
Tu povero italiano: “I’m Giulia. Nice to meet you too!”
Straniero: “Where are you from?”
Tu povero italiano: “Italy, and you?”
Straniero: “Wowo! You’re italian! Mafia, pizza and Berlusconi!”
<Ma porca di quella ****! Non era “pasta, pizza e mandolino”?!>
Ecco con questi pensieri termina qui la perfetta conversazione da manuale appena cominciata … eri fiero del tuo perfetto inglese, uguale uguale al libro di testo della terza media, e invece no!
Ha inizio un brainstorming di cliché, e non, sull’Italia ma soprattutto sul popolo italiano.
Mi ritrovo a parlare con degli stranieri che mi capiscono meglio degli italiani, come se fossero tutti grillini, mi limito a fare facce tristi, mortificate e dispiaciute ad ogni esempio di “fattaccio italiano” che mi propinano e che vogliono che IO spieghi meglio, ma cosa c’è da dire?
Cosa dire sul primo ministro di un Paese che va con le minorenni, cosa dire sul perché gli italiani non sanno votare, cosa dire sulla mancanza di informazione e sul fatto che nessuno sembra accorgersene, cosa dire su una politica che si occupa solo degli interessi di chi ha una poltrona in parlamento, cosa dire sui continui favori alla mafia che usiamo regalare?
Se avete la faccia tosta di molti italiani potreste tranquillamente traslare il discorso verso rifugi più sicuri, partendo dal sole e dal mare per arrivare alla cucina, ai dolci, alla musica, nessuno straniero vi resisterà e dimenticherà in un istante tutte le domande precedenti.
Fare finta di non avere capito perché il vostro inglese è pessimo non funziona, rischiate di offendere e indisporre il vostro interlocutore (davvero volete fingere di non avere capito le parole “mafia” e “Berlusconi”?!) .
Se siete proprio disperati, intonare “o sole mio” potrebbe ancora salvarvi.
Se invece il terrore vi assale a tal punto che nemmeno la tanto amata e semplice parola “pasta” raggiunge le vostre cellule cerebrali, siete assolutamente fottuti, soprattutto se in giro qualcuno si è accorto di questa bella conversazione e vuole farne parte. Ne discende una lotta assolutamente impari in cui hai l’assoluta certezza di perdere e in cui tutti gli altri hanno, stampato in faccia, il ghigno sbeffeggiante di chi assapora già la vittoria.
Ma stranamente tu non li odi, anzi ringrazi il cielo per non avere fatto solo gli italiani, così succede che cominciano a provare pena per te dato che sei assolutamente incapace di difendere i tuoi connazionali e la tua patria o quantomeno provarci, e alcuni ti fanno il favore di ricordati la “pasta” così ti svegli in un lampo da quell’incubo e capisci che ti è stato aperto il varco della salvezza e ti è stata indicata la strada per fuggire …
Altri invece dopo averti fatto a pezzi ti propongono anche qualche soluzione che si potrebbe adottare in Italia per uscire fuori da questa melma, senti cose come “farsi l’informazione da soli, parlare di più di cosa succede nel Paese sia in famiglia che tra gli amici, fare circolare la verità, parlare con la gente magari nelle piazze, organizzare giornate e manifestazioni tematiche, denunciare le falsità, usare internet non solo per cazzeggiare, spegnere la tv, non comprare più i giornali, guardare programmi esteri, tirare in causa l’unione europea ogni volta che si può”, ecc…
Ecco.
