Obiettivi:
- Tutelare, conservare, proteggere, implementare il sistema di aree “verdi” (pubbliche/private) e la rete ecologica e rurale ancora presente nel territorio.
2. Rilanciare una azione ad ampio raggio (da attuarsi in sinergia con i comuni della provincia) di riqualificazione urbana, ambientale e paesaggistica in cui la città ed il suo territorio possa ritrovare un equilibrio ecologico sostenibile e compatibile con i processi economici e sociali (con l’utilizzo di incentivi e disincentivi a costo zero) ad un basso impatto ambientale e con una pressione ambientale minimizzata.
3. Intraprendere un percorso che informi tutte le attività svolte sul territorio a tutti i livelli che conduca ad una progressiva riduzione dell’impronta ecologica lavorando al contempo ad un innalzamento della qualità ambientale dell’esistenti aree urbanizzate e conseguentemente alla qualità della vita.
4. Elaborare una strategia di governo locale integrata che armonizzi gli obbiettivi ambientali, sociali, culturali ed economici ed intraprendere una azione di prevenzione per cui il miglioramento della qualità della vita della popolazione locale non minacci quella dei cittadini di altre parti del mondo e delle future generazioni.
5. Rendere la città un ambiente ospitale, prospera, creativa, localmente e globalmente sostenibile, in cui i cittadini possano partecipare a tutti gli aspetti della vita urbana.
6. Dare piena attuazione alla implementazione delle strategie ambientali ed urbanistiche in accordo ai modelli ed i protocolli più evoluti quali:
6.1. AALBORG Commitments, CONFERENZA AALBORG+10 ispirare il futuro, tenutasi ad Aalborg (Danimarca) nel 2004 (Palermo risulta tra sottoscrittori )
6.2. PATTO DEI SINDACI, II ed. Settimana europea dell’energia sostenibile, EUSEW, tenutasi a Bruxelles (Belgio) nel 2008
6.3. PROTOCOLLO ITACA a cura dell istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale,2001
6.4. CASACLIMA, 2002
Premessa:
- Il grave stato di salute della città e del suo territorio, impietoso ultimo sintomo di mancata gestione, scarsa o errata finalizzazione dell’azione pianificatoria e di malgoverno del territorio è testimoniato dai dati relativi ad alcuni indicatori tra cui le emissioni in atmosfera, la qualità dell’aria, la qualità e la quantità di spostamenti sul territorio in relazione a diversi tipi di trasporto (pubblico o privato), gli spostamenti casa scuola, l’accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali, l’inquinamento acustico, l’urbanizzazione del territorio e conseguente artificializzazione delle superfici, la mancata riqualificazione del territorio ecc. Tutto questo, e purtroppo tanto altro, hanno portato la città di Palermo a classificarsi ultima tra le grandi città italiane nel “XVIII Rapporto sulla Qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia” intitolato “Ecosistema Urbano” (Legambiente, ottobre 2011) per qualità urbana.
Alcuni dati:
Concentrazioni inquinanti a livello urbano (dati riferiti al 2005)
1.1. diossido di azoto: circa 54 superamenti giornalieri in un anno (valore max giornaliero per l’uomo 40μg/mc; valore max per la protezione degli ecosistemi e della vegetazione 30μg/mc)
1.2. ozono: 240 superamenti di soglia in un anno (valore max in un anno 24)
1.3. PM10: superamento della soglia (tra gennaio e giugno) 41 volte (valore max in un anno 20)
1.4. La produzione media di rifiuti è di 567,7 chili procapite di cui soltanto il 7,5% viene differenziato.
1.5. Risultano 61 veicoli per il trasporto privato ogni 100 abitanti
1.6. il trasporto pubblico è utilizzato in media 52 volte all’anno da ogni abitante
1.7. Il verde a disposizione è poco, in media 2,37 metri quadrati per abitante;
1.8. le isole pedonali quasi inesistenti (in media 0,007 metri quadrati per abitante)
1.9. analogamente le piste ciclabili (0,69 ml ogni 100 abitanti);
1.10. le zone a traffico limitato non esistono in quanto è mancata la pianificazione
Inoltre dalla “Relazione sullo stato dell’ambiente della città di Palermo”, unità operativa Agenda 21, giugno 2004, risulta una Urbanizzazione pari al 58% della superficie complessiva comunale ed il 20% della superficie comunale è destinata a suolo agricolo.
