Articoli della categoria: Economia
APR
19th
Esternalizzazioni e tutela del lavoro
Pubblicato in Economia, Evento, Legalità, Politica da clay
scritto da Clay
Mercoledì 14 Aprile, si è tenuto presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo, l’incontro “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario”.
Hanno partecipato gli europarlamentari di Italia dei Valori Luigi De Magistris e Sonia Alfano, la responsabile nazionale del settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti” di Italia dei Valori Lidia Undiemi e Lucia Castellana come coordinatrice.
Da questo incontro è senza dubbio emerso, che esiste un problema d’informazione sul tema “esternalizzazioni”,
sul quale sarebbe opportuno che i giornalisti si spingesserso verso una vera ”cronaca del lavoro”, per andare alla base del problema.
La realtà ci mostra che migliaia d’italiani, si sono ritrovati “ceduti” ad altre società, senza più garanzie, senza avere tutelati i loro diritti, poichè non esiste neanche una normativa comuntaria che tutela i lavoratori dal meccanismo delle “scatole cinesi” in cui si sono trovati coinvolti.
Purtroppo, è evidente l’attuale tendenza a precarizzare il lavoro, che significa “il ricatto del lavoratore”.
Inoltre, è doveroso dire che, queste cessioni e/o licenziamenti nascono, più da una “strategia di mercato” che da una reale crisi economica.
Si pensi ad esempio al caso Safilo, citato da Sonia Alfano, che vede l’azienda mandare a casa 880 lavoratori in Italia e assumerne 5.000 in Cina.
Durante la conferenza, è stato possibile assistere alle testimonianze di una parte di quei lavoratori, che adesso vivono nell’ enorme disagio creato, in particolare:
- Agile/(ex) Eutelia/gruppo Omega;
- Telecom Italia;
- STMicroelectronics/Numonyx;
- Apas;
APR
3rd
A lezione.. dagli usurai
Pubblicato in Economia da clay
scritto da Toni Ferrara
Persino l’educazione è diventata economica e finanziaria. Si, avete letto bene. E non si insegna nelle scuole. E non la insegnano gli insegnanti. Anche gli insegnanti dovranno tornare tra i banchi. Chi la insegna? Bankitalia!
Tutti a lezione quindi, per capire cosa è la moneta e quali sono i dispositivi di pagamento alternativi al contante, come le carte di credito..quali sono le caratteristiche dell’euro, e per cominciare a diffondere la nuova cultura economico-finanziaria.
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Anche la cultura è diventata economico finanziaria, lo sapevate vero?
Questi signori, “un branco di imbecilli.. i veri parassiti del sistema” (parole del prof. Giacinto Auriti), truffano i popoli dal 1694 (anno di costituzione della banca d’Inghilterra; 300 e passa anni).
T
E quindi i nostri ‘ladri’ (perchè i banchieri sono dei ladri;è stato dimostrato davanti a un tribunale e non me lo invento io) organizzano i corsi sulla moneta.
Bene!
E cominciano sul serio!
E da quest’altra parte ci sono non solo proposte, ma progettualità concrete!
Non potendo dire altro in questa sede, segnalo un video di un grande uomo, Giacinto Auriti.
http://www.youtube.com/watch?v=Btq0WxYKSCo
e:
http://www.youtube.com/user/ToniFerrara#g/c/03C0D1B8454C9342
MAR
24th
Precario: un termine che va di moda!
Pubblicato in Economia, Legalità, Politica, informazione da clay
scritto da z3no
In queste settimane tutti gli organi d’informazione, soprattutto quelli locali, hanno solo una parola in mente: precario/precariato. Ma chi fa informazione o chi rilascia interviste, sa realmente cosa vuol dire questo termine?
Iniziamo da una delle sue definizioni: “con il termine precariato si intende, generalmente, la condizione di quelle persone che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa che rileva, contemporaneamente, fattori di insicurezza”.
