La pena che gli uomini buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi. Platone

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Articoli della categoria: Economia

MAR
10th

Partito il progetto “Palermo Differenzia”

Pubblicato in Ambiente, Economia, Politica da clay

scritto da Memole 

E’ arrivata a Palermo la novità della raccolta differenziata. Si tratta proprio di una novità perché nonostante la presenza dei cassonetti del riciclo ( carta, plastica, vetro) in buona parte della città, quelli ad usarli sono solo una minoranza dei cittadini palermitani. Dall’8 di Febbraio è iniziata così la vera raccolta differenziata, quella che tutti dovremmo fare per la nostra salute e  la salvaguardia dell’ambiente. “Palermo Differenzia” consiste in un nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta rivolto ai privati e agli esercizi commerciali, promosso dal ministero dell’Ambiente, il CONAI e l’AMIA. Il progetto coinvolge 15mila palermitani, 7mila famiglie e circa 600 esercizi commerciali. I primi quartieri interessati sono il Politeama e il Libertà dove i volontari hanno distribuito 15mila kit per la raccolta differenziata corredato di un opuscolo. L’opuscolo recita: “voi separate, noi portiamo via, nessun ingombro per l’attività, la raccolta è quotidiana, nessun problema, forniremo tutto il materiale, nessun disagio, la raccolta sarà effettuata porta a porta, avrete solo la gratitudine della città in cui vivete”.  Sarà davvero così??? La raccolta riguarda gli scarti alimentari e/o organici, carta e cartone, plastica e metalli ( il vetro continuerà ad essere conferito nelle apposite campane stradali).

La seconda fase del progetto è prevista per Marzo e coinvolgerà 130mila cittadini.

 Già dopo la prima settimana di avvio di tale progetto ci sono state varie discussioni riguardo ai risultati ottenuti. Come apprendiamo da un articolo di Live Sicilia dello scorso 16 Febbraio, da una parte AMIA sembra essere positiva parlando di dati confortanti, dall‘altro il Pd cittadino, per bocca del capogruppo a sala delle Lapidi, Davide Faraone, dice: “L’Amia smetta di dire bugie sulla differenziata. Apprendiamo che Amia ha avviato a recupero circa il 75 per cento dei rifiuti prodotti, superando in soli otto giorni addirittura il tetto previsto dalla legge, fissato al 65per cento”. Secondo Faraone “la raccolta effettiva è di appena 46.352 chili a settimana, pari al 24 per cento dei rifiuti prodotti. Scorretto – conclude il capogruppo democratico – diffondere tra i mezzi d’informazione e tra i cittadini notizie false, al solo scopo pubblicitario”. Ad ogni modo, riguardo a tale polemica fonti interne al progetto dichiarano che “nell’ultima settimana sono stati raccolte 32 tonnellate di rifiuti organici, cioè i rifiuti che danno maggior fastidio in casa. Questo dato, suddiviso nei 7 giorni rispetto ai 15.000 abitanti, risulta pari al 36% di rifiuto individuale prodotto, che è assolutamente in linea con la media nazionale” . Ma noi non possiamo non porci delle lecite domande, ad esempio perché una piattaforma autorizzata Comieco e Corepla, che si trova a 500 metri dal quadrilatero del progetto porta a porta, non riceva materiali differenziati e si preferisce andare a Termini Imerese e fare tutti questi Km… O perché l’Apas aspetta ancora di mettere al lavoro i suoi 80 rigattieri, che potrebbero essere soltanto un bene per la nostra Palermo, visto che attualmente vengono ogni giorno gettati in discarica fino a 1.700 tonnellate di rifiuti, di cui almeno l’85% è compostabile o riciclabile. Vogliamo dunque informare chi vive nei quartieri nei quali è iniziato il progetto, che l’Associazione Rifiuti Zero  sta monitorando Palermo Differenzia, quindi chi è interessato può contattarli e rilasciare un’intervista. Detto questo, sicuramente è giusto muoversi verso la Raccolta Differenziata, ricordando che è una grossa opportunità sia in termini economici, poichè risparmieremmo tutti sui costi di discarica, per non parlare dell’aumento dei posti di lavoro e infine l’importanza ambientale,  perché dobbiamo assolutamente avere rispetto del nostro prezioso pianeta. Facciamo in modo che la Terra viva il più a lungo possibile, perché ciò avvenga, una tra le cose da fare è proprio la raccolta differenziata. E poi la nostra salute è un “bene prezioso”, una “ricchezza” che vive in simbiosi con un ambiente sano. E’ solo un piccolo sforzo in più che migliorerà la nostra vita e quella delle future generazioni. Differenziamo!!!

