Articoli della categoria: Politica
LUG
30th
Roberto Maroni ci aiuta a riflettere sullo Statuto Siciliano
Pubblicato in Altro, Politica da clay
scritto da Fonso Genchi
Riporto un articolo apparso sul “Corriere della Sera” il 13 novembre 1997 perché dà alcuni spunti di riflessione su un tema di grande attualità anche oggi (forse ancor più che nel 1997).Alcune riflessioni sono banali ma inevitabili; come la considerazione che il “lumbard” Maroni conosce lo Statuto della Regione Siciliana (che lui, erroneamente o di proposito, chiama “Regione Sicilia”) meglio di molti siciliani. Altre pongono degli inquietanti dubbi: perché una parte, minoritaria ma considerevole, della società siciliana è insensibile o addirittura contraria all’applicazione dello Statuto? Preferisce il centralismo statale assistenzialista o è, più semplicemente (e più preoccupantemente), ignorante sul tema e, con un abbaglio clamoroso, addebita l’assistenzialismo e gli sperperi al fatto che siamo regione a statuto speciale?
STATUTO SICILIANO TRADITO, PAROLA DI ROBERTO MARONI
Modello Sicilia, Maroni applaude Fini: “ Bravo ma non mi farà litigare con Bossi
Referendum in tutte le Regioni sul sistema del ‘ 46. Piace forse anche a D’ Alema.
L’INTERVISTA
ROMA - Onorevole Maroni, la via siciliana al federalismo che lei propone ha fatto un adepto importante: Gianfranco Fini di Alleanza nazionale. Contento?
“Beh, sono soddisfatto, perché sono stato il primo a proporre di accordare alle Regioni del Nord lo statuto della Regione Sicilia, accantonando l’idea della secessione…”.
Fini, a Mestre, ha approvato la proposta di indire dei referendum per “far assumere ai poteri delle Regioni quella corposità già attribuita alle Regioni a statuto speciale”
“Beh, mi fa piacere…”.
Non solo, ma Fini aggiunge che finalmente la Lega prende le distanze dalle “carnevalate fuori tempo di Bossi”…
“Se Fini vuol farmi litigare col lider maximo del Carroccio non ci riuscirà, anche perché Umberto non ha bocciato la proposta che ho avanzato a titolo personale… Anche perché non tutti hanno capito che io propongo di accordare alle Regioni del Nord lo statuto speciale della Regione Sicilia approvato nel giugno del 1946, ma che non è stato mai attuato.
La Sicilia di oggi è una Regione assistita, che dipende totalmente da Roma, non ha nessuna autonomia reale, ed è diventata uno staterello ancora piùcentralista del governo romano…”.
Insomma, un disastro…
“Si’, perché la Sicilia ha preso solo il peggio dell’autonomia prevista dallo statuto del 1946 che disegnava una Regione che fa da sé, vive dei propri redditi, ed è responsabile dell’organizzazione del territorio, delle strutture, della scuola, dell’industria… Una Regione che dovrebbe avere con lo Stato italiano un rapporto federativo molto tenue, che in teoria consiste nell’attuare la Costituzione italiana, e non le leggi dello Stato, perché la Sicilia dovrebbe darsi le proprie leggi.
Secondo lo statuto del 1946, ripeto, mai applicato, la Regione Sicilia dovrebbe tenersi tutte le tasse pagate sul proprio territorio, e se non ha redditi sufficienti a garantire un livello di vita pari alla media nazionale dovrebbe intervenire lo Stato con un fondo di solidarietà che finanzia gli investimenti, e non le false pensioni di invalidità.
Se uno statuto del genere fosse applicato alle Regioni del Nord si realizzerebbe una formula di autogoverno che porrebbe fine al centralismo attuale”.
A quali Regioni pensa?
“A tutte le Regioni che noi chiamiamo a far parte della Padania ossia Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia, Liquria, Friuli, Trentino, Alto Adige e Val d’Aosta.
L’importante è che lo statuto speciale per le Regioni del Nord preveda tre punti chiave:
piena autonomia fiscale; competenza esclusiva in materia legislativa nell’ambito dei principi costituzionali; e, infine, che la proprietà cli tutti i beni dello Stato passi ai Comuni, alle Province e alle Regioni. Prendendo alla lettera lo statuto del 1946 lo Stato italiano puo’ entraie in Sicilia solo col permesso della Regione: non ci sono più prefetti, questori, intendenti di finanza. A noi questo sta bene”.