Quindi tutti i liberi professionisti, come gli ingegneri, i giornalisti ma anche tutti gli imprenditori, i negozianti e tanti altri, non sono “precari” in quanto svolgono un’attività o professione in maniera consapevole e volontaria, anche se fanno costantemente i conti con diversi fattori di insicurezza dettati dal mercato economico-finanziario che “giustificano” come rischio imprenditoriale o d’impresa.
Mentre altre situazioni, come ad esempio i tanto nominati “Ex PiP”, possono rientrare pienamente in tale definizione, in quanto stipendiati da una pubblica amministrazione per un servizio passivo, cioè che non produce reddito.
A confondere, spesso, sono anche le miriadi possibilità contrattuali che esistono ad oggi in Italia, soprattutto per quanto riguarda i contratti chiamati “flessibili”.
Sicuramente non si prestano a tale “giochetto” quelle forme di contratto come prestazioni a titolo gratuito, bandi di gara, appalti o altri, naturalmente dove siano chiare in tutte le sue parti tutte le questioni giuridico-economiche che lo regolamentano.
Perché tutto ciò? Perché spiegare (anche se in maniera sintetica e semplice) questo argomento?
Perché ad oggi si è abusato di tale termine creando tanti e gravi danni a diversi lavoratori, in particolare ai “cenciaioli storici” oggi costituiti nella Società Cooperativa APAS Sociale Onlus.
Mi riferisco alle preoccupazioni del Consigliere Pellegrino “qualcuno nel centrodestra, parrebbe, stia già pensando a “costruirci su” una infornata di un migliaio di assunzioni, articolate in coop di quartieri, che diventerebbero di fatto una nuova massa di precari assunti, indirettamente dal Comune, in modo precario, con la solita ricattatoria speranza di essere prima o poi cooptati nell’organico comunale” (siciliainformazioni); o a quelle del consigliere Nadia Spallitta “Il mio intento – dice – rimane quello di garantire tutela e occupazione a questi lavoratori, ma non sono disposta a partecipare a strumentalizzazioni o speculazioni, né alla possibile apertura a nuove forme di precariato esteso” (nadiaspallitta.it).
Ma se la Cooperativa APAS chiede un contratto a titolo gratuito, autofinanziandosi solo dai proventi di ciò che riesce a reinserire nei cicli di filiera, dove sta il precario/precariato? Perché tutti i consiglieri, sapendo che alla collettività palermitana ed alle casse comunali non costerebbe un solo euro, portando nel contempo innumerevoli vantaggi concreti e riscontrabili, ad oggi nessuno ha mai avanzato una proposta concreta?
Perché il giornalista Gianni Agus scrive un articolo “Amia, Bellolampo è allo sfascio e ora scattano nuove assunzioni” quando in realtà si parla solo di un bando di gara per un servizio di utilità sociale, che richiede un intervento necessario ed urgente? Perché lo stesso giornalista non dice nulla sul bando di gara uscito nel sito ufficiale di AMIA S.p.A. il 19/03/2010 per “servizio di stoccaggio rifiuti urbani e speciali pericolosi e non pericolosi nel territorio della Città di Palermo” per una somma di € 190.000? Queste non le chiama assunzioni? Che differenza c’è tra i due bandi? Forse è più facile cavalcare l’onda che si sta venendo a creare , a causa dei diversi scioperi ed occupazioni, con titoli del genere piuttosto che fare un’analisi critica e costruttiva della situazione in cui verte la città di Palermo.
A fare da contorno ad affermazioni senza senso, partecipano a loro modo anche i sindacati che fingono di tutelare i lavoratori di AMIA S.p.A. e che scalpitano a sol sentire la parola “cenciaioli” ma che non dicono nulla su tutti gli altri appalti di servizi, cosa temono? Una precisazione è d’obbligo, i cenciaioli sono in città da anni, da tanti anni, quasi una generazione, ed hanno svolto per anni questa attività di recupero dei materiali differenziabili, spesso lavorando il perfetta sinergia con gli operai dell’AMIA, quindi tutte queste preoccupazioni non sono reali se non volte a creare degli allarmismi da strumentalizzare all’occorrenza.
