Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male. Oscar Wilde

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Articoli della categoria: Ambiente

MAR
10th

Partito il progetto “Palermo Differenzia”

Pubblicato in Ambiente, Economia, Politica da clay

scritto da Memole 

E’ arrivata a Palermo la novità della raccolta differenziata. Si tratta proprio di una novità perché nonostante la presenza dei cassonetti del riciclo ( carta, plastica, vetro) in buona parte della città, quelli ad usarli sono solo una minoranza dei cittadini palermitani. Dall’8 di Febbraio è iniziata così la vera raccolta differenziata, quella che tutti dovremmo fare per la nostra salute e  la salvaguardia dell’ambiente. “Palermo Differenzia” consiste in un nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta rivolto ai privati e agli esercizi commerciali, promosso dal ministero dell’Ambiente, il CONAI e l’AMIA. Il progetto coinvolge 15mila palermitani, 7mila famiglie e circa 600 esercizi commerciali. I primi quartieri interessati sono il Politeama e il Libertà dove i volontari hanno distribuito 15mila kit per la raccolta differenziata corredato di un opuscolo. L’opuscolo recita: “voi separate, noi portiamo via, nessun ingombro per l’attività, la raccolta è quotidiana, nessun problema, forniremo tutto il materiale, nessun disagio, la raccolta sarà effettuata porta a porta, avrete solo la gratitudine della città in cui vivete”.  Sarà davvero così??? La raccolta riguarda gli scarti alimentari e/o organici, carta e cartone, plastica e metalli ( il vetro continuerà ad essere conferito nelle apposite campane stradali).

La seconda fase del progetto è prevista per Marzo e coinvolgerà 130mila cittadini.

 Già dopo la prima settimana di avvio di tale progetto ci sono state varie discussioni riguardo ai risultati ottenuti. Come apprendiamo da un articolo di Live Sicilia dello scorso 16 Febbraio, da una parte AMIA sembra essere positiva parlando di dati confortanti, dall‘altro il Pd cittadino, per bocca del capogruppo a sala delle Lapidi, Davide Faraone, dice: “L’Amia smetta di dire bugie sulla differenziata. Apprendiamo che Amia ha avviato a recupero circa il 75 per cento dei rifiuti prodotti, superando in soli otto giorni addirittura il tetto previsto dalla legge, fissato al 65per cento”. Secondo Faraone “la raccolta effettiva è di appena 46.352 chili a settimana, pari al 24 per cento dei rifiuti prodotti. Scorretto – conclude il capogruppo democratico – diffondere tra i mezzi d’informazione e tra i cittadini notizie false, al solo scopo pubblicitario”. Ad ogni modo, riguardo a tale polemica fonti interne al progetto dichiarano che “nell’ultima settimana sono stati raccolte 32 tonnellate di rifiuti organici, cioè i rifiuti che danno maggior fastidio in casa. Questo dato, suddiviso nei 7 giorni rispetto ai 15.000 abitanti, risulta pari al 36% di rifiuto individuale prodotto, che è assolutamente in linea con la media nazionale” . Ma noi non possiamo non porci delle lecite domande, ad esempio perché una piattaforma autorizzata Comieco e Corepla, che si trova a 500 metri dal quadrilatero del progetto porta a porta, non riceva materiali differenziati e si preferisce andare a Termini Imerese e fare tutti questi Km… O perché l’Apas aspetta ancora di mettere al lavoro i suoi 80 rigattieri, che potrebbero essere soltanto un bene per la nostra Palermo, visto che attualmente vengono ogni giorno gettati in discarica fino a 1.700 tonnellate di rifiuti, di cui almeno l’85% è compostabile o riciclabile. Vogliamo dunque informare chi vive nei quartieri nei quali è iniziato il progetto, che l’Associazione Rifiuti Zero  sta monitorando Palermo Differenzia, quindi chi è interessato può contattarli e rilasciare un’intervista. Detto questo, sicuramente è giusto muoversi verso la Raccolta Differenziata, ricordando che è una grossa opportunità sia in termini economici, poichè risparmieremmo tutti sui costi di discarica, per non parlare dell’aumento dei posti di lavoro e infine l’importanza ambientale,  perché dobbiamo assolutamente avere rispetto del nostro prezioso pianeta. Facciamo in modo che la Terra viva il più a lungo possibile, perché ciò avvenga, una tra le cose da fare è proprio la raccolta differenziata. E poi la nostra salute è un “bene prezioso”, una “ricchezza” che vive in simbiosi con un ambiente sano. E’ solo un piccolo sforzo in più che migliorerà la nostra vita e quella delle future generazioni. Differenziamo!!!