Ma questo statuto del 1946 non è mai stato attuato…
“Beh, è stato tradito perché la Sicilia ha rinunciato all’autononia finanziaria per l’assistenzialismo”.
Ma come si fa a chiedere alle Regioni del Nord se sono interessate?
“Facciamo un referendum consultivo in tutte le Regioni, del Nord e del Sud, chiedendo ai cittadini se vogliono lo statu quo, un rafforzamento dei poteri regionali, o lo statuto speciale che piace anche a Fini, a D’Onofrio, a La Loggia, a Provenzano, e forse anche a D’Alema”.
Se passasse la proposta di statuto speciale la Lega rinuncerebbe al cavallo di battaglia della secessione?
“Lo statuto siciliano applicato alle Regioni del Nord piacerebbe alle diverse anime della Lega. Naturalmente non si tratterebbe né della Padania ne della secessione, ma nemmeno del regionalismo all’acqua di rose o del falso federalismo uscito dalla bicamerale: sarebbe una formula di autogoverno che accontenterebbe sia gli italianisti ad oltranza che i federalisti della prima ora”.
Ballardin Gianfranco (13 novembre 1997) Corriere della Sera - Pagina 6

LUG
13th
17-18-19 Luglio 2010: Via D’Amelio, Strage di Stato!
Pubblicato in Evento, Legalità, Movimento Cinque Stelle, Politica da clay
COMUNICATO STAMPA - 12 Luglio 2010 Manifestazione ‘Via D’Amelio, Strage di Stato’ 17-18-19 luglio 2010 – Palermo
Il MoVimento Cinque Stelle Palermo, nato con la consapevolezza di essere prima di tutto un MoVimento fatto di cittadini per i cittadini, sostiene le giornate commemorative organizzate in occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio. A Palermo, il 17-18 –
19 Luglio 2010 avranno luogo una serie di iniziative, per rendere sempre vivo il ricordo di Paolo Borsellino ed i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. In ugual modo, si vuole manifestare sostegno ai magistrati titolari delle inchieste sulle stragi del biennio ‘92-’93, sul rapporto mafia-politica e sulle collusioni
tra l’associazione criminale Cosa Nostra e pezzi delle Istituzioni. Per queste ragioni, per i nostri Eroi rimasti uccisi e per quelli che stanno ancora lottando, invitiamo la cittadinanza a partecipare. Perché la Giustizia è un Diritto. Così, tenendo in mano la nostra Agenda Rossa, come l’agenda scomparsa di Paolo, diventata un simbolo per tutti noi, facciamo sapere ai mandanti impuniti che Palermo non ha dimenticato.
MoVimento Cinque Stelle Palermo – Meetup Palermo 3
Informazioni: 19luglio1992@gmail.com – http://www.19luglio1992.com
GIU
8th
Lettera aperta: Sono Indignato
Pubblicato in Ambiente, Legalità, Politica, informazione da clay
scritto da z3no
Chi mi conosce sa che da anni mi batto per l’ambiente e non solo.
Oggi più che mai m’indigno davanti a tutta la classe politica che governa questa città, non facendo differenza da destra a sinistra, che tanto oramai è diventato tutta un’ unica poltiglia informe fatta d’interessi personali di pochi singoli eletti.
Tutti i nostri politici hanno perso il senso etico e morale che fa i bene della città.
Palermo è in crisi, piegata in due, stretta in una morsa dalla quale non si riesce a liberare. Palermo sta facendo la fine del Titanic dopo lo scontro con l’Iceberg… i grandi, i ricchi ed i potenti stanno evacuando su navi che contengono dozzine di persone in due o tre perchè devono stare comondi.