Diverse sono le domande e poche sono le risposte, ma questo in una città che ha sempre fatto gli interessi di pochi e sempre delle stesse persone/aziende risulta quasi normale.
Qualcuno, a suo modo, ha risposto a queste domande sostenendo che in questo problema non c’è solo la Cooperativa APAS, ma molte altre e soprattutto non bisogna dimenticare gli operai dell’AMIA S.p.A. in Liquidazione.
“Alle volte è meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e darne conferma”. Perché il Comune non fa dei contratti a titolo gratuito a tutte le Cooperative? Come una sorta di libero mercato. Il Comune di Palermo darebbe in questo modo la possibilità di reinserimento nel mondo lavorativo di soggetti svantaggiati e contemporaneamente sarebbe il primo passo verso il cercare di tamponare un’emergenza rifiuti ormai fuori controllo.
Forse sanno che molte Cooperative nate appositamente in questi mesi, quindi privi di professionalità nel settore alle spalle, senza sovvenzioni non sopravvivrebbero alla legge di mercato?
La cooperativa APAS chiede soltanto di poter svolgere un lavoro storico tramandato per generazioni da padre in figlio, visto che gli unici organi competenti per la gestione dei rifiuti sul territorio cittadino urbano del Comune di Palermo sono il Sindaco, con mandato al Consiglio Comunale, e la Società d’Ambito Territoriale Ottimale, Palermo Ambiente ATO 3, codesta cooperativa invita questi organi a voler stipulare un contratto a titolo gratuito per la raccolta dei materiali differenziabili o ad indire un tavolo tecnico per la risoluzione di tale problema.
Direttore Amministrativo
Giorgio Ciaccio
MAR
19th
Turarsi il naso è rassegnarsi
Pubblicato in Ambiente, Economia, Legalità, Movimento Cinque Stelle, Politica da clay
scritto da Lucio - membro del Movimento Cinque Stelle Campania
Ho 33 anni e da quando posso votare ho cercato il cambiamento credendo principalmente nelle ideologie e nelle persone.
Ho votato (tra politiche ed elezioni locali) Pecoraro Scanio, Rutelli, Prodi, Bertinotti, Bassolino, Iervolino, Di Pietro e quindi i partiti a loro legati.
In qualcuno ho creduto veramente (vedi Bassolino sindaco), altri li ho votato perché erano “il meno peggio”, sperando che potessero far seguito a quello che sono le promesse elettorali che ad ogni tornata ci ripetono (Sviluppo, Turismo, Giovani, blablabla…). Ricordo che lo slogan della Iervolino era La Napoli che vogliamo con…..Rosa Russo Iervolino.
Ecco io la Napoli che voglio me la sono sentita raccontare a chiacchiere, anzi a volte neanche quelle.
Ho votato spesso sulla fiducia, credendo che i miei ideali fossero condivisi da alcuni partiti e dai loro rappresentanti, turandomi il naso per non permette a chi credevo peggio di vincere (il famoso “voto utile”……a loro!).Da un po’ di tempo ho scoperto di aver perso, ho perso come cittadino, ho dato il mio voto a persone che non hanno mantenuto le promesse fatte e hanno approfittato della mia buona fede per fare i propri interessi e non quelli dei cittadini che li avevano votati.
Il Paese, la mia Regione, la mia Città, sono peggiorate anche quando chi li governava era chi avevo votato, in nessuno ho trovato una visione di futuro che mi facesse sperare, credere che un cambiamento di rotta fosse veramente possibile.Quest’anno voterò me stesso; si, avete capito bene, pur non potendo scrivere il mio nome sulla scheda elettorale, voterò per me stesso.