MAR
7th

La Felicità Sostenibile: appunti e riflessioni

Pubblicato in Ambiente, Economia, vivere sano da clay

scritto da Clay - Venerdì 5 Marzo si è tenuta a Palermo la presentazione del libro di Maurizio Pallante “La Felicità Sostenibile”. Di seguito riporto appunti e riflessioni. La doverosa premessa è spiegare che Decrescita e Recessione sono due cose diverse. La stessa differenza che passa fra chi mangia di meno, perché ha deciso volontariamente di condurre una dieta e chi mangia meno… perché non sa come procurarsi il cibo. In una società in cui erroneamente si pensa che il benessere di un paese si misuri in base al PIL (Prodotto Interno Lordo) e dove  “il problema” nasce appunto dalla sovraproduzione , poiché si produce più di ciò che si consuma, la Decrescita potrebbe essere un modo per uscire dall’attuale “crisi” , decidendo cosa, come e quanto produrre. Il concetto di Decrescita tocca trasversalmente Economia, Ambiente e Qualità della vita. La prima cosa da tenere presente è che non tutte le merci sono beni e non tutti i beni sono merci. “Una merce è un oggetto o un servizio che può essere acquistato o scambiato con denaro. Un bene è ciò di cui un cittadino ha realmente bisogno, ma che non necessariamente deve essere acquistato o scambiato con denaro.Il PIL (Prodotto Interno Lordo), su cui è fondata l’intera economia mondiale, non misura i beni, ma le merci.” Quindi si dovrebbe lavorare sulla diminuizione della creazione di merci che non sono beni. Inoltre si dovrebbe fare in modo che le cose durino il più a lungo possibile, contrariamente all’attualmente realtà dell’ usa e getta. Si dovrebbe lavorare per ridurre il nostro impatto sulla terra, creando  lavoro/occupazione che abbiano un senso ed un’ utilità, unendo l’interesse economico ed ambientale. Per quanto si voglia quasi fare finta che il problema non ci riguardi, il danno ambientale che stiamo creando non è indifferente. In natura l’emissione in atmosfera di anidride carbonica (CO2) in quantità limitate, è necessaria per trattenere il calore nella nostra atmosfera, ma l’aumento attuale, causato dal nostro inquinamento, ha generato l’eccessivo aumento della temperatura terrestre, dando luogo alle ormai famose “Variazioni Climatiche”. Si pensi che l’Italia, a seguito del Protocollo di Kyoto, con la Strategia 20-20-20 (obiettivo ridurre del 20% l’emissioni di CO2 entro il 2020), si era impegnata a ridurre l’ emissioni fra il 6 e 7%, quando in realtà  sono aumentate del 13%. L’aumento così eccessivo della temperatura terrestre è assolutamente da tenere sottocontrollo, poiché a lungo andare corriamo il rischio di rompere quell’ equilibrio che ha dato la possibilità dell’esistenza della vita umana. Per questo è senza dubbio necessario recuperare il buon senso e fare i giusti investimenti, per ridurre la nostra impronta ecologica. Pensiamo che solo le case, purtroppo non costruite adeguatamente, consumano ogni 5 mesi 1/3 delle fonti fossili che importiamo, poiché disperdono energia. Allo stesso modo, le nostre auto ne consumano 1/3 ogni anno. Perché non investire su alternative che producano il doppio, magari costando la metà, sia in termini economici che ambientali (riducendo l’emissioni di CO2)? Un esempio è il Microcogeneratore, che la Volkswagen costruisce in Germania, processo che genera due tipi di energia in un solo processo di combustione. L’assurdità sta poi nel fatto che tale sistema è nato proprio in Italia nel 1973 presso il Centro Ricerche Fiat di Torino. Il problema che viviamo adesso è molto più profondo e complesso di quello che sembri e sono tante le cose che dovremmo modificare nel nostro stile di vita. Si dovrebbero tenere presenti 3 semplici regole: 1. L’obbligo di donare 2. L’obbligo di ricevere 3. L’obbligo di restituire più di ciò che si è ricevuto. Si dovrebbe considerare il fatto che,  il benessere di un paese non può vedersi dalla crescita del PIL, che non migliora la qualità della vita. Robert Kennedy diceva: “La crescita del PIL può essere un indicatore di malessere. Tutte le cose che danno un senso alla vita non fanno crescere il PIL.” Purtroppo oggi sembra quasi che la logica che si segue sia: Acquisto=Merce=Felicità. Immaginario che dovremmo decolonizzare, poiché il troppo Avere crea Malessere e non Felicità. Ci siamo mai chiesti se i cosiddetti Paesi Sottosviluppati, definiti tali poiché non producono (quindi non contano nel mercato),  siano così tanto meno felici di noi? Riflettiamoci un po’, nella nostra società si stringono quasi esclusivamente rapporti sociali “di mercato”, dal quale spesso nasce la solitudine. Forse nella frenesia della nostra vita, ci interroghiamo troppo poco sulla qualità del tempo che trascorriamo sulla terra e sul fatto che stiamo perdendo di vista il senso della nostra esistenza. Basta guardarsi intorno, a volte anche allo specchio, per vedere gente depressa ed insoddisfatta. Perché non ci domandiamo da cosa nasce tutto questo? Il Benessere non è necessariamente Avere, il progresso è un’opportunità se fatto in modo sensato, ma il “Progresso a tutti i costi” è sbagliato. Al centro di tutto dovrebbe stare la qualità della nostra vita e non “il mercato”. E per garantire tutto questo si dovrebbe dare un senso politico all’idea culturale di decrescita, cosa che è momentaneamente aldifuori dalle attuali logiche di Destra e Sinistra, che puntano ciechi verso il progresso (infatti l’unica cosa per cui si scontrano è la distribuzione della ricchezza monetaria prodotta), che non sempre è un bene, considerando che può avere più possibilità di futuro una scelta conservatrice, che progressista.