Tutto questo è vergognoso!!! Mi vergogno di vedere la mia città sotto una montagna di risorse (quelli che comunemente vengono chiamati rifiuti) che potrebbedo dare lavoro, tanto lavoro, NON PRECARIO, ed invece vanno a riempire una discarica che ormai al
limite del collasso. Una discarica che stanno gestendo malissimo con il solo intento di fare convincere la gente che serve l’inceneritore. Polemiche ed articoli sulla capienza della 5 vasca e fino a quanto potrà tenere… polemiche sterili ed inutili fatte dai tecnici di Amia, dal Prefetto e da tutti quelli che ci stanno marciano dietro.
Forse non tutti lo sanno e sicuramente mi farò tanti nemici e troppe saranno le giustificazioni che daranno ma è giusto mettere al corrente tutti… perchè il questa “montagna di merda” (Peppino Impastato) ci hanno cacato tutti. Ecco come si preoccupano dei proplemi della città la nostra classe politica, o meglio queste sono ad oggi le loro priorità:
- Richiesta di verifica della sussistenza dei requisiti igienico-sanitari degli uffici postali nel territorio comunale (Munafò)
- Via Nicolò Turrisi e zone limitrofe. Interventi urgenti per la mobilità. (Mattaliano)
- Realizzazione passante ferroviario in galleria tratta EMS - Tommaso Natale. (IDV)
- Per l’esercizio della libertà sindacale e della libertà di scelta di ogni lavoratore. Direttiva. (Onofrio Palma)
- Rilascio pass ai Consiglieri di Circoscrizione. (Agnello)
- Installazione semaforo in via Orsa Minore e di Via Albiri. (Ficarra Elio)
- Area attrezzata per cani. (Tanania)
- Richiesta verifica situazione tombini. (Di Maggio)
- Una giunta comunale che regala i NOSTRI soldi… esempio per me significativo è l’aver dato 15.000 euro per ACQUISIZIONE PROGETTO DI INFORMAZIONE - IL CONSIGLIO INFORMA - http://scedelibere.comune.
15.000 euro diretti ad 1 solo senza gara, senza ma e senza se.
Moltissimi altri neanche presentano interrogazioni, o almeno non se ne trovano pubblicate negli ultimi mesi.
So che molti diranno, soprattutto i menzionati, ma io ho fatto questo io ho fatto quello. Qualcuno mi dirà anche Giorgio ma hai visto che ho cercato… mi sono sbattuto/a per fare tavoli, per fare questo e fare quello. Altri mi diranno Giorgio ma sono solo a fare questo e a fare quello. A tutti questi che si sbattono per cercare di fare qualcosa dico GRAZIE (anche se è sempre il minimo del vostro lavoro per cui noi cittadini vi paghiamo), ma ciò nonostante si può fare molto di più e VOI avete gli strumenti per farlo.
Penso che come prevedono leggi e normative, per la nostra città si possa fare tantissimo.
La prima cosa da fare è avvalersi si associazioni, cooperative e tutta la cittadinanza per risolvere l’emergenza rifiuti. Ricordo che la Cooperativa APAS a titolo gratuti per l’AMIA e per il comune di Palermo ha raccolto più di 1000 Ton di materiale differenziato che quindi è stato sottratto alla discarica. Ad oggi con i mezzi a sua disposizione e con contratti a TITOLO gratuito, potrebbe rendere ancora di più. Nei luoghi destinati all’inceneritore si può fare partire un impianto di compostaggio nel giro di 1 mese che ridurrebbe di circa il 30-40% il materiale che viene ad oggi conferito in discarica. Servizio di raccolta porta a porta esteso a tutta la città, realizzazzione di CCR ed impianti di TMM ecc.
Sapete quante persone in questo modo potrebbero lavorare senza essere PRECARI? circa 1000. Sapete quanto risparmierebbe AMIA nella gestione della discarica? migliaia di euro. Sapete quanto risparmierebbe il Comune di Palermo non pagando più le ecotasse? Migliaia e migliaia di euro.
So che ci saranno solo scuse, giustificazioni e si alzeranno molti muri… ma rendetivi conto che state uccidendo molti lavoratori, alcuni li avete fatti arrestare ed altri li arresteranno… qualcuno ha rischiato la vita… Passatevi la mano sulla coscienza e cercate d’imparare che la politica vuol dire fare il bene della città… oggi voi la state uccidendo giorno dopo giorno.