Proposta:
- Osservatorio della qualità dell’ambiente urbano e del consumo del territorio: attivazione di un sistema efficace ed efficiente, sostenuto da un pervasivo ed approfondito sistema di monitoraggio leggero e veloce, basato anche sull’incrocio di dati già in possesso della città, capace di mettere in rete, tramite il web, tutti gli attori preposti al l’uso, al governo, al controllo e allo studio della città (per esempio, proposizione di banche dati web in accordo con l’università) coinvolgendo in esso anche l’associazionismo, i comitati civici (anche spontanei). I risultati delle diverse azioni di monitoraggio a vario livello dovranno essere disponibili in rete ed in ossequio al massimo principio di trasparenza reso pubblico in tempo reale.
- Introduzione del concetto di “Bilancio Ecologico”, strumento che permette di misurare il livello di naturalità e lo stato delle risorse naturali e del patrimonio edilizio ed infrastrutturale del territorio. Il bilancio dovrà rimanere sempre positivo non essendo mai aggravato in senso negativo. Tale bilancio dovrà essere migliorato per obiettivi e non potrà mai essere aggravato nemmeno temporaneamente. Nessuna trasformazione e uso del suolo potrà incidere in senso negativo sul bilancio ecologico locale; Appositi regolamenti edilizi permetteranno la gestione e l’attuazione del bilancio ecologico.
- Arrestare il consumo di suolo: PRG non espansivi, prevedendo che le nuove occupazioni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali siano consentite “esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti; es: saranno coordinate azioni tese a creare infrastrutture informatiche che permettano la smaterializzazione delle funzioni solitamente agganciate al principio di spostamento individuale: ciò che può farsi in un luogo fisico può essere proposto in ambiente virtuale con evidente risparmio in termini di impronta ecologica, di suolo, di qualità ambientale.
- Un piano di investimenti pubblico. Usare gli introiti da concessione edilizia provenienti dall’incasso di oneri concessori per finanziare investimenti (e non spesa corrente) nel risanamento e nella riqualificazione architettonica, energetica, ecocompatibile del patrimonio pubblico. Sganciare le entrate comunali provenienti dall’attività edilizia dalla spesa corrente è il primo passo verso un risanamento del territorio e il contrasto del perverso meccanismo che vede l’amministrazione “interessata” al rilascio di concessioni edilizie solo in funzione di “guadagni”. Le riqualificazioni architettoniche, urbanistiche, ambientali così finanziate inoltre avranno un alto valore simbolico e dimostrativo per la cittadinanza che potrà apprendere e constatare l’efficacia e l’utilità delle buone pratiche ecosostenibili applicate in urbanistica ed in architettura.
- Un piano di salvaguardia e risanamento del territorio urbano che ponga rimedio e prevenga il dissesto idrogeologico per mezzo di azioni di risanamento concertate anche a livello sopracomunale in sinergia con i comuni limitrofi. Si propone un piano per la difesa dei terreni e l’incremento della permeabilità del suolo, che supporti l’implemento delle aree vegetate e ponga le condizioni affinché si operi il monitoraggio e l’individuazione puntuale delle criticità riprogettando in chiave naturalistica corsi d’acqua ed impluvi naturali in cui edificato abusivo e legalizzato hanno negli ultimi anni aggravato il rischio di dissesto. Assicurare un sistema efficiente di drenaggio di sedi stradali importanti e dei principali sottopassi.
- Riqualificazione della costa a mezzo di azioni di risanamento ambientale con l’aiuto di tecniche di ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale tese alla rinaturalizzazione del litorale e alla ricostituzione degli arenili con sistemi di duna e retroduna; l’azione di ricostituzione degli arenili sarà seguita dalla conseguente regolamentazione della fruibilità dei suddetti arenili con mezzi di protezione e salvaguardia e delle attività turistico ricettive legate alla balneazione.