MAR
7th

La Felicità Sostenibile: appunti e riflessioni

Pubblicato in Ambiente, Economia, vivere sano da clay

scritto da Clay - Venerdì 5 Marzo si è tenuta a Palermo la presentazione del libro di Maurizio Pallante “La Felicità Sostenibile”. Di seguito riporto appunti e riflessioni. La doverosa premessa è spiegare che Decrescita e Recessione sono due cose diverse. La stessa differenza che passa fra chi mangia di meno, perché ha deciso volontariamente di condurre una dieta e chi mangia meno… perché non sa come procurarsi il cibo. In una società in cui erroneamente si pensa che il benessere di un paese si misuri in base al PIL (Prodotto Interno Lordo) e dove  “il problema” nasce appunto dalla sovraproduzione , poiché si produce più di ciò che si consuma, la Decrescita potrebbe essere un modo per uscire dall’attuale “crisi” , decidendo cosa, come e quanto produrre. Il concetto di Decrescita tocca trasversalmente Economia, Ambiente e Qualità della vita. La prima cosa da tenere presente è che non tutte le merci sono beni e non tutti i beni sono merci. “Una merce è un oggetto o un servizio che può essere acquistato o scambiato con denaro. Un bene è ciò di cui un cittadino ha realmente bisogno, ma che non necessariamente deve essere acquistato o scambiato con denaro.Il PIL (Prodotto Interno Lordo), su cui è fondata l’intera economia mondiale, non misura i beni, ma le merci.” Quindi si dovrebbe lavorare sulla diminuizione della creazione di merci che non sono beni. Inoltre si dovrebbe fare in modo che le cose durino il più a lungo possibile, contrariamente all’attualmente realtà dell’ usa e getta. Si dovrebbe lavorare per ridurre il nostro impatto sulla terra, creando  lavoro/occupazione che abbiano un senso ed un’ utilità, unendo l’interesse economico ed ambientale. Per quanto si voglia quasi fare finta che il problema non ci riguardi, il danno ambientale che stiamo creando non è indifferente. In natura l’emissione in atmosfera di anidride carbonica (CO2) in quantità limitate, è necessaria per trattenere il calore nella nostra atmosfera, ma l’aumento attuale, causato dal nostro inquinamento, ha generato l’eccessivo aumento della temperatura terrestre, dando luogo alle ormai famose “Variazioni Climatiche”. Si pensi che l’Italia, a seguito del Protocollo di Kyoto, con la Strategia 20-20-20 (obiettivo ridurre del 20% l’emissioni di CO2 entro il 2020), si era impegnata a ridurre l’ emissioni fra il 6 e 7%, quando in realtà  sono aumentate del 13%. L’aumento così eccessivo della temperatura terrestre è assolutamente da tenere sottocontrollo, poiché a lungo andare corriamo il rischio di rompere quell’ equilibrio che ha dato la possibilità dell’esistenza della vita umana. Per questo è senza dubbio necessario recuperare il buon senso e fare i giusti investimenti, per ridurre la nostra impronta ecologica. Pensiamo che solo le case, purtroppo non costruite adeguatamente, consumano ogni 5 mesi 1/3 delle fonti fossili che importiamo, poiché disperdono energia. Allo stesso modo, le nostre auto ne consumano 1/3 ogni anno. Perché non investire su alternative che producano il doppio, magari costando la metà, sia in termini economici che ambientali (riducendo l’emissioni di CO2)? Un esempio è il Microcogeneratore, che la Volkswagen costruisce in Germania, processo che genera due tipi di energia in un solo processo di combustione. L’assurdità sta poi nel fatto che tale sistema è nato proprio in Italia nel 1973 presso il Centro Ricerche Fiat di Torino. Il problema che viviamo adesso è molto più profondo e complesso di quello che sembri e sono tante le cose che dovremmo modificare nel nostro stile di vita. Si dovrebbero tenere presenti 3 semplici regole: 1. L’obbligo di donare 2. L’obbligo di ricevere 3. L’obbligo di restituire più di ciò che si è ricevuto. Si dovrebbe considerare il fatto che,  il benessere di un paese non può vedersi dalla crescita del PIL, che non migliora la qualità della vita. Robert Kennedy diceva: “La crescita del PIL può essere un indicatore di malessere. Tutte le cose che danno un senso alla vita non fanno crescere il PIL.” Purtroppo oggi sembra quasi che la logica che si segue sia: Acquisto=Merce=Felicità. Immaginario che dovremmo decolonizzare, poiché il troppo Avere crea Malessere e non Felicità. Ci siamo mai chiesti se i cosiddetti Paesi Sottosviluppati, definiti tali poiché non producono (quindi non contano nel mercato),  siano così tanto meno felici di noi? Riflettiamoci un po’, nella nostra società si stringono quasi esclusivamente rapporti sociali “di mercato”, dal quale spesso nasce la solitudine. Forse nella frenesia della nostra vita, ci interroghiamo troppo poco sulla qualità del tempo che trascorriamo sulla terra e sul fatto che stiamo perdendo di vista il senso della nostra esistenza. Basta guardarsi intorno, a volte anche allo specchio, per vedere gente depressa ed insoddisfatta. Perché non ci domandiamo da cosa nasce tutto questo? Il Benessere non è necessariamente Avere, il progresso è un’opportunità se fatto in modo sensato, ma il “Progresso a tutti i costi” è sbagliato. Al centro di tutto dovrebbe stare la qualità della nostra vita e non “il mercato”. E per garantire tutto questo si dovrebbe dare un senso politico all’idea culturale di decrescita, cosa che è momentaneamente aldifuori dalle attuali logiche di Destra e Sinistra, che puntano ciechi verso il progresso (infatti l’unica cosa per cui si scontrano è la distribuzione della ricchezza monetaria prodotta), che non sempre è un bene, considerando che può avere più possibilità di futuro una scelta conservatrice, che progressista.