Dopo la presentazione si è svolta un’ incontro sulla possibilità di fare nascere a Palermo un Circolo di Decrescita Felice,trovate Qui il resoconto.Sito: http://www.decrescitafelice.it/

MAR
2nd

Venerdì 5 Marzo a Palermo: Presentazione Libro “La Felicità Sostenibile”

Pubblicato in Ambiente, Appuntamenti, Economia, vivere sano da clay

II modello economico, sociale e politico dominante sta crollando sotto i colpi della crisi finanziaria globale e dell’emergenza ambientale. Questo libro dimostra che si può cambiare, e in meglio.

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice.

In questo libro, Pallante offre preziosi consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.

La recessione, afferma Pallante, è un’ancora di salvezza.

Sprechi: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95% dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua.

Beppe Grillo ha scritto: «Pallante ha il gusto della provocazione, ma anche il pallino della concretezza. Non si limita a criticare, propone anche».

La felicità — di una persona o di una comunità — può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo — la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil — e stabilire un nuovo modello di sviluppo.

La Decrescita Felice è una filosofia concreta che chiunque, ciascuno quotidianamente e i governi in politica, può mettere in pratica. Decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma modificare i comportamenti che implicano inutili sprechi. Se rimaniamo imbottigliati nel traffico, bruciamo litri di carburante (accrescendo il Pil!), ma non passiamo ore piacevoli. Perché allora non usare mezzi alternativi o ridurre al minimo gli spostamenti? Se una famiglia — anziché acquistare frutta e verdura costosa perché proveniente dalla parte opposta del pianeta — coltiva un orto, mangia alimenti più freschi e risparmia. Ancora: se perdiamo l’abitudine di passare il sabato al centro commerciale e aderiamo a un gruppo d’acquisto solidale, spendiamo meno e abbiamo pure l’occasione di costruire rapporti basati sulla collaborazione e la fiducia.