- Riqualificare l’ambiente ed il territorio riscattando il degrado esistente
7.1. controllo del territorio per mezzo di nuove tecnologie ed individuazione delle responsabilità nell’individuazione dei soggetti deputati al controllo territoriale ed alla sua salvaguardia, nonché alla difesa (contrasto all’abusivismo edilizio contrasto alle irregolarità edilizie, controllo degli sversamenti leciti ed illeciti di sostanze tossiche nell’ambiente).
7.2. Introduzione di un sistema di controllo nei cantieri edili la cui sostenibilità economica viene individuata in una eco-cauzione con cui il privato anticipa le spese di controllo da parte dell’amministrazione con un controllo ad inizio cantiere ed a fine cantiere (ad opera di funzionari sempre diversi accompagnati su prenotazione da esponenti di associazioni civiche no profit, ambientaliste, interessate alla promozione della legalità sul territorio); detto controllo avrà la funzione di azzerare le pratiche illecite in edilizia innescando un sistema di autocontrollo che si sosterrà economicamente con l’aumento di entrate dovute all’emersione del nero e con la spinta alla regolarizzazione.
7.3. ricerca di soluzioni nuove per diminuire l’impronta ecologica per mezzo di valorizzazione delle risorse locali, agroalimentari e turistiche al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini.
7.4. Attivare un programma di ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio per ridurre i consumi ad un valore massimo di 70 Kw/h (attualmente vigente nel comune di Bolzano), adeguamento del regolamento edilizio e delle norme di attuazione con scomputazione dei maggiori spessori e maggiori altezze se finalizzati al contenimento energetico. Applicare su tutto il territorio comunale l’obbligo di certificazione energetica con classe energetica minima.
7.5. Il regolamento edilizio come strumento di adeguamento a nuovi stili di vita eco-compatibili. Introduzione nei regolamenti edilizi e nelle norme di attuazione urbanistiche delle aree obbligatorie per l’alloggio di carrellati per la raccolta differenziata e di opportune aree a verde in cui posizionare compostiere domestiche o locali; le norme avrebbero immediata validità anche per le concessioni rilasciate di cui i lavori sono in corso, mentre azioni attente di pianificazione saranno intraprese per l’individuazione obbligatoria di aree per il compostaggio locale/condominiale meccanico laddove non vi fossero gli spazi o le condizioni minime per la pratica del compostaggio “naturale”.
7.6. Risanamento paesaggistico ed applicazione di piani paesaggistici dettagliati e prescrittivi, non mero adempimento burocratico: azione di stimolazione. L’amministrazione comunale, in quanto attore portatore di interesse, agisce in sinergia con gli organi regionali competenti affinché definiscano la pianificazione paesaggistica con scala di dettaglio adeguata ad una diretta ed efficace applicazione in ambito locale, l’amministrazione si adopera per garantire coerenza dei vari livelli di pianificazione, dalla scala più ampia a quella prescrittiva dei regolamenti edilizi e dei piani di attuazione. Gli strumenti di pianificazione locale quali piani di attuazione e il regolamento edilizio si pongono come strumenti esplicativi della pianificazione paesaggistica e riassumono così la giusta funzione di mezzo per la riqualificazione ambientale nel senso della godibilità del paesaggio urbano, della contemplazione e della qualità visiva ed ambientale della città.
8. Espansione delle aree verdi come strumento di qualificazione dell’ambiente urbano, riduzione degli impatti, controllo del microclima:
8.1. censimento del verde pubblico, informatizzazione della gestione del verde, pianificazione territoriale, aggiornamento dei dati tabellari e cartografici del censimento del verde pubblico, rendere facilmente accessibile la consultazione delle banche dati relative alla aree verdi e alla loro manutenzione;
8.2. Incremento degli spazi pubblici e aperti sistemati a verde come strumento di riqualificazione della città e del territorio; l’implementazione del verde urbano sarà agganciata all’indicatore di qualità che ne individua la accessibilità per il più ampio numero di persone (oltre che animali)
8.3. Realizzazione e gestione di Regolamenti del verde; stesura ex novo di regolamenti riguardanti il verde pubblico e privato (regolamento d’uso del verde); regolamento per la corretta progettazione delle aree verdi; i regolamenti individueranno e selezioneranno opportune metodologie di progettazione del verde puntuali e rispettose dei livelli pianificatori superiori (piani paesaggistici e piani particolareggiati).