Dopo la presentazione si è svolta un’ incontro sulla possibilità di fare nascere a Palermo un Circolo di Decrescita Felice,trovate Qui il resoconto.Sito: http://www.decrescitafelice.it/

MAR
2nd

Venerdì 5 Marzo a Palermo: Presentazione Libro “La Felicità Sostenibile”

Pubblicato in Ambiente, Appuntamenti, Economia, vivere sano da clay

II modello economico, sociale e politico dominante sta crollando sotto i colpi della crisi finanziaria globale e dell’emergenza ambientale. Questo libro dimostra che si può cambiare, e in meglio.

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice.

In questo libro, Pallante offre preziosi consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.

La recessione, afferma Pallante, è un’ancora di salvezza.

Sprechi: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95% dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua.

Beppe Grillo ha scritto: «Pallante ha il gusto della provocazione, ma anche il pallino della concretezza. Non si limita a criticare, propone anche».

La felicità — di una persona o di una comunità — può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo — la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil — e stabilire un nuovo modello di sviluppo.

La Decrescita Felice è una filosofia concreta che chiunque, ciascuno quotidianamente e i governi in politica, può mettere in pratica. Decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma modificare i comportamenti che implicano inutili sprechi. Se rimaniamo imbottigliati nel traffico, bruciamo litri di carburante (accrescendo il Pil!), ma non passiamo ore piacevoli. Perché allora non usare mezzi alternativi o ridurre al minimo gli spostamenti? Se una famiglia — anziché acquistare frutta e verdura costosa perché proveniente dalla parte opposta del pianeta — coltiva un orto, mangia alimenti più freschi e risparmia. Ancora: se perdiamo l’abitudine di passare il sabato al centro commerciale e aderiamo a un gruppo d’acquisto solidale, spendiamo meno e abbiamo pure l’occasione di costruire rapporti basati sulla collaborazione e la fiducia.

Investire nelle tecnologie per il risparmio energetico e nelle eco-case, autoprodurre beni, ridurre i rifiuti, instaurare relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono invece che sulla competizione… Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere, in un mondo meno inquinato e in una società più umana. Non è un’utopia, ma una nuova vita che possiamo cominciare già oggi.

Fonte: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-felicita-sostenibile.php

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FEB
19th

MA QUANTO CI COSTANO I NOSTRI POLITICI!!??