Il Movimento 5 stelle Campania è un movimento di cittadini che fanno Rete sul territorio, è un progetto innovativo, un network di cittadini che si riprende le proprie istituzioni, non è importante chi e quanti ne entrano, ne basta uno ed è come se entrassero tutti, con le proprie idee, le proprie speranze e la voglia di costruirsi il futuro con le proprie maniMontanelli consigliò di Turarsi il naso e votare Dc nel giugno del 1976 (per inciso non gli piacevano i candidati perché “troppo compromessi col malaffare”), sono passati quasi 34 anni e l’ossigeno è finito, stiamo boccheggiando.
Oggi turarsi il naso è rassegnarsi a non cambiare mai il nostro avvenire.È ora di metterci in MoVimento, è ora di riprenderci la nostra Terra, la nostra Vita.
Un abbraccio.
Lucio
MAR
16th
La vergogna di avere un campo nomadi all’interno di un Parco: il campo abusivo della Favorita
Pubblicato in Altro, Economia, Politica da clay
scritto da Fonso
Aver rovinato un Parco, permettere l’illegalità continuata, aumentare lo smog cittadino, tenere delle persone in determinate condizioni igieniche e mi fermo qui per non essere troppo lungo ma ce ne sarebbero altre cose da dire sulla disastrosa vicenda del campo nomadi abusivo all’interno del Parco della Favorita; vicenda che discredita qualsiasi amministrazione comunale, di qualsiasi colore politico, succedutasi negli ultimi decenni.
Chi volesse può approfondire leggendo la mia lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia qualche anno fa e di seguito riportata e, soprattutto, vedendo, il video- inchiesta di qualche mese fa in cui intervisto i capi-nomadi delle etnie presenti.

Mia lettera al Giornale di Sicilia del 15 ottobre 2007 che prendeva spunto da una dichiarazione del Presidente dell’ARS, Cascio, e del Sindaco di Palermo, Cammarata, che prospettavano solouzioni imminenti per spostare il campo nomadi in luoghi più adatti: da allora di mesi ne son passati tanti e tutto è immutato…
Video/Inchiesta creato un pò tempo fa, da Il Grillo di Palermo
MAR
10th
Partito il progetto “Palermo Differenzia”
Pubblicato in Ambiente, Economia, Politica da clay
scritto da Memole
E’ arrivata a Palermo la novità della raccolta differenziata. Si tratta proprio di una novità perché nonostante la presenza dei cassonetti del riciclo ( carta, plastica, vetro) in buona parte della città, quelli ad usarli sono solo una minoranza dei cittadini palermitani.
salute e la salvaguardia dell’ambiente.
La seconda fase del progetto è prevista per Marzo e coinvolgerà 130mila cittadini.
MAR
7th
La Felicità Sostenibile: appunti e riflessioni
Pubblicato in Ambiente, Economia, vivere sano da clay
-
MAR
2nd
Venerdì 5 Marzo a Palermo: Presentazione Libro “La Felicità Sostenibile”
Pubblicato in Ambiente, Economia, vivere sano da clay
II modello economico, sociale e politico dominante sta crollando sotto i colpi della crisi finanziaria globale e dell’emergenza ambientale. Questo libro dimostra che si può cambiare, e in meglio.

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice.
In questo libro, Pallante offre preziosi consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.
La recessione, afferma Pallante, è un’ancora di salvezza.
Sprechi: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95% dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua.
Beppe Grillo ha scritto: «Pallante ha il gusto della provocazione, ma anche il pallino della concretezza. Non si limita a criticare, propone anche».
La felicità — di una persona o di una comunità — può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo — la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil — e stabilire un nuovo modello di sviluppo.