Investire nelle tecnologie per il risparmio energetico e nelle eco-case, autoprodurre beni, ridurre i rifiuti, instaurare relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono invece che sulla competizione… Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere, in un mondo meno inquinato e in una società più umana. Non è un’utopia, ma una nuova vita che possiamo cominciare già oggi.

Fonte: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-felicita-sostenibile.php

Scopri i dettagli dell’appuntamento in Calendario

FEB
18th

Parliamo di Plastica

Pubblicato in Ambiente da clay

scritto da Clay 

Sono certa che qualcuno di voi si sarà chiesto…

“Cosa sono quegli strani simboli e numerini, impressi sugli oggetti in plastica che comunemente usiamo?”

Ecco qualche informazione per i curiosi:

Sono simbologie denominate come International Universal Recycling Codes (Codici universali internazionali di riciclaggio), che indicano informazioni sul materiale in questione.

Proprio da questi simboli, quindi, possiamo chiarirci le idee su cosa si possa differenziare e cosa no.

Ad esempio, sono al momento riciclabili solo le plastiche in PET, PVC, PE (es. alcune bottiglie e flaconi).

Questo significa che sacchetti, bicchieri, posate, piatti e alcune bottiglie di plastica (praticamente oggetti che purtroppo fanno parte della nostra quotidianità) non sono riciclabili, poiché sono fatti in PS (polistirolo)…ovvero il triangolino con il numero 6 all’interno. Questo comporta un grave problema ambientale poiché la plastica occupa in discarica, a parità di peso con gli altri rifiuti, uno spazio molto maggiore, pari a circa il 25% del volume e praticamente non si decompone. Le alternative, oltre i classici bicchieri di vetro, possono essere diverse, ad esempio quelli di carta (proprio come quelli che vediamo nei film americani) o le stoviglie in  Mater-bi. Purtroppo, realisticamente parlando, se ordini un caffè dal bar è difficile attualmente che lo portino in un bicchierino di carta o che, se  vai ad una festa, non trovi piatti e posate di plastica…La nostra realtà è ancora da educare in tal senso e sono le aziende per prime che dovrebbero riorganizzarsi. L’ usa e getta, nato per andare incontro alle esigenze di una società che va sempre di fretta, è rischiosamente dannoso a lungo andare, quindi da cercare di evitare il più possibile, ma se davvero necessario, sarebbe almeno opportuno che questi oggetti siano fatti con materiali biodegradabili e riciclabili, in modo da poter  affievolire il problema. Sicuramente il primo passo consiste nell’essere informati e consapevoli, ma è anche vero che si deve pur cominciare da qualche parte, anche nel nostro piccolo, iniziando a modificare qualche abitudine. Ad esempio, a casa mia, tipica famiglia dove tutti  lavorano e si corre a destra e manca, tornando a casa tardi per i pasti e in orari diversi, si usavano ormai quasi esclusivamente stoviglie di plastica, cosa che negli ultimi mesi ho del tutto abolito… Infatti, visto che sono la prima a rientrare a casa, quando sistemo la tavola, apparecchio direttamente per tutti, rigorosamente con piatti e bicchieri di vetro!Insomma con un po’ di volontà ed interesse per l’ambiente che ci circonda, che alla fine riguarda noi, possiamo provare a fare qualche passo avanti verso il cambiamento, in un contesto sociale che ancora non è del tutto pronto. Infine, ecco la risposta ad un’altra curiosità, che spesso ci si pone, riguardante il numerino che leggiamo sotto le bottiglie di plastica. Erroneamente molti pensano che indichi il numero di volte in cui si può utilizzare una bottiglia,in realtà, almeno in Italia, indica lo stabilimento in cui è stata prodotta, quindi la rintracciabilità. In bacheca ne stiamo parlando QUI Fonte: http://www.wwfroma11.it/stili%20di%20vita/raccodiff/raccdiff.htm

FEB
12th

Risparmio Energetico: 10 Semplici Regole

Pubblicato in Ambiente da clay

Oggi alle 18.00 si spengono le luci!!!