Pubblicato in Economia, Politica da clay

scritto da Memole

Nel libro la Casta di Stella e Rizzo, oramai quasi dimenticato, si evidenziavano bene quanto ci costano i nostri politici.
In un articolo apparso in questi giorni su Repubblica.it si evidenziano dettagliatamente le spese di Montecitorio, che spende: per gli affitti 54 milioni, la ristorazione costa 7 milioni e mezzo, la prevenzione dagli incendi circa 2 milioni, mentre invece acquistare nuove tappezzerie, restaurare le vecchie, arredi, targhe, cartelli, casseforti e armadi blindati costa un milione. Poi ancora, circa dieci milioni si spendono per gli atti parlamentari, dalla stampa alla pubblicazione online. L’ufficio tecnico di Montecitorio che si occupa dei collaudi, manutenzione impianti termici, elettrici ed elettronici, ha un budget di 17,5 milioni che servono anche per gli ascensori. I corsi di lingua straniera per gli onorevoli, dall’inglese al russo, costano mezzo milione. La Camera spende per cancelleria, taglierine, scarpe antinfortunistiche, camicie, biancheria, sartoria, buste, calendari, lavanderia circa 7 milioni. Sessantun mila euro per prodotti igienici. Per posteggiare le moto dei deputati, il costo dei parcheggi interni è di 33 mila euro. Per le auto più di un milione. Per l’assistenza medica, un milione e mezzo.
E non dimentichiamo lo stipendio, che è circa la paga di un intero anno di lavoro per un operaio, solo che loro lo guadagnano in un mese con i privilegi annessi e connessi. Destra, sinistra e centro sono tutti uguali.
E pensare che c’è gente che sta sui tetti per non perdere il posto di lavoro. E pensare che c’è gente che li vota e non sa che per ogni voto percepiscono dei soldi, gente che li vota ed è costretta a lavorare trentacinque anni per andare in pensione per poi vivere, o meglio sopravvivere, con 600 euro al mese.
Come direbbe Totò, “ed io pago! Ma diceva anche, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, italianiiiiiii…”.

AGO
10th

Renato Accorinti: perchè no al ponte

Pubblicato in Ambiente, Economia, Legalità da Riccardo


 

L’ 8 Agosto 2009 il Grillo di Palermo era presente alla manifestazione noponte, per dire no ad un’ opera inutile che non risolve i veri problemi di mobilità e di trasporto delle merci che ci sono in Sicilia. Insieme ad un altro ragazzo (di cui purtroppo non conosciamo il nome) abbiamo intervistato Renato Accorinti, pacifista e ambientalista messinese.

 

Si torna in piazza per dire no al ponte?

 

Ma in piazza dobbiamo stare ogni giorno, non è solo il giorno della manifestazione bisogna lottare ogni istante della nostra esistenza per cercare di mettere a posto che non vanno bene.
Il Governo, questo ma anche gli altri, gente inetta che fa dichiarazioni inutili dannose alla collettività, abbiamo bisogno di altre opere, l’opera del ponte è un’ opera inutile dannosa e costosissima.
Le cose chiare ci sono, il no al ponte è uno è secco e invece abbiamo tanti “si” Continua »

AGO
9th

Cammarata va a piangere da papi e papi annichilisce il consiglio comunale.

Pubblicato in Economia, Legalità da igdp

Scritto da sybyll-silvia e pubblicato su Palermo2013

Abbiamo assistito di recente al tentativo di Cammarata di far aumentare l’IRPEF ai cittadini palermitani per potere mettere una pezza ai tanti, troppi buchi dell’AMIA.
Il consiglio comunale, per una volta, ha dimostrato compattezza ed ha bocciato alla quasi unanimità l’iniqua proposta del sindaco.
Il povero Diego, sconfitto e bastonato, con la coda tra le gambe che fa? Accetta la decisione palesemente democratica e appoggiata dai cittadini? Tenta di trovare soluzioni che non vadano a frugare nelle tasche (non tanto piene) dei palermitani?
No…
Corre da papi!
D’altro canto è proprio lui che insegna l’esautorazione del parlamento, l’approvazione di leggi a colpi di fiducia (ben consapevole che alcune delle leggi approvate sono immondi raggiri). E papi crea subito la leggina ad hoc. Continua »

AGO
6th

Scuola: 1200 precari a rischio lavoro

Pubblicato in Altro, Economia da igdp

Riportiamo un articolo scritto da sybill-silvia e pubblicato su Palermo2013:

 

Riflessioni del 5 agosto

 

Dalle 10.30 alle 13 del 5 agosto in via Cavour a chiedere attenzione per il dramma della scuola, nel giorno in cui escono i numeri sulle assunzioni in ruolo e si moltiplicano le domande e lo sconforto.

 

Pochi, davvero pochi i partecipanti rispetto alle migliaia di persone che perderanno il posto di lavoro. Tante, invece, le bandiere dei sindacati…

 

Una ulteriore conferma del fatto che gli insegnanti di questa città non si sentono veri lavoratori?