Giorgio Ciaccio
MAG
20th
Seminario di approfondimento Statuto Speciale Regione Siciliana - 2° giornata
Pubblicato in Evento, Legalità, Movimento Cinque Stelle, Pluriversità, Politica, informazione da clay
La 3° giornata del Seminario, si terrà domani 21 Maggio.
Il sito della Libera Pluriversità Palermitana è al momento inattivo,
per aderire ai corsi o per proporsi come “docente preferenziale”, scrivere momentaneamente a:
segreteria.5stelle.pa(chiocciola)gmail.com
APR
28th
Caro Giovanni Falcone
Pubblicato in Altro, Legalità, Politica da clay
scritto da nalya
In questi giorni a Palermo, l’albero Falcone, di via Notarbartolo, sembra esser stato vittima di sopprusi sconsiderati. Lettere, striscioni ed altro sembrano essere spariti da quel luogo che per i piu’ ormai è un punto come un altro della via Notarbartolo di Palermo, ma per chi invece fa della legalità ne fa un principio di vita, è uno dei posti più importanti di Palermo: l’albero Falcone.Oggi si è
scoperto che è stata una barbona a portar via da quell’albero lettere e pensieri e lei, non sa neanche cosa ha fatto per questa città! Una città intera si è mobilitata per questo “saccheggio”. Persino Cammarata, il sindaco sulla carta.
L’albero adesso è inondato da lettere, disegni, striscioni e ho riflettuto sul fatto che anche se Giovanni Falcone è un simbolo importante nella mia vita, non ho mai scritto nulla per lui.
Oggi ho provveduto:
Caro Giovanni Falcone,
credo di essere quella che sono per colpa tua.
Si, per colpa tua.
Io non avrei voluto una vita piena di rabbia, di sdegno, di incazzature e di sbattimenti; io avrei voluto una vita piena di colori, di sorrisi e di menefreghismo, avrei sperato che tutto quello che mi girasse attorno fosse bello, felice e colorato; tu, invece, mi hai trascinata, con la tua morte, a soli 12 anni, a capire che nella vita esiste il bene e il male e che sempre, quotidianamente si devono fare delle scelte.
Oggi, come allora, mi ritrovo a valutare il mio quotidiano ed oggi, come allora, non vedo molto di positivo.
Oggi, come allora, mi sembra che quello che si fa è sempre poco e che il male abbia la meglio sul bene.
Io, a 12 anni, nel 1992, ho scelto e ho scelto di stare col bene.
Ho scelto di essere una perdente.
Nalya
APR
19th
Esternalizzazioni e tutela del lavoro
Pubblicato in Economia, Evento, Legalità, Politica da clay
scritto da Clay
Mercoledì 14 Aprile, si è tenuto presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo, l’incontro “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario”.
Hanno partecipato gli europarlamentari di Italia dei Valori Luigi De Magistris e Sonia Alfano, la responsabile nazionale del settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti” di Italia dei Valori Lidia Undiemi e Lucia Castellana come coordinatrice.
Da questo incontro è senza dubbio emerso, che esiste un problema d’informazione sul tema “esternalizzazioni”,
sul quale sarebbe opportuno che i giornalisti si spingesserso verso una vera ”cronaca del lavoro”, per andare alla base del problema.
La realtà ci mostra che migliaia d’italiani, si sono ritrovati “ceduti” ad altre società, senza più garanzie, senza avere tutelati i loro diritti, poichè non esiste neanche una normativa comuntaria che tutela i lavoratori dal meccanismo delle “scatole cinesi” in cui si sono trovati coinvolti.
Purtroppo, è evidente l’attuale tendenza a precarizzare il lavoro, che significa “il ricatto del lavoratore”.
Inoltre, è doveroso dire che, queste cessioni e/o licenziamenti nascono, più da una “strategia di mercato” che da una reale crisi economica.
Si pensi ad esempio al caso Safilo, citato da Sonia Alfano, che vede l’azienda mandare a casa 880 lavoratori in Italia e assumerne 5.000 in Cina.
Durante la conferenza, è stato possibile assistere alle testimonianze di una parte di quei lavoratori, che adesso vivono nell’ enorme disagio creato, in particolare:
- Agile/(ex) Eutelia/gruppo Omega;
- Telecom Italia;
- STMicroelectronics/Numonyx;
- Apas;
APR
4th
“Non devono inseguire noi, devono inseguire le nostre idee.”