Con l’occasione ricordiamo 10 Semplici Regole:                             

1. Spegnere le luci quando non servono
2. Spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. Sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

ECCO ALCUNI LINK UTILI SUGGERITI DA IEA - International Energy Agency - sul risparmio energetico

Generici
euroactiv

euroactiv2

lampadine a incandescenza

Edifici (e labelling, come sugli elettrodomestici)

Auto

Auto ultime notizie

Ci sarebbe di più sulla politica Europea legata al cambiamanto climatico :Generico

politica europea

consultazione gratuita a cura di Altroconsumo

Risparmiare gas: scegliere bene il fornitore per risparmiare in bolletta

Risparmio energetico. Quanta energia consumi in casa?

Riscaldamento caro? Calcola i costi dell’impianto che fa per te

FEB
11th

ACQUA: HASTA LA VICTORIA!

Pubblicato in Ambiente da igdp

Appello di Padre Zanotelli

Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi , che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo:’sorella acqua’.
Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo così cittadini di serie A e di serie B!). Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.
Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità (‘l’oro blu’), bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.
L’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.
Purtroppo, il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua.
Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari si trasformerà in un boomerang.
E’ già oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale ,che ora deve diventare politica.

Ecco perché il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica, lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme.

Non sarà un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro:o la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico.
Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’acqua (22marzo).
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale.

E’ la difesa del bene più prezioso che abbiamo (aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita!). Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinché convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua è un bene di non rilevanza economica. Questo apre la possibilità di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico.

Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro referendum popolare propositivo.
Solo un grande movimento popolare trasversale potrà regalarci una grande vittoria per il bene comune. Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia.
Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi (la patria delle grandi multinazionali dell’acqua ,Veolia, Ondeo ,Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana) a ritornare alla gestione pubblica. Ce la possiamo fare anche noi.
Mobilitiamoci !E’ l’anno dell’acqua!

FEB
10th

IL 12 FEBBRAIO 2010 ANCHE LA TERRA DEL SOLE, LA NOSTRA SICILIA SI ILLUMINA DI MENO

Pubblicato in Ambiente, Appuntamenti da clay

 

Bastano 15 minuti, proviamoci tutti insieme, una regione che si spegne…una regione che risparmia…una regione che per 15 minuti non consumerà.

Dalle 18.00 alle 18.15 del 12 FEBBRAIO 2010, spegniamo l’elettricità nelle nostre case. SOLO 15 MINUTI per il risparmio energetico della nostra regione.
Aderiamo anche noi al progetto di Caterpillar
M’illumino di meno

Ma non finisce qui…

scritto da Xeno
Dopo anni di ascolto della trasmissione di Radio 2 “Caterpillar” e di partecipazione personale e silenziosa alla loro manifestazione “M’illumino di meno”, abbiamo pensato di coinvolgerci nell’edizione di questo anno e soprattutto coinvolgere proprio quelle persone che teoricamente non possono fare a meno della luce ma che anzi di questa vivono: pittori, scultori e fotografi.

Venerdì 12 febbraio alle 18.00, insieme a migliaia di persone in tutta Italia collegati a Radio 2 “Caterpillar”, spegneremo le luci di normale consumo e produrremo la nostra luce pulita inaugurando una collettiva di 38 artisti tra pittori scultori e fotografi dal titolo:

M’illumino di meno, m’illumino d’altro!

Le opere e gli artisti, provenienti da tutta la Sicilia, saranno ospitati negli spazi dell’associazione culturale L’ALTRO ArteContemporanea a PalazzoPetrulla.

L’idea è quella di illuminare la mostra utilizzando delle torce a dinamo, distribuite all’ingresso ai visitatori, e di avvalersi di attrezzi sportivi chiamati krankcycile attrezzati sempre con luci a dinamo che saranno azionati anche dagli stessi visitatori.

Pensiamo infatti che il buio e la necessità di produrre luce, in questo caso “pulita” e prodotta dagli stessi visitatori, creerà una maggiore attenzione sia verso la lettura dell’artefatto sia verso le risorse energetiche alternative.

La mostra vuole essere un’occasione per affrontare e divulgare i temi del risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti alternative come l’eolico, il solare termico, il fotovoltaico, la progettazione di case biologiche a 360°, ecc…, come sarà ampiamente illustrato nel catalogo che sarà corredo dell’evento.