 

In questi giorni Continua »

AGO
2nd

Passante di Mestre: si chiamano conseguenze, le bugie vengono a galla!

Pubblicato in Ambiente, Economia da Riccardo

Era il 9 Febbraio del 2009 quando veniva inaugurato il passante di Mestre, ricordo che in tv ne parlavano in continuazione brindando e festeggiando per la creazione di questa grande opera, utile, fondamentale, in regola nei tempi e nei costi dicevano. Lo diceva il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affermando “è diventato l’esempio di come bisogna fare le cose : rispettando tempi e costi”.
Passano meno di 6 mesi arriva la prima prova del nove e sabato sento “32Km di coda sul passante di Mestre”, poco dopo chiuso il passante di Mestre!
Ma come chiuso? Ma se i giornali dicevano che sono in tutto 32,3 chilometri di autostrada che eliminano decenni di code, di paralisi, di rischi. A quel punto Continua »

FEB
24th

La borsa della spesa al mercato di Palermo

Pubblicato in Economia, Politica da Giulia

 Scritto da Vincenzo Pintagro

Una volta Palermo era famosa in tutta Italia perché fare la spesa era molto più economico che in tutte le altre città , tanto è vero che si parlava anche di differenziare gli stipendi per gli impiegati statali perché un cittadino del nord spendeva molto di più, anche se i servizi non erano quelli del sud.
E’ da anni che ho constatato, e non solo io , che i ruoli si sono invertiti.
Palermo, secondo gli ultimi dati ISTAT, è la città più cara d’Italia, soprattutto per l’acquisto di frutta e verdura. Chi ci abita non può rendersene conto subito, ma chi viaggia, si.
Mi sono recato a Torino a fine gennaio, ed ho fatto la spesa a Porta Palazzo, uno dei mercati all’aperto più grandi d’Europa, e dopo una piccola passeggiata sono rimasto sbalordito dall’ordine, dalla professionalità, dall’onestà dei commercianti.

Ogni bancone pesava la merce con la bilancia elettronica;

ogni bancone riportava la targhetta con il prezzo della merce e la provenienza;

Ma ciò che mi ha lasciato di stucco è stato il prezzo di alcuni prodotti, ad esempio:

Kiwi 33 centesimi al kg.

mele 50 centesimi al kg.

melograno 75 centesimi alkg

per non parlare di arance , limoni, mandarini e mandaranci provenienti da calabria e sicilia solamente 10 centesimi in più rispetto al nostro prezzo.
Dulcis in fundo il pane : € 1,20 al kg.

A questo punto mi chiedo:
Perché a Palermo nessuno ha cercato di impedire l’escalation dei prezzi?
Non è mai intervenuto nè il Presidente della Regione, nè il Presidente della Provincia , nè il Sindaco della città.

Perché ho tirato in ballo i nostri amministratori?

Ve lo spiego subito. Continua »

GEN
28th

L’ Ass. Diritto al Futuro intenta una vertenza nei confronti del GSE

Pubblicato in Ambiente, Economia da nalya

L’Enel chiamata in giudizio da “Diritto al Futuro”.
Gli inceneritori non producono energia rinnovabile, lo sancisce una disposizione dell’Unione Europea. Ogni contribuente italiano paga un sovrapprezzo del 7%.Oggi, mercoledì 28 gennaio alle ore 11.00 nell’aula Rostagno del Palazzo delle Aquile a Palermo, l’Associazione Diritto al Futuro, in collaborazione con: Rete Rifiuti Zero Sicilia, WWF Palermo, Italia Nostra, Il Grillo di Palermo, indice una conferenza stampa per presentare la vertenza legale promossa, a nome dei cittadini utenti, nei confronti del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE).

Presenti i componenti del Direttivo, i legali dell’Associazione e il Prof. Paul Connett (Rete Nazionale Rifiuti Zero, Global Alliance Incinerator Alternative).

Nei prossimi giorni l’Associazione Diritto al Futuro intenterà una vertenza legale nei confronti del gestore della rete elettrica, intimando la restituzione di ciò che è stato sottratto illegalmente ai cittadini utenti con le bollette dal 2004 al 2007.

Questa azione è stata decisa in quanto gli incentivi dello stato italiano all’energia prodotta con gli inceneritori sono illegali: i processi di smaltimento tramite combustione di rifiuto urbano, residuo di raffinazione e scarto industriale, infatti, sono stati e sono ancora massicciamente incentivati dallo stato italiano nonostante la normativa europea lo vieti espressamente (Direttiva 2001/77 CE). Continua »