Articoli della categoria: Economia
MAR
10th
Partito il progetto “Palermo Differenzia”
Pubblicato in Ambiente, Economia, Politica da clay
scritto da Memole
E’ arrivata a Palermo la novità della raccolta differenziata. Si tratta proprio di una novità perché nonostante la presenza dei cassonetti del riciclo ( carta, plastica, vetro) in buona parte della città, quelli ad usarli sono solo una minoranza dei cittadini palermitani.
salute e la salvaguardia dell’ambiente.
La seconda fase del progetto è prevista per Marzo e coinvolgerà 130mila cittadini.
MAR
7th
La Felicità Sostenibile: appunti e riflessioni
Pubblicato in Ambiente, Economia, vivere sano da clay
-
MAR
2nd
Venerdì 5 Marzo a Palermo: Presentazione Libro “La Felicità Sostenibile”
Pubblicato in Ambiente, Appuntamenti, Economia, vivere sano da clay
II modello economico, sociale e politico dominante sta crollando sotto i colpi della crisi finanziaria globale e dell’emergenza ambientale. Questo libro dimostra che si può cambiare, e in meglio.

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice.
In questo libro, Pallante offre preziosi consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.
La recessione, afferma Pallante, è un’ancora di salvezza.
Sprechi: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95% dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua.
Beppe Grillo ha scritto: «Pallante ha il gusto della provocazione, ma anche il pallino della concretezza. Non si limita a criticare, propone anche».
La felicità — di una persona o di una comunità — può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo — la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil — e stabilire un nuovo modello di sviluppo.
La Decrescita Felice è una filosofia concreta che chiunque, ciascuno quotidianamente e i governi in politica, può mettere in pratica. Decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma modificare i comportamenti che implicano inutili sprechi. Se rimaniamo imbottigliati nel traffico, bruciamo litri di carburante (accrescendo il Pil!), ma non passiamo ore piacevoli. Perché allora non usare mezzi alternativi o ridurre al minimo gli spostamenti? Se una famiglia — anziché acquistare frutta e verdura costosa perché proveniente dalla parte opposta del pianeta — coltiva un orto, mangia alimenti più freschi e risparmia. Ancora: se perdiamo l’abitudine di passare il sabato al centro commerciale e aderiamo a un gruppo d’acquisto solidale, spendiamo meno e abbiamo pure l’occasione di costruire rapporti basati sulla collaborazione e la fiducia.
Investire nelle tecnologie per il risparmio energetico e nelle eco-case, autoprodurre beni, ridurre i rifiuti, instaurare relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono invece che sulla competizione… Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere, in un mondo meno inquinato e in una società più umana. Non è un’utopia, ma una nuova vita che possiamo cominciare già oggi.
Fonte: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-felicita-sostenibile.php
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FEB
19th
MA QUANTO CI COSTANO I NOSTRI POLITICI!!??
Pubblicato in Economia, Politica da clay
scritto da Memole
In un articolo apparso in questi giorni su Repubblica.it si evidenziano dettagliatamente le spese di Montecitorio, che spende: per gli affitti 54 milioni, la ristorazione costa 7 milioni e mezzo, la prevenzione dagli incendi circa 2 milioni, mentre invece acquistare nuove tappezzerie, restaurare le vecchie, arredi, targhe, cartelli, casseforti e armadi blindati costa un milione. Poi ancora, circa dieci milioni si spendono per gli atti parlamentari, dalla stampa alla pubblicazione online. L’ufficio tecnico di Montecitorio che si occupa dei collaudi, manutenzione impianti termici, elettrici ed elettronici, ha un budget di 17,5 milioni che servono anche per gli ascensori. I corsi di lingua straniera per gli onorevoli, dall’inglese al russo, costano mezzo milione. La Camera spende per cancelleria, taglierine, scarpe antinfortunistiche, camicie, biancheria, sartoria, buste, calendari, lavanderia circa 7 milioni. Sessantun mila euro per prodotti igienici. Per posteggiare le moto dei deputati, il costo dei parcheggi interni è di 33 mila euro. Per le auto più di un milione. Per l’assistenza medica, un milione e mezzo.