Qui la tua integrità fisica e mentale dipende intanto dal tuo grado di sopravvivenza sino a questo stadio ma soprattutto da che tipo di italiano sei:
· se te ne sei sempre fregato di tutto e di tutti potresti anche illuminarti di colpo e scoprire un nuovo te stesso (deo gratias!);
· se sei uno dei “babbani”, ovvero un italocredente, non credo che riuscirai a superare questo momento senza conseguenze, magari sei arrivato a pensare che le ultime notizie sulle abitudini sessuali dei tuoi amati governanti siano facili ed evidenti pretesti per attaccare e giudicare, solo che spesso non ci si ferma a queste “banalità” e lì, caro mio, non so proprio immaginare che fine potresti fare, forse ti svegli o forse richiederai un posto all’ospedale psichiatrico;
· ma c’è anche di peggio perché se invece ,per sfortuna , sei uno di quei poveri sfigati che ha provato e prova a cambiare le cose (facendo proprio quelle cose lì elencate dagli stranieri!!!!!) e a smuovere le coscienze anche di un minimo (magari quelle di mamma e papà, cugini e cognati) hai due possibili modalità di reazione:
1. Bestemmiare o imparare a bestemmiare all’istante, buttarti a terra in ginocchio e chiedere al padrone dell’inferno di venirti a prendere subito con una bella torcia infuocata;
2. Alienarti da te stesso, ovvero uscire metafisicamente dal tuo corpo con una grande forza di volontà e concentrazione, e parlare come se fossi un generico non-italiano ,nel 1890, in un salotto inglese a sorseggiare del the mentre discuti di usi e costumi del mondo con qualche scrittore in voga alla Oscar Wilde.
Si lo so, è difficile e ti porta via almeno 20 anni della tua vita, ma è l’opzione meno invasiva e più promettente.
Adottando quest’ultima soluzione è facile ritrovarti a “tistiare” (far cenno con la testa per dire “si, sono d’accordo”) o a far fuoriuscire suoni dalla tua bocca che fanno pressappoco così “yeeees!” , “that’s it!”, “exactly!”, un’infintà di volte.
Quello che succede al tuo interlocutore forse dipende dalla nazionalità, devo ancora verificarlo, generalmente ti danno la sensazione di essere delusi dal fatto che l’unico italiano con cui stanno parlando non reagisce come pensavano ma anzi è d’accordo, non riesci a rispondere alle loro domande del tipo “ma a cosa pensate quando votate?”, “ma come fai a credere a tutto quello che dice la tv italiana?”, “ma perché Berlusconi è ancora presidente e non lo cacciate?”, loro vorrebbero sapere cosa succede nella testa degli italiani ma tu non sai rispondergli perché vorresti saperlo anche tu. Che strazio!
Quelli più delusi innanzitutto sono i francesi, e sono anche i più sadici, quelli che ti guardano come un leone guarda la sua gazzella da sbranare (beh però coi francesi viene facile passare al contrattacco eh!);
i turchi e i libanesi ti ridono in faccia senza ritegno, ovviamente se prima ridi tu (è doveroso precisarlo), si perché, vuoi o non vuoi, durante la conversazione ridi o per non piangere o per isteria;
i tedeschi sono i più pragmatici, si focalizzano poco sul “cosa” e vanno dritto al “perché” e al “come” si fanno o non si fanno certe cose;
con gli spagnoli invece è facile cambiare subito discorso, quasi non ne posso più nemmeno loro, ma sono quelli che una battuta non se la lasciano scappare;
gli svedesi sono molto discreti, credo si vergognino per te e non fanno mai domande dirette, a volte ti “usano” per riscaldare l’atmosfera perché sei italiano ma raggirano molto il discorso.
Ovviamente queste sono delle mere generalizzazioni che puoi trarre al primo approccio, è tutto da verificare una seconda volta sempre se ti resta ancora l’energia dopo queste scazzottate psicologiche, una settimana di convalescenza dovrebbe essere sufficiente, ce ne vuole un’altra per trovare la carica per riuscire ad iniziare tu il discorso stavolta, perché tanto sai che prima o poi succede, e riuscire a dare la prova che in Italia non siamo tutti uguali anche se sembra.
Se ti capiterà di sognare un’invasione del mondo in Italia non ti preoccupare è fisiologico, come desiderare di vivere all’estero e mandare tutti a fanculo (ah si, anche le parolacce in italiano funzionano, puoi scegliere tra “o sole mio” o “minchia” -in a sicilian way- agli stranieri piace), ma noi siamo meglio di così.
Yes! Italy: Pasta, pizza and … it’s your choice!
(if just we were able to choose…)














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