La Decrescita Felice è una filosofia concreta che chiunque, ciascuno quotidianamente e i governi in politica, può mettere in pratica. Decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma modificare i comportamenti che implicano inutili sprechi. Se rimaniamo imbottigliati nel traffico, bruciamo litri di carburante (accrescendo il Pil!), ma non passiamo ore piacevoli. Perché allora non usare mezzi alternativi o ridurre al minimo gli spostamenti? Se una famiglia — anziché acquistare frutta e verdura costosa perché proveniente dalla parte opposta del pianeta — coltiva un orto, mangia alimenti più freschi e risparmia. Ancora: se perdiamo l’abitudine di passare il sabato al centro commerciale e aderiamo a un gruppo d’acquisto solidale, spendiamo meno e abbiamo pure l’occasione di costruire rapporti basati sulla collaborazione e la fiducia.
Investire nelle tecnologie per il risparmio energetico e nelle eco-case, autoprodurre beni, ridurre i rifiuti, instaurare relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono invece che sulla competizione… Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere, in un mondo meno inquinato e in una società più umana. Non è un’utopia, ma una nuova vita che possiamo cominciare già oggi.
Fonte: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-felicita-sostenibile.php
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FEB
19th
MA QUANTO CI COSTANO I NOSTRI POLITICI!!??
Pubblicato in Economia, Politica da clay
scritto da Memole
In un articolo apparso in questi giorni su Repubblica.it si evidenziano dettagliatamente le spese di Montecitorio, che spende: per gli affitti 54 milioni, la ristorazione costa 7 milioni e mezzo, la prevenzione dagli incendi circa 2 milioni, mentre invece acquistare nuove tappezzerie, restaurare le vecchie, arredi, targhe, cartelli, casseforti e armadi blindati costa un milione. Poi ancora, circa dieci milioni si spendono per gli atti parlamentari, dalla stampa alla pubblicazione online. L’ufficio tecnico di Montecitorio che si occupa dei collaudi, manutenzione impianti termici, elettrici ed elettronici, ha un budget di 17,5 milioni che servono anche per gli ascensori. I corsi di lingua straniera per gli onorevoli, dall’inglese al russo, costano mezzo milione. La Camera spende per cancelleria, taglierine, scarpe antinfortunistiche, camicie, biancheria, sartoria, buste, calendari, lavanderia circa 7 milioni. Sessantun mila euro per prodotti igienici. Per posteggiare le moto dei deputati, il costo dei parcheggi interni è di 33 mila euro. Per le auto più di un milione. Per l’assistenza medica, un milione e mezzo.
E non dimentichiamo lo stipendio, che è circa la paga di un intero anno di lavoro per un operaio, solo che loro lo guadagnano in un mese con i privilegi annessi e connessi. Destra, sinistra e centro sono tutti uguali.
E pensare che c’è gente che sta sui tetti per non perdere il posto di lavoro. E pensare che c’è gente che li vota e non sa che per ogni voto percepiscono dei soldi, gente che li vota ed è costretta a lavorare trentacinque anni per andare in pensione per poi vivere, o meglio sopravvivere, con 600 euro al mese.
Come direbbe Totò, “ed io pago! Ma diceva anche, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, italianiiiiiii…”.
AGO
10th
Renato Accorinti: perchè no al ponte
Pubblicato in Ambiente, Economia, Legalità da Riccardo
L’ 8 Agosto 2009 il Grillo di Palermo era presente alla manifestazione noponte, per dire no ad un’ opera inutile che non risolve i veri problemi di mobilità e di trasporto delle merci che ci sono in Sicilia. Insieme ad un altro ragazzo (di cui purtroppo non conosciamo il nome) abbiamo intervistato Renato Accorinti, pacifista e ambientalista messinese.
Si torna in piazza per dire no al ponte?
Ma in piazza dobbiamo stare ogni giorno, non è solo il giorno della manifestazione bisogna lottare ogni istante della nostra esistenza per cercare di mettere a posto che non vanno bene.
Il Governo, questo ma anche gli altri, gente inetta che fa dichiarazioni inutili dannose alla collettività, abbiamo bisogno di altre opere, l’opera del ponte è un’ opera inutile dannosa e costosissima.
Le cose chiare ci sono, il no al ponte è uno è secco e invece abbiamo tanti “si” Continua »
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