E non dimentichiamo lo stipendio, che è circa la paga di un intero anno di lavoro per un operaio, solo che loro lo guadagnano in un mese con i privilegi annessi e connessi. Destra, sinistra e centro sono tutti uguali.
E pensare che c’è gente che sta sui tetti per non perdere il posto di lavoro. E pensare che c’è gente che li vota e non sa che per ogni voto percepiscono dei soldi, gente che li vota ed è costretta a lavorare trentacinque anni per andare in pensione per poi vivere, o meglio sopravvivere, con 600 euro al mese.
Come direbbe Totò, “ed io pago! Ma diceva anche, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, italianiiiiiii…”.
AGO
10th
Renato Accorinti: perchè no al ponte
Pubblicato in Ambiente, Economia, Legalità da Riccardo
L’ 8 Agosto 2009 il Grillo di Palermo era presente alla manifestazione noponte, per dire no ad un’ opera inutile che non risolve i veri problemi di mobilità e di trasporto delle merci che ci sono in Sicilia. Insieme ad un altro ragazzo (di cui purtroppo non conosciamo il nome) abbiamo intervistato Renato Accorinti, pacifista e ambientalista messinese.
Si torna in piazza per dire no al ponte?
Ma in piazza dobbiamo stare ogni giorno, non è solo il giorno della manifestazione bisogna lottare ogni istante della nostra esistenza per cercare di mettere a posto che non vanno bene.
Il Governo, questo ma anche gli altri, gente inetta che fa dichiarazioni inutili dannose alla collettività, abbiamo bisogno di altre opere, l’opera del ponte è un’ opera inutile dannosa e costosissima.
Le cose chiare ci sono, il no al ponte è uno è secco e invece abbiamo tanti “si” Continua »
AGO
9th
Cammarata va a piangere da papi e papi annichilisce il consiglio comunale.
Pubblicato in Economia, Legalità da igdp
Scritto da sybyll-silvia e pubblicato su Palermo2013
Abbiamo assistito di recente al tentativo di Cammarata di far aumentare l’IRPEF ai cittadini palermitani per potere mettere una pezza ai tanti, troppi buchi dell’AMIA.
Il consiglio comunale, per una volta, ha dimostrato compattezza ed ha bocciato alla quasi unanimità l’iniqua proposta del sindaco.
Il povero Diego, sconfitto e bastonato, con la coda tra le gambe che fa? Accetta la decisione palesemente democratica e appoggiata dai cittadini? Tenta di trovare soluzioni che non vadano a frugare nelle tasche (non tanto piene) dei palermitani?
No…
Corre da papi!
D’altro canto è proprio lui che insegna l’esautorazione del parlamento, l’approvazione di leggi a colpi di fiducia (ben consapevole che alcune delle leggi approvate sono immondi raggiri). E papi crea subito la leggina ad hoc. Continua »
AGO
6th
Scuola: 1200 precari a rischio lavoro
Pubblicato in Altro, Economia da igdp
Riportiamo un articolo scritto da sybill-silvia e pubblicato su Palermo2013:
Riflessioni del 5 agosto
Dalle 10.30 alle 13 del 5 agosto in via Cavour a chiedere attenzione per il dramma della scuola, nel giorno in cui escono i numeri sulle assunzioni in ruolo e si moltiplicano le domande e lo sconforto.
Pochi, davvero pochi i partecipanti rispetto alle migliaia di persone che perderanno il posto di lavoro. Tante, invece, le bandiere dei sindacati…
Una ulteriore conferma del fatto che gli insegnanti di questa città non si sentono veri lavoratori?
In questi giorni Continua »
AGO
2nd
Passante di Mestre: si chiamano conseguenze, le bugie vengono a galla!
Pubblicato in Ambiente, Economia da Riccardo

Era il 9 Febbraio del 2009 quando veniva inaugurato il passante di Mestre, ricordo che in tv ne parlavano in continuazione brindando e festeggiando per la creazione di questa grande opera, utile, fondamentale, in regola nei tempi e nei costi dicevano. Lo diceva il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affermando “è diventato l’esempio di come bisogna fare le cose : rispettando tempi e costi”.