Pubblicato in Evento, Movimento Cinque Stelle, Politica, informazione da clay
scritto da Clay
E’ tangibile nell’aria…qualcosa sta cambiando!
Penso che non dobbiamo sottovalutare l’importanza di questo momento storico.
Il primo esempio è stato Rai per una notte.
Qualcosa che non può non entrare nella storia…25 Marzo 2010, Evento con un successo inimmaginabile.
Più di 7 milioni di spettatori fra Current tv, Sky e altre tv locali…senza contare gli accessi in rete per le dirette streaming…più tutta la gente nelle piazze e nei locali che hanno organizzato una proiezione.
E’ stata una cosa sensazionale, un inno alla Libera e Vera Informazione, alla quale purtroppo tentano di tappare la bocca…
Rai per una notte è stata in grado di sfondare “il muro della censura”. 
“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”
Buckminster Fuller
APR
2nd
REFERENDUM ACQUA: LETTERA APERTA ALL’ITALIA DEI VALORI
Pubblicato in Ambiente, Politica da clay
Siamo le donne e gli uomini che in questi anni e in tutti i territori hanno promosso sensibilizzazione e cultura, mobilitazione e proposte contro la privatizzazione dell’acqua, per il suo riconoscimento come bene comune e diritto umano universale e per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Tutte e tutti assieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e presentato nel 2007 una proposta di legge d’iniziativa popolare sottoscritta da oltre 400.000 cittadini.
Il 20 marzo scorso abbiamo promosso una grande manifestazione di 200.000 persone, che ha inondato le strade di Roma e lanciato una nuova stagione di mobilitazione per il diritto all’acqua, attraverso la promozione di tre referendum per l’acqua pubblica.
Il 31 marzo abbiamo depositati i tre quesiti in Cassazione, insieme alla più vasta coalizione sociale che si è riusciti a costruire negli ultimi anni in questo Paese: oltre al popolo dell’acqua, sono con noi gran parte del mondo cattolico e religioso, il mondo ambientalista, l’associazionismo sociale e di movimento, le reti della cooperazione solidale, le associazioni dei consumatori, il mondo sindacale, il popolo viola. Alcuni partiti hanno deciso di sostenere questa esperienza.
La cosa più straordinaria di questo movimento così ricco e variegato è che la gran parte delle persone che ne fanno parte sono cittadine e cittadini alla loro prima esperienza di attivismo sociale; uomini e donne che, su un bene essenziale come l’acqua, hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona, di scommettere sul fatto che l’impegno sociale possa ancora significare partecipare al cambiamento sociale, alla ricostruzione di una democrazia reale e di una politica capace di parlare ai bisogni delle persone.
In queste ore abbiamo saputo che l’Italia dei Valori, nonostante gli incontri in precedenza avvenuti con la coalizione che promuove il referendum, intende procedere a promuovere autonomamente un proprio referendum sull’acqua, ponendo così la propria iniziativa in aperta competizione con quella comunemente condivisa.
Se tale intenzione corrispondesse al vero, chiediamo da subito all’IdV di fermarsi e, a questo scopo, abbiamo già inoltrato la richiesta di un incontro urgente.
Crediamo sia chiaro a tutte e tutti gli iscritti all’IdV l’enorme danno che una scelta del genere provocherebbe alla comune battaglia per l’acqua bene comune e all’idea di una nuova politica che possa generarsi a partire dalla partecipazione diretta delle cittadine e dei cittadini.
La battaglia per l’acqua ha già smosso milioni di coscienze, ha rimesso in discussione culture politiche sedimentate, ha già vinto culturalmente nel Paese.
E’ possibile portarla tutte e tutti assieme fino alla vittoria politica?
E’ possibile per una volta non anteporre gli interessi di appartenenza ad un obiettivo grande, condiviso e di civiltà, come quello per l’acqua bene comune?
E’ possibile per una volta parlare al Paese con un linguaggio nuovo, comune e comprensibile a tutte e tutti?