La mostra proseguirà sino al 26 febbraio, aperta al pubblico unicamente dalle 18.00 alle 20.00 sempre giocata sul buio e sull’utilizzo della “nostra luce”, durante la quale ci saranno momenti di lettura, di musica, di teatro sempre utilizzando fonti di “energia alternativa”.

In bacheca ne discutiamo QUI

FEB
6th

Il Sindaco di San Francisco invita Alemanno a visitare la sua città verso Rifiuti Zero

Pubblicato in Ambiente da clay

Ufficio del Sindaco Gavin Newsom
Città e Contea di San Francisco

All’ Onorevole Gianni Alemanno
Sindaco Di Roma
Piazza del Campidoglio
00186 Roma
Italia

Caro Signor Sindaco,

le città sono diventate il centro della popolazione globale. Il 2008 è stato
l’anno in cui, per la prima volta nella storia, si è constatato che la
maggioranza della popolazione mondiale vive nelle città. Entro il 2050, secondo
le proiezioni delle Nazioni Unite, 6.9 miliardi di persone - ovvero tre quarti
della popolazione mondiale - vivrà nelle aree urbane. Questa concentrazione
della popolazione ha posto ormai le città in prima linea nel dover affrontare
grandi sfide ambientali come l’ inquinamento, i rifiuti e il cambiamento
climatico.

Nel prendere atto dell’importanza e del valore crescente delle città che devono
affrontare queste sfide, desidererei invitarLa a San Francisco, Signor Sindaco,
in modo da poter avere con Lei uno scambio di idee diretto, in uno spirito di
reciproca utilità e collaborazione , in merito alle modalità più adeguate con le
quali le nostre due città possano lavorare insieme per tutelare e rigenerare l’
ambiente.

Ritengo che ci sia moltissimo che San Francisco può apprendere da Roma. D’ altra
parte. penso che Lei potrebbe essere positivamente impressionato dai risultati
da noi ottenuti a San Francisco nell’ affrontare i problemi ambientali che si
sono manifestati in maniera particolare negli ultimi anni. Fra le varie
strategie messe in campo dalla nostra città, la politica che ha per obiettivo i
Rifiuti Zero potrebbe essere di particolare interesse per Lei.

Gli abitanti di San Francisco immaginano un mondo in cui niente andrà più alle
discariche o agli inceneritori. In questo contesto, stiamo facendo assolutamente
tutto il possibile perché ciò avvenga nel settore urbano residenziale, in quello
commerciale e negli edifici pubblici. Già attualmente, San Francisco recupera il
72 per cento dei materiali post consumo, portando la città progressivamente
sempre più vicina al suo duplice obiettivo, vale a dire : il 75 per cento dei
rifiuti tolti alle discariche entro quest’ anno ; e il raggiungimento completo
dei rifiuti zero entro il 2020.

Mentre progrediamo verso nostri obiettivi della politica Rifiuti Zero, sentiamo
anche il bisogno di guardare alle migliori pratiche di altre città : ciò al fine
di realizzare la massima efficienza nell’ uso delle risorse ed uno sviluppo
economico sostenibile per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti ed i
programmi di sviluppo dell’ energia, della qualità dell’ aria e dell’ acqua.

Spero veramente molto che Le sarà possibile accettare questo invito di visitare
San Francisco, dove io ed i membri della mia Giunta La accoglierebbero con
grandissimo piacere.

Sinceramente,
Gavin Newsom
Sindaco

http://www.decrescitafelice.it/?p=788#more-788

GEN
27th

100K €: Casa dolce Casa!

