccdiff.htm

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One Response to Parliamo di Plastica

  1. salve io mi occupo di lavoro crattatella(granita)volevo sapere per i bicchieri ed cucchiaini piu cannuccie prezzo dei biccheri da 100ml 150ml 200ml 300ml.attendo vostra risposta distinti saluti guida girolamo

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