Comitato Promotore Referendum Acqua
MAR
31st
Risultati elettorali: MOVIMENTO 5 STELLE
Pubblicato in Politica, informazione da Lizzie
scritto da Lizzie
7.0 - 4.1 - 3.2 - 3 - 1.3….. Numeri, quantità, percentuali…. numeri, che se non fosse per la loro forma decimale potrebbero sapere di filastrocca per bambini, o sembrare valori di quegli indici o indicatori che racchiudono dentro concetti complessi come il benessere di un paese, la “ricchezza” di un popolo. Si associano ai numeri a volte concetti troppo impegnativi, altre volte troppo banali. Ovviamente in questo momento questi sono i numeri della vittoria o della sconfitta, della polemica e delle osservazioni più scontate e sempre le stesse… il solito dualismo: “chi supera la soglia prefissata vince, chi non la supera perde!” o ancora “il Movimento 5 stelle toglie voti alla sinistra = il voto al Movimento è voto
di protesta” o ancora “il Movimento, che è protesta pura, lo si accetta e lo si vuole coinvolgere nel buon governo”. Se tutte queste affermazioni a caldo possono avermi provocato fastidio quanto una pruriginosa eruzione cutanea, è davvero bastato poco perchè mi ritrovassi a sorriderci su…… Non voglio fare nessun discorso che sappia di posticcia consolazione o di polemica a tutti i costi…ma proprio questi numeri, e proprio questi mediocri commenti mi fanno sentire ancora più fiera e fiduciosa per il cammino che stiamo intraprendendo e mi fanno pensare che in realtà qualcosa sta cambiando e che questo qualcosa cambierà lentamente come è giusto che sia. E mi viene da riflettere, da pensare al sorprendente 7.0 dell’Emilia Romagna e al forse prevedibile 1.3 della Campania. L’Italia spaccata…come sempre… ok! Ma niente luoghi comuni…FATTI! In Emilia Romagna erano già stati eletti dei consiglieri comunali delle liste dei comuni a 5 stelle; si sono contraddistinti per il loro operato ed è stato questo il motore dell’entusiasmante risultato….non la protesta pura, ma di già il buon governo.
MAR
24th
Precario: un termine che va di moda!
Pubblicato in Economia, Legalità, Politica, informazione da clay
scritto da z3no
In queste settimane tutti gli organi d’informazione, soprattutto quelli locali, hanno solo una parola in mente: precario/precariato. Ma chi fa informazione o chi rilascia interviste, sa realmente cosa vuol dire questo termine?
Iniziamo da una delle sue definizioni: “con il termine precariato si intende, generalmente, la condizione di quelle persone che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa che rileva, contemporaneamente, fattori di insicurezza”.
Quindi tutti i liberi professionisti, come gli ingegneri, i giornalisti ma anche tutti gli imprenditori, i negozianti e tanti altri, non sono “precari” in quanto svolgono un’attività o professione in maniera consapevole e volontaria, anche se fanno costantemente i conti con diversi fattori di insicurezza dettati dal mercato economico-finanziario che “giustificano” come rischio imprenditoriale o d’impresa.
Mentre altre situazioni, come ad esempio i tanto nominati “Ex PiP”, possono rientrare pienamente in tale definizione, in quanto stipendiati da una pubblica amministrazione per un servizio passivo, cioè che non produce reddito.
A confondere, spesso, sono anche le miriadi possibilità contrattuali che esistono ad oggi in Italia, soprattutto per quanto riguarda i contratti chiamati “flessibili”.
Sicuramente non si prestano a tale “giochetto” quelle forme di contratto come prestazioni a titolo gratuito, bandi di gara, appalti o altri, naturalmente dove siano chiare in tutte le sue parti tutte le questioni giuridico-economiche che lo regolamentano.
Perché tutto ciò? Perché spiegare (anche se in maniera sintetica e semplice) questo argomento?
Perché ad oggi si è abusato di tale termine creando tanti e gravi danni a diversi lavoratori, in particolare ai “cenciaioli storici” oggi costituiti nella Società Cooperativa APAS Sociale Onlus.