Passano meno di 6 mesi arriva la prima prova del nove e sabato sento “32Km di coda sul passante di Mestre”, poco dopo “chiuso il passante di Mestre!“
Ma come chiuso? Ma se i giornali dicevano che sono in tutto 32,3 chilometri di autostrada che eliminano decenni di code, di paralisi, di rischi. A quel punto Continua »
FEB
24th
La borsa della spesa al mercato di Palermo
Pubblicato in Economia, Politica da Giulia
Scritto da Vincenzo Pintagro
Una volta Palermo era famosa in tutta Italia perché fare la spesa era molto più economico che in tutte le altre città , tanto è vero che si parlava anche di differenziare gli stipendi per gli impiegati statali perché un cittadino del nord spendeva molto di più, anche se i servizi non erano quelli del sud.
E’ da anni che ho constatato, e non solo io , che i ruoli si sono invertiti.
Palermo, secondo gli ultimi dati ISTAT, è la città più cara d’Italia, soprattutto per l’acquisto di frutta e verdura. Chi ci abita non può rendersene conto subito, ma chi viaggia, si.
Mi sono recato a Torino a fine gennaio, ed ho fatto la spesa a Porta Palazzo, uno dei mercati all’aperto più grandi d’Europa, e dopo una piccola passeggiata sono rimasto sbalordito dall’ordine, dalla professionalità, dall’onestà dei commercianti.
Ogni bancone pesava la merce con la bilancia elettronica;
ogni bancone riportava la targhetta con il prezzo della merce e la provenienza;
Ma ciò che mi ha lasciato di stucco è stato il prezzo di alcuni prodotti, ad esempio:
Kiwi 33 centesimi al kg.
mele 50 centesimi al kg.
melograno 75 centesimi alkg
per non parlare di arance , limoni, mandarini e mandaranci provenienti da calabria e sicilia solamente 10 centesimi in più rispetto al nostro prezzo.
Dulcis in fundo il pane : € 1,20 al kg.
A questo punto mi chiedo:
Perché a Palermo nessuno ha cercato di impedire l’escalation dei prezzi?
Non è mai intervenuto nè il Presidente della Regione, nè il Presidente della Provincia , nè il Sindaco della città.
Perché ho tirato in ballo i nostri amministratori?
Ve lo spiego subito. Continua »
GEN
28th
L’ Ass. Diritto al Futuro intenta una vertenza nei confronti del GSE
Pubblicato in Ambiente, Economia da nalya
L’Enel chiamata in giudizio da “Diritto al Futuro”.
Gli inceneritori non producono energia rinnovabile, lo sancisce una disposizione dell’Unione Europea. Ogni contribuente italiano paga un sovrapprezzo del 7%.Oggi, mercoledì 28 gennaio alle ore 11.00 nell’aula Rostagno del Palazzo delle Aquile a Palermo, l’Associazione Diritto al Futuro, in collaborazione con: Rete Rifiuti Zero Sicilia, WWF Palermo, Italia Nostra, Il Grillo di Palermo, indice una conferenza stampa per presentare la vertenza legale promossa, a nome dei cittadini utenti, nei confronti del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE).
Presenti i componenti del Direttivo, i legali dell’Associazione e il Prof. Paul Connett (Rete Nazionale Rifiuti Zero, Global Alliance Incinerator Alternative).
Nei prossimi giorni l’Associazione Diritto al Futuro intenterà una vertenza legale nei confronti del gestore della rete elettrica, intimando la restituzione di ciò che è stato sottratto illegalmente ai cittadini utenti con le bollette dal 2004 al 2007.
Questa azione è stata decisa in quanto gli incentivi dello stato italiano all’energia prodotta con gli inceneritori sono illegali: i processi di smaltimento tramite combustione di rifiuto urbano, residuo di raffinazione e scarto industriale, infatti, sono stati e sono ancora massicciamente incentivati dallo stato italiano nonostante la normativa europea lo vieti espressamente (Direttiva 2001/77 CE). Continua »
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- 26/02/09 In risposta a “Sulle contestazioni a Sgarbi e Dove manca la dialettica albergano gli insulti”

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