8.4. Sostenibilità del verde urbano; le aree verdi pubbliche (ma anche quelle private a mezzo di incentivi) saranno regolate ed improntate al principio di massima sostenibilità, prevedendo l’utilizzo di biotipi ed essenze della fascia mediterranea quindi autososteniibili con minimi apporti idrici e manutentivi.
8.5. Il’intero sistema del verde urbano viene inteso come un grande sistema didattico all’aperto fruibile a mezzo di sistemi di lettura informatici come la “realtà aumentata” che per mezzo di sovrapposizione di livelli informativi riconosce le informazioni della realtà circostante e le restituisce al fruitore per mezzo di dispositivi mobile di ultima generazione sempre più diffusi e alla portata di tutti. Le stesse informazione saranno parzialmente riportate in loco con grafica relativa alla storia dei giardini o alle essenze in essi presenti.
8.6. Regolamentare l’adozione di aree a verde pubbliche già strutturate o da strutturare su proposta di cittadini, associazioni, comitati di quartiere, imprese i quali dovranno sottostare ai regolamenti rispettando il principio di uso pubblico e di uso a beneficio comune delle aree a verde incrementando la presenza sul territorio di orti urbani liberi dall’uso di prodotti chimici per la coltivazione.
8.7. Concessione gratuita a persone fisiche, associazioni civiche, comitati di quartiere, di vuoti urbani privi di destinazione urbanistica (aree bianche), aree residuali, aree interne a parchi più ampi, aree comunali pertinenziali di edifici pubblici per l’impianto di orti urbani da coltivare secondo i criteri dell’agricoltura biologica, sinergica, naturale previa iscrizione in pubblico albo dei coltivatori con possibilità di vendita in loco dei prodotti di cui è vietato il trasporto al di fuori del perimetro urbano.
8.8. Regolamento per lo sviluppo degli interventi privati di in-verdimento con prescrizioni in materia di in-verdimento dei cortili interni, di facciate, di tetti e di giardini prospicienti le case (sul modello di quelli già operanti a Colonia, Berlino, Barcellona). L’in-verdimento delle facciate e dei tetti come strumento di controllo del clima e di riqualificazione di brani di città in cui non è possibile implementare le superfici a verde. Detti sistemi di in.verdimento possono essere implementati grazie ad incentivi e sgravi fiscali oltre ad essere introdotti in edifici pubblici con apposita programmazione che consenta l’accesso ad eco-finanziamenti previsti in ambito europeo.
8.9. Individuazione e salvaguardia di ambiti rurali residui presenti nel territorio comunale (per esempio si veda il caso del Parco Agricolo di Ciaculli programma Life 1994, finanziato ed abbandonato). Incentivazione e stimolazione per mezzo di un programma culturale di rinascita della campagna circostante, la ricostituzione di una comunità contadina locale rinnovata ed intelligente sostenuta da azioni di liberalizzazione delle tradizionali attività economiche essenziali. Ristabilire i legami di naturale consociazione tra mondo urbano e mondo rurale.
9. Una gestione responsabile e partecipata del decoro cittadino, sostenuta da opportune campagne di sensibilizzazione e di comunicazione finalizzate alla riappropriazione dello spazio urbano e periurbano inteso come bene comune da tutelare e salvaguardare ad opera di tutti; in questo quadro rientra ad esempio la creazione ed attivazione del servizio Decoro Urbano, strumento civico fondamentale che estende la rete di controllo e di monitoraggio ufficialmente esistente del territorio con un supporto ed implemento fattibile autosostenibile a costo zero.













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