Mi riferisco alle preoccupazioni del Consigliere Pellegrino “qualcuno nel centrodestra, parrebbe, stia già pensando a “costruirci su” una infornata di un migliaio di assunzioni, articolate in coop di quartieri, che diventerebbero di fatto una nuova massa di precari assunti, indirettamente dal Comune, in modo precario, con la solita ricattatoria speranza di essere prima o poi cooptati nell’organico comunale” (siciliainformazioni); o a quelle del consigliere Nadia Spallitta “Il mio intento – dice – rimane quello di garantire tutela e occupazione a questi lavoratori, ma non sono disposta a partecipare a strumentalizzazioni o speculazioni, né alla possibile apertura a nuove forme di precariato esteso” (nadiaspallitta.it).
Ma se la Cooperativa APAS chiede un contratto a titolo gratuito, autofinanziandosi solo dai proventi di ciò che riesce a reinserire nei cicli di filiera, dove sta il precario/precariato? Perché tutti i consiglieri, sapendo che alla collettività palermitana ed alle casse comunali non costerebbe un solo euro, portando nel contempo innumerevoli vantaggi concreti e riscontrabili, ad oggi nessuno ha mai avanzato una proposta concreta?
Perché il giornalista Gianni Agus scrive un articolo “Amia, Bellolampo è allo sfascio e ora scattano nuove assunzioni” quando in realtà si parla solo di un bando di gara per un servizio di utilità sociale, che richiede un intervento necessario ed urgente? Perché lo stesso giornalista non dice nulla sul bando di gara uscito nel sito ufficiale di AMIA S.p.A. il 19/03/2010 per “servizio di stoccaggio rifiuti urbani e speciali pericolosi e non pericolosi nel territorio della Città di Palermo” per una somma di € 190.000? Queste non le chiama assunzioni? Che differenza c’è tra i due bandi? Forse è più facile cavalcare l’onda che si sta venendo a creare , a causa dei diversi scioperi ed occupazioni, con titoli del genere piuttosto che fare un’analisi critica e costruttiva della situazione in cui verte la città di Palermo.
A fare da contorno ad affermazioni senza senso, partecipano a loro modo anche i sindacati che fingono di tutelare i lavoratori di AMIA S.p.A. e che scalpitano a sol sentire la parola “cenciaioli” ma che non dicono nulla su tutti gli altri appalti di servizi, cosa temono? Una precisazione è d’obbligo, i cenciaioli sono in città da anni, da tanti anni, quasi una generazione, ed hanno svolto per anni questa attività di recupero dei materiali differenziabili, spesso lavorando il perfetta sinergia con gli operai dell’AMIA, quindi tutte queste preoccupazioni non sono reali se non volte a creare degli allarmismi da strumentalizzare all’occorrenza.
Diverse sono le domande e poche sono le risposte, ma questo in una città che ha sempre fatto gli interessi di pochi e sempre delle stesse persone/aziende risulta quasi normale.
Qualcuno, a suo modo, ha risposto a queste domande sostenendo che in questo problema non c’è solo la Cooperativa APAS, ma molte altre e soprattutto non bisogna dimenticare gli operai dell’AMIA S.p.A. in Liquidazione.
“Alle volte è meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e darne conferma”. Perché il Comune non fa dei contratti a titolo gratuito a tutte le Cooperative? Come una sorta di libero mercato. Il Comune di Palermo darebbe in questo modo la possibilità di reinserimento nel mondo lavorativo di soggetti svantaggiati e contemporaneamente sarebbe il primo passo verso il cercare di tamponare un’emergenza rifiuti ormai fuori controllo.
Forse sanno che molte Cooperative nate appositamente in questi mesi, quindi privi di professionalità nel settore alle spalle, senza sovvenzioni non sopravvivrebbero alla legge di mercato?
La cooperativa APAS chiede soltanto di poter svolgere un lavoro storico tramandato per generazioni da padre in figlio, visto che gli unici organi competenti per la gestione dei rifiuti sul territorio cittadino urbano del Comune di Palermo sono il Sindaco, con mandato al Consiglio Comunale, e la Società d’Ambito Territoriale Ottimale, Palermo Ambiente ATO 3, codesta cooperativa invita questi organi a voler stipulare un contratto a titolo gratuito per la raccolta dei materiali differenziabili o ad indire un tavolo tecnico per la risoluzione di tale problema.
Direttore Amministrativo
Giorgio Ciaccio
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