Pubblicato in Ambiente da clay

scritto da Vincenzo Pintagro

Dopo la disgrazia annunziata di Butera e le prossime che invitabilmente si verificheranno, torna alla ribalta il problema casa che assilla non solo i disperati , ma anche la maggior parte dei giovani che vorrebbero rendersi indipendenti, ma che rimangono in casa perchè il costo di un appartamento rende le persone “normali” schiave di un ” sistema” che costringe a pagare mutui impossibili per tutta la vita lavorativa, e quando finalmente si estinguerà il debito con la banca ci si accorgerà che anche la vita è quasi finita.
Eppure il pessimismo deve essere accantonato, soprattutto perchè ,dallo scorso anno, l’architetto italiano Mario Cucinella ha brevettato un nuovo e rivoluzionario modo di progettare e costruire appartamenti nuovi con materiali di ultima generazione dell’Italcementi, e soprattutto con un’accoppiata vincente: un impianto fotovoltaico abbinato ad uno di microeolico, in grado , in vent’anni di azzerare il costo dell’appartamento che costerebbe solamente € 100.000 al momento dell’acquisto, ma che mensilmente porterebbe ad una costante immissione in rete di energia in grado di azzerare il costo dell’intero appartamento nell’arco di tempo di 20 anni. Se pensiamo che un appartamento di 100 m2 , ammesso che lo trovassimo a € 200.000 con il mutuo ventennale ci verrebbe a costare € 250.000 , si tratterebbe veramente di una rivoluzione. Peccato che non ne parla nessuno. Eppure la presentazione di questo rivoluzionario sistema è stata effettuata a Palermo ai primi del mese di luglio del 2009 , con la presenza del Presidente della Regione Siciliana Lombardo ed il presidente della Provincia Avanti. Come mai non abbiamo saputo nulla?
Naturalmente è sufficiente andare in rete e digitando il nome dell’arch. Mario Cucinella troverete tutte le informazioni in dettaglio. Ancora una volta una informazione basilare per il futuro delle nuove generazioni viene censurata per tutelare gli interessi dei banchieri e del “sistema”, che solo con una capillare e corretta informazione potremmo tentare di cambiare.
“Per l’edilizia, e quindi per un progettista, occuparsi di energia e di questioni ambientali in generale non è un problema, ma una straordinaria opportunità creativa”. 
(Arch. Mario Cucinella)

http://www.italcementi.it/ITA/Italcementi+e+Architettura/casa+100k+ecologica+e+low+cost/casa_100K.htm

http://www.edilportale.com/news/2009/06/eventi/mario-cucinella-protagonista-di-energia-dell-architettura-_15676_32.html

GEN
9th

United colours of….Palermo

Pubblicato in Altro, Ambiente da Lizzie

Scritto da luciano crimi

Sarà stato l’incontro con Oliviero Toscani a Salemi in occasione delle sue dimissioni da Assessore alla creatività della giunta Sgarbi a infondermi una vena artistica per la fotografia? Sarà Palermo che offre spunti sempre diversi e intriganti ogni giorno che passa? Sarà sia l’uno che l’altro? Fatto sta che da quando sono a Palermo esco quasi sempre con la mia fotocamera e i risultati li avete visti nel mio blog nei diversi articoli. Ma questo che vedrete li batte tutti. Nelle due foto che vedrete poco sotto si esprime al meglio la mia propensione alla rappresentazione del quotidiano, dell’ambiente che mi circonda, della città in cui vivo.

8 gennaio 2010, esco, come a volte capita, per lavoro. Mi avvio lungo la direttrice che collega il campus universitario palermitano alla sede dell’Università di Palermo. Il percorso mi porta ad attraversare il quartiere Ballarò, giungendo poi in Via Maqueda, tagliandola. Arrivo quindi, passando per la Via dei Calderai, in Via Roma quando proprio all’angolo mi vedo davanti una distesa di rifiuti che giacciono sul marciapiedi impedendo addirittura, non solo alle persone ma anche alle auto di parcheggiare tale è la quantità. I cassonetti sono vuoti! Il che sta a significare che sono stati svuotati ma la spazzatura a terra è stata ignorata. Ciò che salta all’occhio però è ben altro. La spazzatura infatti costeggia il viottolo che unisce Via dei Calderai a Via Roma, proprio davanti al negozio Benetton dove campeggia sulle enormi vetrate la frase classica “United Colors of Benetton“. I colors della spazzatura fanno pendant con quelli del famoso negozio in franchising e una lampadina mi si accende immediatamente. Prendo la mia fotocamera e immortalo il tutto. Ecco a voi in tutta la sua maestosità il risultato artistico.

         

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